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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 595 cod. proc. civile: Cessazione dell’amministrazione giudiziaria

In ogni momento il creditore pignorante o uno dei creditori intervenuti può chiedere che il giudice dell’esecuzione, sentite le altre parti, proceda a nuovo incanto o all’assegnazione dell’immobile (1). Durante l’amministrazione giudiziaria ognuno può fare offerta d’acquisto a norma degli articoli 571 e seguenti.

L’amministrazione cessa, e deve essere ordinato un nuovo incanto, quando viene a scadere il termine previsto nell’ordinanza di cui all’articolo 592 (2), tranne che il giudice, su richiesta di tutte le parti, non ritenga di poter concedere una o più proroghe (3) che non prolunghino complessivamente l’amministrazione oltre i tre anni.


Commento

Amministrazione giudiziaria: [v. 592]; Creditore pignorante: [v. 575]; Creditori intervenuti: [v. 564]; Assegnazione: [v. 505]; Ordinanza: [v. 483].

 

(1) Dato che lo scopo dell’amministrazione giudiziaria è quello di evitare il secondo incanto ad un prezzo ridotto rispetto a quello dell’incanto precedente, nell’incanto successivo all’amministrazione il giudice deve fissare il prezzo sulla base di quello originariamente determinato ex art. 568.

 

(2) Il nuovo incanto o l’assegnazione del bene esecutato possono essere evitati qualora le somme percepite formino una massa tale da soddisfare tutti gli aventi diritto.

 

(3) La proroga deve essere chiesta prima della scadenza del termine originario. La proroga richiede il consenso di tutte le parti, compreso il debitore, ed assume la forma del ricorso, da depositarsi in cancelleria [v. 486].


Giurisprudenza annotata

Cessazione dell’amministrazione giudiziaria.

 

  

  1. Cessazione dell’amministrazione giudiziaria.

Con riguardo alla vendita con incanto di immobili appartenenti all’attivo fallimentare, ove il giudice dell’esecuzione abbia disposto l’amministrazione giudiziaria dei beni staggiti dopo aver esperito negativamente il percorso della vendita con incanto, il prezzo di riferimento per presentare l’offerta è sempre quello determinato ai sensi dell’art. 568 c.p.c., anche nell’ipotesi di precedente esperimento infruttuoso di due incanti, e non tale prezzo due volte ribassato in conseguenza delle due aste andate deserte. Cass. 2 marzo 2006, n. 4650.



 
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