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Art. 6 cod. proc. civile: Inderogabilità convenzionale della competenza

La competenza non può essere derogata per accordo delle parti, salvo che nei casi stabiliti dalla legge (1).


Commento

Accordo di deroga: patto col quale le parti designano un altro giudice come competente o attribuiscono al giudice designato competenza esclusiva sulla lite.

 

(1) La norma in commento introduce la regola dell’inderogabilità pattizia della competenza, facendo, però, salve le eccezioni previste dalla legge. Le ipotesi in cui la legge consente accordi espliciti circa la deroga sulla competenza riguardano solo la competenza per territorio. Tuttavia, anche in tale ambito, quando la causa verta su una delle materie previste dall’art. 28 l’individuazione legislativa del giudice non potrà essere derogata dalle parti.


Giurisprudenza annotata

  1. Inderogabilità convenzionale della competenza

La disposizione dettata dall’art. 1469 bis, terzo comma, numero 19, c.c. con la quale il legislatore, nelle controversie tra consumatore e professionista, ha stabilito la competenza territoriale esclusiva ed inderogabile del giudice del luogo in cui il consumatore ha la residenza o il domicilio elettivo, è applicabile, avendo natura di norma processuale, nelle cause iniziate dopo la sua entrata in vigore, anche se relative a controversie derivanti da contratti stipulati prima. Tuttavia l’eccezione di incompetenza territoriale deve essere tempestivamente sollevata, ex art. 38, primo comma, c.p.c., entro la prima udienza di trattazione, potendo altrimenti la Corte di cassazione, investita da ricorso sulla questione di competenza, rilevare d’ufficio l’avvenuto consolidamento della competenza territoriale del giudice adito. Cass. 11 gennaio 2007, n. 385.

 

In base all'art. 28 c.p.c., la competenza territoriale in caso di ricorso cautelare "ante causam" non può subire deroghe per effetto dell'accordo tra le parti, in quanto detto accordo può derogare solo alla competenza per la causa di merito, e sempre che non si incorra nei divieti di cui agli art. 6 e 28 c.p.c.Tribunale Napoli sez. IX  20 giugno 2008

 

Tanto in caso di perizia contrattuale, quanto in quello di arbitrato libero, la clausola che contenga tali previsioni non rientra tra quelli da approvarsi specificamente per iscritto, non avendo contenuto derogatorío alla competenza del giudice ordinario. Cass. 11 maggio 2011, n. 10332; conforme Cass. 17 dicembre 2010, n. 25643.

 

 

  1. Casi di derogabilità convenzionale della competenza

La clausola contrattuale di deroga alla competenza territoriale può essere validamente pattuita sia a favore di entrambe le parti, sia a favore di una parte sola. In quest’ultimo caso la parte favorita ha la facoltà di introdurre la lite sia davanti al giudice indicato nel contratto sia dinanzi a quello che sarebbe competente secondo i criteri ordinari, mentre l’altra parte è obbligata a promuovere eventuali controversie dinanzi al giudice indicato nel contratto. Cass. 9 aprile 2008, n. 9314.

 

La clausola derogativa della competenza per territorio inserita nelle condizioni generali di contratto ha natura vessatoria, comportando essa un’alterazione del sinallagma, sicché si rende necessaria la sua approvazione separata, specifica ed autonoma, distinta dalla sottoscrizione delle altre condizioni dell’accordo. Cass. 14 ottobre 2009, n. 21816.

 

Nell’ambito delle condizioni generali di contratto, la predisposizione della clausola derogativa della ordinaria competenza territoriale non è inclusa tra i criteri legali di attribuzione del foro convenzionale della qualifica di foro esclusivo; tale qualifica deriva da una dichiarazione espressa o univoca da cui risulti, in modo chiaro e preciso, la concorde volontà delle parti, non solo di derogare all’ordinaria competenza territoriale, ma altresì di escludere la competenza del foro designato con quelli previsti dalla legge in via alternativa. Cass. 5 luglio 2007, n. 15219.

 

Il richiamo in blocco di tutte le condizioni generali di contratto e la sottoscrizione indiscriminata di esse apposta sotto la relativa elencazione in base al mero numero d’ordine è inidonea a determinare, ai sensi dell’art. 1341, comma 2, c.c., l’efficacia della clausola vessatoria (rectius, onerosa) di deroga all’ordinaria competenza territoriale, essendo a tal fine necessario che la stessa risulti dal predisponente chiaramente e autonomamente evidenziata, e dall’aderente specificamente ed autonomamente sottoscritta. Cass. 26 settembre 2008, n. 24262.

 

 

  1. Società

In tema di impugnazione di delibera di una società a responsabilità limitata, l’art. 2378, primo comma, c.c. (richiamato espressamente dall’art. 2486 c.c. nel testo anteriore al D.Lgs. n. 6. del 2003), stabilisce che il tribunale territorialmente competente è in via esclusiva e inderogabile quello del luogo in cui la società aveva la propria sede legale, determinata al momento dell’introduzione del giudizio. Cass. 11 settembre 2007, n. 19039; conforme Cass. 10 marzo 2006, n. 5246.



 
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