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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 603 cod. proc. civile: Notificazione del titolo esecutivo e del precetto

Il titolo esecutivo e il precetto (1) debbono essere notificati anche al terzo.

Nel precetto deve essere fatta espressa menzione del bene del terzo che si intende espropriare (2).


Commento

Titolo esecutivo: [v. 474]; Precetto: [v. 480]; Notificazione: [v. 137]. Terzo: è il proprietario del bene esecutato.

 

(1) Non essendo il terzo personalmente obbligato, l’intimazione ad adempiere è rivolta soltanto al debitore e non anche a lui.

 

(2) L’indicazione specifica del bene da espropriare ha la funzione di circoscrivere la responsabilità esecutiva del terzo, il quale, altrimenti, ai sensi dell’art. 2740 c.c., risponderebbe con il suo intero patrimonio.


Giurisprudenza annotata

Notificazione del titolo esecutivo e del precetto.

 

  

 

  1. Notificazione del titolo esecutivo e del precetto.

Nell’espropriazione contro il terzo proprietario, il debitore diretto non è legittimato passivo dell’azione esecutiva e il pignoramento va notificato e trascritto esclusivamente nei confronti del terzo, perché ha come unico oggetto il bene di proprietà di quest’ultimo. Tuttavia il debitore diretto resta parte necessaria del procedimento esecutivo, cui partecipa a titolo diverso da quello del terzo proprietario, e in tale veste dev’essere sentito ogni volta che le norme regolatrici del procedimento prevedano questa garanzia nei suoi confronti. Cass. 17 gennaio 2012, n. 535.

 

Quando oggetto dell’espropriazione immobiliare è un bene gravato da ipoteca per un debito altrui, il titolo esecutivo ed il precetto debbono essere notificati, ai sensi dell’art. 603 c.p.c., sia al terzo proprietario del bene sia al debitore, poiché il secondo è tenuto ad adempiere ed il primo risponde, col bene ipotecato, dell’eventuale inadempimento; tuttavia, una volta avvertito il debitore dell’imminente espropriazione del bene, il pignoramento e gli altri atti esecutivi debbono essere compiuti nei soli confronti del terzo proprietario, unico legittimato passivo all’espropriazione ed è solo a quest’ultimo che, ai sensi dell’art. 604 c.p.c., deve essere notificato l’atto di pignoramento. Ne consegue che il debitore non può reputarsi litisconsorte necessario nel successivo giudizio di opposizione agli atti esecutivi, ex art. 617 c.p.c. Cass. 29 settembre 2007, n. 20580.

 

Quando un terzo costituisce una ipoteca su beni propri a garanzia di un debito altrui, il creditore ha diritto di far espropriare il bene ipotecato in caso di inadempimento del debitore, ed ai fini dell’esercizio di tale diritto è tenuto a notificare al terzo datore di ipoteca, oltre che al debitore, sia il titolo esecutivo che il precetto, specificando nel precetto il bene del terzo che si intende eventualmente sottoporre ad esecuzione forzata; ne consegue che va rigettata per difetto di interesse l’opposizione a precetto proposta dal terzo volta a far accertare di non essere obbligato al pagamento della somma indicata nel precetto, se dall’interpretazione del precetto si evince che esso non presuppone l’obbligazione diretta del terzo al pagamento del debito, né l’intenzione del creditore di procedere esecutivamente nei suoi confronti, in caso di mancato pagamento, anche su beni diversi da quelli ipotecati, in quanto l’espropriazione non potrà che cadere sul bene ipotecato e a subirla non sarà il terzo datore di ipoteca, alienante, ma l’acquirente del bene ipotecato. Cass. 8 aprile 2003, n. 5507.

 

In tema di espropriazione contro il terzo proprietario, la prescrizione relativa alla notifica al terzo stesso del titolo esecutivo e del precetto significa che in conformità di norme più generali (artt. 478 comma 9, 480 c.p.c.) anche questa particolare forma di esecuzione dev’essere preceduta dalla notifica del precetto al debitore e che soltanto a questo dev’essere propriamente rivolta l’intimazione ad adempiere, in cui il precetto consiste, non essendo necessario che l’intimazione, di cui è pur sempre necessaria la notifica al terzo sia rivolta specificamente anche contro quest’ultimo; la semplice notizia legale del titolo esecutivo e del precetto, derivante dalla notifica di entrambi, è sufficiente per porre il terzo in grado di attuare i rimedi di cui all’art. 668 c.p.c. nelle limitate ipotesi previste dallo stesso articolo; tuttavia, se l’ordinanza di convalida è emessa in mancanza dei presupposti di cui la legge condiziona la impugnabilità del provvedimento, tali cioè da far presumere che l’intimato non abbia avuto interesse ad opporsi alla convalida, come tale è soggetta al normale rimedio dell’appello. Cass. 4 luglio 1961, n. 1591.



 
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