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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 604 cod. proc. civile: Disposizioni particolari

Il pignoramento e in generale gli atti d’espropriazione si compiono nei confronti del terzo (1), al quale si applicano tutte le disposizioni relative al debitore, tranne il divieto di cui all’articolo 579 primo comma (2).

Ogni volta che a norma dei capi precedenti deve essere sentito il debitore, è sentito anche il terzo (3).


Commento

Pignoramento: [v. 492]; Terzo: [v. 603].

 

(1) Nel caso di alienazione di beni mobili revocata ai sensi degli artt. 2901 e ss. c.c., l’esecuzione sarà condotta contro il debitore, se i beni sono rimasti nella sua disponibilità; se, invece, i beni si trovano in luoghi di appartenenza del terzo, il giudice, ad istanza del creditore procedente, potrà autorizzare l’ufficiale giudiziario ad eseguire il pignoramento direttamente presso quest’ultimo.

 

(2) Per il terzo non opera il divieto di partecipare all’incanto, in quanto non sussistono nei suoi confronti, non essendo egli personalmente obbligato, le ragioni che impediscono tale attività al debitore, ossia la necessità di impedire una speculazione sulla vendita forzata a chi è tenuto all’integrale pagamento dei debiti.

 

(3) Il debitore, pur non subendo l’esecuzione, deve essere messo in condizione di seguirne le fasi sia perché l’espropriazione attuata nei confronti del terzo lo libera dal debito che egli ha verso il creditore procedente, sia per far valere le sue eventuali ragioni contro quest’ultimo


Giurisprudenza annotata

Disposizioni particolari.

 

  

  1. Disposizioni particolari.

In tema di espropriazione contro il terzo proprietario, i presupposti processuali dell’azione esecutiva nei confronti di tale terzo non sono i medesimi dell’azione esecutiva che potrebbe essere esperita nei confronti del debitore diretto. Ne deriva che quando la proprietà del bene pignorato sia stata ritrasferita al debitore diretto, con effetti ex tunc, il procedimento esecutivo pendente non può proseguire nei confronti del debitore, malgrado questo ne sia parte. Cass. 17 gennaio 2012, n. 535.

 

Quando il debitore principale sia fallito, il creditore può procedere nei confronti del terzo datore di ipoteca inoltrando le comunicazioni al curatore fallimentare. Trib. Lanciano, 2 settembre 2003.

 

L’ art. 604, comma 2, c.p.c., che stabilisce l’intervento obbligatorio del terzo ogni volta che dev’essere sentito il debitore esecutato, è norma dettata in tema di espropriazione contro il terzo proprietario dal capo VI, titolo II del terzo libro del codice di rito, che non riguarda, perciò, l’espropriazione presso il terzo, il quale non è assoggettato all’esecuzione, ma si presenta come semplice autore e destinatario di attività che si svolgono nel processo esecutivo. Cass. 24 novembre 2000, n. 15198; conforme Cass. 15 luglio 1987, n. 6242.

Conf.: Nell’esecuzione forzata presso terzi, il terzo che abbia reso la dichiarazione di cui all’art. 547 c.p.c., pur essendo litisconsorte con il creditore pignorante, con il debitore ed i creditori intervenuti nell’apposito giudizio incidentale di cognizione per l’accertamento del suo debito, rimane estraneo al processo esecutivo, cosicché la sua partecipazione al giudizio di opposizione agli atti esecutivi, nel quale la controversia rimane limitata tra il debitore ed il creditore procedente [oltre agli eventuali intervenuti], non è necessaria ai sensi dell’art. 102 c.p.c., né è imposta da altre specifiche disposizioni del codice di rito come l’art. 604, ultimo comma, dettato in tema di espropriazione contro il terzo proprietario. Cass. 13 gennaio 1983, n. 249.

 

Nel procedimento esecutivo contro il terzo proprietario (nella specie, datore di ipoteca) si applicano a queste tutte le disposizioni relative al debitore - tranne il divieto di cui all’art. 579, comma 1, - ed il terzo, ai sensi del comma 2 dell’art. 604 c.p.c., deve essere pertanto sentito tutte le volte in cui deve essere sentito il debitore e, come il debitore, deve essere perciò, convocato anche nell’udienza fissata dal giudice della esecuzione per l’autorizzazione alla vendita dell’immobile (art. 569 c.p.c.); ma, poiché il processo esecutivo non è caratterizzato dal principio del contraddittorio, l’omessa audizione del terzo datore (o del debitore) non è, di per sé, causa di nullità del procedimento ed, essendo solo strumentale per il migliore esercizio della potestà ordinatoria del giudice, può essere, perciò, dedotta solo con l’opposizione agli atti esecutivi contro l’ordinanza di vendita (art. 617 c.p.c.) nei casi in cui essa abbia influito, viziandola. Cass. 22 novembre 1994, n. 9885.

 

Nel giudizio di opposizione promosso contro il creditore procedente dal terzo assoggettato all’esecuzione, ai sensi degli artt. 602-604 c.p.c., il debitore si trova in posizione di litisconsorte necessario col creditore procedente, trattandosi, nella specie, di un accertamento concernente una situazione giuridica unica per il creditore, per il debitore e per il terzo, non potendo essa sussistere che nei confronti di tutti e tre, dato che il titolo esecutivo ed il precetto non possono restare in piedi o venir meno se non per i tre soggetti congiuntamente. Cass. 11 maggio 1994, n. 4607.

 

Il creditore ipotecario, per soddisfare i suoi diritti, deve seguire le forme ordinarie dell'esecuzione diretta contro il debitore che risulta dai registri immobiliari e non deve procedere esecutivamente con le forme dell'espropriazione contro il terzo proprietario (artt. 602 e 604 cod. proc. civ.) nei confronti di colui che, dopo l'iscrizione dell'ipoteca, ma prima del pignoramento, abbia trascritto la domanda diretta ad ottenere l'esecuzione in forma specifica dell'obbligo di trasferimento dell'immobile, salvo il diritto del successivo acquirente di proporre opposizione di terzo all'esecuzione. Rigetta, App. Roma, 05/12/2007

Cassazione civile sez. III  26 agosto 2014 n. 18235



 
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