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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 611 cod. proc. civile: Spese dell’esecuzione

Nel processo verbale l’ufficiale giudiziario specifica tutte le spese anticipate dalla parte istante.
La liquidazione delle spese è fatta dal giudice dell’esecuzione a norma degli articoli 91 e seguenti con decreto che costituisce titolo esecutivo.


Commento

Processo verbale: [v. 126]; Ufficiale giudiziario: [v. 59]; Parte istante: [v. 606]; Giudice dell’esecuzione: [v. 484]; Decreto: [v. 135]; Titolo esecutivo: [v. 474].

 

(1) Si tratta del verbale relativo allo svolgimento delle operazioni, che va depositato nella cancelleria del giudice competente. Le spese possono anche essere specificate (ossia elencate dettagliatamente) in un atto separato, che integri il processo verbale.


Giurisprudenza annotata

Spese dell’esecuzione.

 

 

  1. Oggetto della liquidazione; 1.1. Spese vive; 1.2. Rappresentanza tecnica; 1.3. Giudice competente; 1.4. Spese del precetto; 1.5. Natura del diritto; 2. Rimedi.

 

 

  1. Oggetto della liquidazione.

 

 

1.1. Spese vive.

In tema di esecuzione per consegna e rilascio, il sistema di liquidazione delle spese previste dall’art. 611 c.p.c. concerne esclusivamente le spese vive (esborsi) anticipate dall’istante, ma non anche i diritti di procuratore ed eventuali onorari di avvocato, per il cui rimborso si deve ricorrere al provvedimento d’ingiunzione. Cass. 10 maggio 2005, n. 9745; conforme Cass. 11 aprile 2008, n. 9669.

 

Nella procedura esecutiva per consegna o rilascio - in cui il sistema di liquidazione delle spese previsto dall’art. 611 c.p.c. concerne esclusivamente le spese vive anticipate dall’istante e non anche le spese della rappresentanza tecnica, per le quali si può richiedere il provvedimento di ingiunzione - è consentito al creditore istante di intimare con il precetto (atto preliminare all’esecuzione, non avente natura processuale) il pagamento delle spese ad esso inerenti, senza preventiva liquidazione giudiziale, e di procedere, in caso di inottemperanza, al pignoramento, fermo restando il diritto del debitore di proporre opposizione all’esecuzione anche limitatamente a tale obbligazione, accessoria rispetto a quella portata dal titolo esecutivo. Cass. 10 ottobre 2008, n. 25002.

 

A seguito della modifica dell’art. 611 c.p.c., operata dall’art. 2, comma 3, lett. e, D.L. 14 marzo 2005 n. 35, convertito nella l. 14 maggio 2005 n. 80 (riforma entrata in vigore il 1º marzo 2006), il giudice dell’esecuzione è tenuto a provvedere alla liquidazione delle spese del procedimento a norma degli art. 91 ss. c.p.c. Pertanto il potere di liquidazione del giudice, in precedenza limitato alle spese vive, deve ritenersi esteso anche agli onorari e ai diritti, ed il relativo decreto, riconducibile all’ambito dell’art. 642 c.p.c., è impugnabile nelle forme dell’opposizione a decreto ingiuntivo. Cass. 12 luglio 2011, n. 15341.

 

 

1.2. Rappresentanza tecnica.

Il creditore che agisce in executivis per consegna o rilascio, per il principio stabilito dall’art. 91 c.p.c. - di cui l’art. 611 c.p.c. costituisce applicazione - ha diritto al rimborso delle spese vive, con provvedimento autonomo del giudice dell’esecuzione (che, ai sensi dell’art. 16 c.p.c., è il Pretore) costituente titolo esecutivo mancando un provvedimento che chiude il procedimento. Sulla domanda di rimborso delle spese affrontate nella stessa procedura per l’assistenza tecnica il medesimo giudice, competente per materia, provvede invece con decreto, di natura monitoria. Cass. 8 ottobre 1997, n. 9777.

 

 

1.3. Giudice competente.

La disposizione dettata dall’art. 611, secondo comma, c.p.c. rappresenta un’applicazione della regola generale, in tema di competenza sulla condanna alle spese, fissata dall’art. 91 stesso codice, con la conseguenza che spetta in via esclusiva al Pretore, in quanto giudice competente per l’esecuzione, statuire sul diritto al rimborso - e relativa liquidazione - delle spese sostenute dalla parte istante nella procedura esecutiva per consegna o rilascio. Ne consegue che anche la domanda per la liquidazione delle spese di rappresentanza tecnica sostenute in detto procedimento va presentata al Pretore che, in quanto funzionalmente competente, vi provvederà con decreto, qualificabile come decreto d’ingiunzione, a norma degli artt. 633, 634, 637 e 641 c.p.c., e che la domanda non accolta andrà riproposta al Pretore in via ordinaria in applicazione dell’art. 640, ultimo comma, stesso codice. Cass. 13 giugno 1994, n. 5720.

 

La competenza per la liquidazione delle spese anticipate dal creditore nell’esecuzione per consegna o rilascio appartiene al pretore, quale giudice designato per l’esecuzione, sia quando deve provvedere con il decreto indicato dall’art. 611 c.p.c., sia quando deve provvedere sulla domanda proposta dalla parte interessata con le forme ordinarie. Cass. 10 ottobre 1998, n. 9784.

 

 

1.4. Spese del precetto.

Nella procedura esecutiva per consegna o rilascio il creditore istante può, con l’atto di precetto, intimare il pagamento delle spese e dei diritti a esso inerenti, senza previa liquidazione giudiziale e, in caso di inottemperanza del debitore, può procedere all’esecuzione per espropriazione limitatamente a tale obbligazione avente carattere accessorio rispetto a quella portata dal titolo esecutivo. In tale evenienza il debitore esecutato può tuttavia proporre l’opposizione all’esecuzione. Cass., Sez. Un., 24 febbraio 1996, n. 1471.

 

In tema di esecuzione per rilascio, qualora questa sia avvenuta a seguito di intimazione di precetto, ma senza che si sia reso necessario procedervi coattivamente, la parte istante ha diritto al rimborso delle spese processuali, ivi comprese le spese vive, i diritti di procuratore e gli onorari di avvocato. Cass. 11 novembre 2003, n. 16936.

 

In tema di esecuzione per rilascio, qualora questa sia avvenuta a seguito di intimazione di precetto e successiva comunicazione dell’ufficiale giudiziario ai sensi dell’art. 608, comma primo, c.p.c. (c.d. preavviso di rilascio), ma senza che si sia poi reso necessario procedervi coattivamente, la parte istante ha diritto al rimborso delle spese processuali sostenute, ivi comprese le spese vive (i cosiddetti esborsi), i diritti di procuratore e gli onorari di avvocato. Detta pretesa può essere avanzata con le forme del giudizio ordinario, a maggior ragione quando (come nella specie) al decreto di cui all’art. 611 c.p.c. non possa farsi ricorso o perché trattasi di recuperare i diritti e gli onorari di difesa (per i quali non è ammesso richiedere l’emissione di siffatto decreto) o perché, trattandosi di spese vive (per il cui recupero sarebbe in ipotesi ammissibile far luogo al procedimento previsto dal citato art. 611 c.p.c.), la procedura si è conclusa senza che l’ufficiale giudiziario abbia dovuto redigere il processo verbale delle operazioni compiute, attestante anche tutte le spese anticipate dalla parte esecutante e costituente il presupposto indispensabile per l’emanazione della particolare ingiunzione contemplata dal predetto art. 611. Cass. 15 maggio 2007, n. 11197.

 

 

1.5. Natura del diritto.

Qualora, a seguito della Cassazione della sentenza che aveva disposto la condanna al rilascio, sia venuto meno il diritto del creditore a procedere all’esecuzione, quest’ultimo non può essere considerato titolare neppure dell’accessorio diritto di credito al recupero delle spese affrontate per minacciare l’esecuzione forzata. Cass. 18 dicembre 1996, n. 11324.

 

 

  1. Rimedi.

Il decreto del pretore di liquidazione delle spese di esecuzione per consegna o rilascio (art. 611 c.p.c.) ha natura monitoria e può essere impugnato, pertanto, nelle forme previste per l’opposizione a decreto ingiuntivo, solo dinanzi al pretore che lo ha emesso, funzionalmente ed inderogabilmente competente. Cass. 28 luglio 1993, n. 8407.

 

Conf.: Il decreto previsto dall’art. 611 c.p.c., con il quale il pretore, su richiesta della parte istante, liquida le spese da questa anticipate per la esecuzione per consegna o rilascio, ha natura di provvedimento monitorio, suscettibile di impugnazione nelle forme previste per l’opposizione a decreto ingiuntivo, per la quale è competente lo stesso pretore indipendentemente dal valore del credito. Cass. 24 settembre 1990, n. 9685.

 

Il decreto con il quale il giudice respinge la richiesta d’ingiunzione ex art. 611 c.p.c., non è impugnabile con regolamento di competenza, essendo inidoneo ad acquisire autorità di cosa giudicata e perciò non preclusivo della riproposizione della domanda in sede monitoria. Cass. 29 novembre 1995, n. 12398.

 

Il ricorso per cassazione avverso una sentenza del giudice dell'esecuzione che, investito di un'opposizione avverso un decreto emesso ai sensi dell'art. 611 c.p.c., l'abbia dichiarata inammissibile nell'erroneo presupposto che esso, anziché nelle forme dell'opposizione a decreto ingiuntivo, fosse impugnabile con l'opposizione ai sensi dell'art. 617 c.p.c., qualora non indichi le ragioni che erano state poste a base dell'opposizione, limitandosi a censurare l'erronea individuazione del rimedio, deve ritenersi inammissibile perché non pone la Corte di cassazione nella condizione di esercitare il potere di decidere nel merito ove ne ricorrano i presupposti, cioè non siano necessari accertamenti di fatto per valutare le ragioni dell'opposizione

Cassazione civile sez. III  12 luglio 2011 n. 15341

 

Per stabilire quale sia il mezzo d’impugnazione appropriato avverso un provvedimento giurisdizionale occorre avere riguardo alla sua sostanza, e non alla sua forma. Ne consegue che il provvedimento, impropriamente definito ««ordinanza», col quale il giudice dell’esecuzione liquidi le spese del procedimento di esecuzione forzata degli obblighi di fare, è soggetto ad opposizione ai sensi dell’art. 645 c.p.c., e non a ricorso per Cassazione, in quanto le suddette spese debbono essere liquidate, ai sensi dell’art. 614 c.p.c., con la forma del decreto ingiuntivo. Cass. 30 novembre 2010, n. 24260.



 
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