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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 614-bis cod. proc. civile: Attuazione degli obblighi di fare infungibile o di non fare

 

((Con il provvedimento di condanna il giudice, salvo che cio’ sia manifestamente iniquo, fissa, su richiesta di parte, la somma di denaro dovuta dall’obbligato per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione del provvedimento. Il provvedimento di condanna costituisce titolo esecutivo per il pagamento delle somme dovute per ogni violazione o inosservanza (1) . Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano alle controversie di lavoro subordinato pubblico e privato e ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di cui all’art. 409 (2) .

 

Il giudice determina l’ammontare della somma di cui al primo comma tenuto conto del valore della controversia, della natura della prestazione, del danno quantificato o prevedibile e di ogni altra circostanza utile)) (3) .


Commento

Titolo esecutivo: [v. 474]; Rapporto di lavoro subordinato: [v. 409]; Danno: [v. 10].

 

(1) La previsione dell’esecutività del provvedimento di condanna al pagamento della somma fissata dal giudice è diretta a rafforzare le finalità di accelerata risoluzione delle controversie connesse alla violazione degli obblighi in questione. Spetterà, quindi, al debitore promuovere eventuale opposizione all’esecuzione ex art. 615, al fine di dimostrare il tempestivo ed esatto adempimento del dictum giudiziale ovvero che l’inadempimento è stato determinato da causa a lui non imputabile.

 

(2) Fatta la modifica, ci si aspettava un cambiamento anche riguardo alla decisione di escludere l’applicabilità della norma in esame alle controversie di lavoro subordinato pubblico e privato e ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, atteso che le ipotesi di condanna in favore del lavoratore rientrano senz’altro tra le fattispecie che, più di altre, meriterebbero di essere presidiate al fine di garantire l’effettività della tutela giurisdizionale.

 

(3) La finalità del nuovo modello di coercizione indiretta non è sanzionatoria o riparatoria, bensì di induzione del debitore all’adempimento: ed invero, la somma determinata dal giudice dovrà risultare proporzionata alla natura della prestazione da eseguire, ed in genere al valore della controversia, nonché all’ammontare del possibile danno che ne deriverebbe alla parte non inadempiente in caso di protratta inottemperanza della controparte. Lo scopo, cioè, non è quello di offrire alla parte, in favore della quale è emesso il provvedimento di condanna, un risarcimento del danno sostitutivo e compensativo dell’inadempimento della controparte, bensì di realizzare una indiretta forma di coercizione all’adempimento, inducendo il soggetto obbligato a ritenere che l’adempimento al comando o divieto giudiziale risulterebbe per lui meno gravoso dell’inadempimento allo stesso.



 
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