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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 614 cod. proc. civile: Rimborso delle spese

Al termine dell’esecuzione o nel corso di essa, la parte istante presenta al giudice dell’esecuzione la nota delle spese anticipate vistata dall’ufficiale giudiziario, con domanda di decreto d’ingiunzione.
Il giudice dell’esecuzione, quando riconosce giustificate le spese denunciate (1), provvede con decreto a norma dell’articolo 642 (2)(3).


Commento

Parte istante: [v. 606]; Giudice dell’esecuzione: [v. 484]; Ufficiale giudiziario: [v. 59]. Decreto d’ingiunzione: è il provvedimento con il quale il giudice ingiunge al debitore [v. 642, di pagare quanto dovuto senza dilazione, autorizzando, in mancanza, la provvisoria esecuzione del decreto e fissando il termine per l’eventuale opposizione [v. 633].

 

(1) Il giudice deve limitarsi alla verifica della regolarità formale della nota spese e al riscontro tra questa e l’importo delle spese oggettivamente risultanti per valutarne la eccessività o superfluità.

 

(2) Il giudice che emette tale decreto è funzionalmente competente, senza limiti di valore, a conoscere della eventuale opposizione.

(3) Le spese anticipate dalla parte istante potrebbero essere recuperate anche attraverso un ordinario procedimento ingiuntivo [v. 633].


Giurisprudenza annotata

Rimborso delle spese.

 

 

  1. Liquidazione; 1.1. Oggetto; 1.2. Mezzi di tutela; 2. Autoliquidazione.

 

 

  1. Liquidazione.

 

 

1.1. Oggetto.

La parte che per ottenere la esecuzione in proprio favore di una obbligazione di fare ha dovuto iniziare un processo di esecuzione ha diritto al rimborso, oltre che delle spese anticipate per far compiere le operazioni materiali di esecuzione dell’obbligo, di quelle di rappresentanza tecnica, e, per conseguire tale rimborso, può ottenere dal giudice dell’esecuzione il decreto di ingiunzione previsto dall’art. 614 c.p.c. Tuttavia, ove l’intimato proponga opposizione sostenendo di avere già adempiuto l’obbligazione, sicché la relativa controversia deve essere decisa con sentenza, la liquidazione delle spese processuali relative alla fase che inizia con tale contestazione va invece operata con il provvedimento che definisce la controversia, e, qualora il giudice non vi provveda, la sentenza può essere per tale parte impugnata, ma sulla liquidazione delle predette spese non può provvedere il giudice dell’esecuzione con il decreto previsto dall’art. 614 c.p.c. Cass. 26 maggio 2003, n. 8339.

 

 

1.2. Mezzi di tutela.

Per stabilire quale sia il mezzo d’impugnazione appropriato avverso un provvedimento giurisdizionale occorre avere riguardo alla sua sostanza, e non alla sua forma. Ne consegue che il provvedimento, impropriamente definito ««ordinanza», col quale il giudice dell’esecuzione liquidi le spese del procedimento di esecuzione forzata degli obblighi di fare, è soggetto ad opposizione ai sensi dell’art. 645 c.p.c., e non a ricorso per Cassazione, in quanto le suddette spese debbono essere liquidate, ai sensi dell’art. 614 c.p.c., con la forma del decreto ingiuntivo. Cass. 30 novembre 2010, n. 24260.

 

È inammissibile il reclamo al Tribunale della parte istante per il rimborso delle spese anticipate in una procedura esecutiva di obbligo di fare avverso il decreto del Pretore di liquidazione delle medesime perché la tutela dell’interessato è attuabile soltanto attraverso l’opposizione dinanzi al medesimo giudice che ha emesso il provvedimento, a cui spetta, funzionalmente e inderogabilmente, la competenza a deciderla, in applicazione del principio generale di cui all’art. 645 c.p.c. Tale inammissibilità può esser rilevata anche di ufficio dalla Cassazione, adita in sede di impugnazione avverso il provvedimento del Tribunale, quando il procedimento - che, pertanto, è nullo - si sia ugualmente svolto dinanzi al medesimo. Cass. 14 marzo 2001, n. 3735; conforme Cass. 11 novembre 2003, n. 16936.

 

In tema di esecuzione forzata di obblighi di fare o di non fare il pretore, al quale, ai sensi dell’art. 614, secondo comma, c.p.c., spetta la liquidazione con decreto e senza limiti di valore delle spese in favore della parte istante, è anche competente a conoscere le opposizioni avverso detto decreto, essendo quest’ultima competenza di carattere funzionale e non derogabile. Cass. 10 agosto 1991, n. 8721.

 

In tema di esecuzione degli obblighi di fare e di non fare, nel caso di opposizione a decreto ingiuntivo emesso, ai sensi dell’art. 614, secondo comma, c.p.c., per il rimborso delle spese anticipate dalla parte istante, ben può l’opponente in tale sede far valere contestazioni circa la congruità delle spese. Inoltre, poiché il rapporto processuale tra creditore e debitore è oggettivamente autonomo e scindibile rispetto a quello intercorrente tra il creditore ed il prestatore d’opera che ha eseguito i lavori, non sussiste litisconsorzio necessario nei confronti di quest’ultimo, essendo onere, se mai, del creditore medesimo chiamare in causa il terzo cui abbia anticipato le spese per esserne garantito. Cass. 3 dicembre 2009, n. 25394; conforme Cass. 11 novembre 1993, n. 11270.

 

Deve ritenersi ammissibile il ricorso in ottemperanza proposto in relazione al decreto ingiuntivo di cui all’art. 614 c.p.c., il quale costituisce dal punto di vista formale un provvedimento di condanna esecutiva a seguito di cognizione, sia pure sommaria in caso di mancata opposizione e trova ora espresso recepimento nell’art. 112 del C.P.A. il quale (comma 2 lettera c) stabilisce che l’azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l’attuazione anche dei provvedimenti del giudice ordinario equiparati alle sentenze passate in giudicato. Cons. giust. amm. Sic., 13 settembre 2011, n. 551.

 

 

  1. Autoliquidazione.

Il precetto per l’adempimento di una obbligazione di una obbligazione di fare o di non fare può anche contenere l’intimazione di pagamento delle spese del precetto medesimo e della sua notifica perché queste, essendo il precetto un atto che precede l’esecuzione, non rientrano tra le spese di esecuzione che possono essere liquidate solo dal giudice al termine della esecuzione o nel corso di essa, ai sensi dell’art. 614 c.p.c. Cass. 20 gennaio 1994, n. 457.



 
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