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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 620 cod. proc. civile: Opposizione tardiva

Se in seguito all’opposizione il giudice non sospende la vendita dei beni mobili (1) o se l’opposizione è proposta dopo la vendita stessa, i diritti del terzo si fanno valere sulla somma ricavata (2).


Commento

Sospensione: [v. Libro III, Titolo VI]; Vendita: [v. 576]; Terzo: [v. 619].

 

(1) Ipotesi in cui il terzo, nel proporre opposizione, non abbia chiesto la sospensione oppure, avendone fatta istanza, il giudice abbia ritenuto di non concedergliela.

 

(2) È la vera opposizione tardiva (di cui alla rubrica dell’articolo) perché proposta dal terzo quando l’iter esecutivo si è quasi concluso e cioè, venduti i beni sottoposti a pignoramento, si sta procedendo alla distribuzione della somma tra i creditori. Si definisce «tardiva» in quanto il terzo potrà soddisfarsi sulla somma ricavata, ma non riavrà più la cosa in natura.


Giurisprudenza annotata

Opposizione tardiva.

 

  

 

  1. In generale.

È ammissibile la proposizione di una opposizione di terzo nel corso dell’esecuzione che si svolga con le forme del pignoramento presso terzi, ed è parimenti ammissibile la proposizione della detta opposizione in epoca successiva alla emanazione di un’ordinanza di assegnazione da parte del giudice dell’esecuzione. Cass. 9 agosto 1997, n. 7413.

 

L’opposizione tardiva di terzo di cui all’art. 620 c.p.c. può essere proposta finché non sia stato compiuto l’atto di distribuzione della somma ricavata dalla vendita conseguentemente, essendo tale atto compiuto soltanto con l’esecuzione dell’ordine di pagamento della somma impartito dal giudice dell’esecuzione, deve ritenersi ammissibile il ricorso in opposizione depositato in cancelleria prima che il giudice abbia messo il provvedimento. Cass. 26 maggio 1978, n. 2664.

 

I terzi, di fronte ad una procedura esecutiva riguardante beni su cui essi vantano diritti prevalenti, non possono far valere nullità del processo esecutivo o di singoli atti di esso (essendo essi parti del processo stesso), ma possono far valere la illegittimità dell’esecuzione, con riferimento al suo oggetto, attraverso l’opposizione di terzo, da esperire o prima che sia disposta la vendita o l’assegnazione dei beni, con eventuale sospensione del processo esecutivo, ovvero dopo la vendita o l’assegnazione, con possibilità dei soddisfare la pretesa sulla somma ricavata. Cass. 22 ottobre 1976, n. 3773.

 

L’opposizione del terzo che pretende avere la proprietà sui beni pignorati è proponibile, a norma degli art. 619 e 620 c.p.c., prima che sia disposta la vendita o l’assegnazione dei beni mentre, se in seguito all’opposizione il giudice non sospende la vendita dei beni mobili o se l’opposizione é proposta dopo la vendita stessa, i diritti del terzo si fanno valere sulla somma ricavata. Né la normativa vigente attribuisce rilevanza al momento in cui l’opponente ha avuto notizia della espropriazione, atteso che il sistema privilegia la posizione dell’aggiudicatario e per altro verso i diritti del creditore procedente. Trib. Bari, 7 novembre 2011.

 

L’opposizione di terzo all’esecuzione ex art. 620 c.p.c. può essere proposta fino al momento della vendita, cioè sino all’aggiudicazione del bene. Trib. Roma, 22 febbraio 2008.

 

In materia di esecuzione forzata, è inammissibile l’opposizione di terzo proposta quando la procedura esecutiva immobiliare sia integralmente esaurita e terminata con il decreto di trasferimento e la distribuzione del ricavato. In tale caso, infatti, non solo risulta precluso ogni intervento sul procedimento (ormai terminato) di assegnazione dell’immobile, ma anche ogni statuizione sull’assegnazione del residuo del ricavato di spettanza del debitore, giacché il meccanismo “residuale” di cui all’art. 620 c.p.c. può operare fintanto che, dovendosi ancora distribuire la somma, sia possibile per il Giudice dell’Esecuzione utilizzare il meccanismo dell’art. 512, comma 2, c.p.c. di sospensione parziale della distribuzione. Venuta meno anche tale possibilità, è da ritenere che il terzo non possa avvalersi dello strumento dell’opposizione, ma possa, semmai, agire per il risarcimento dei danni contro il creditore procedente in mala fede o contro il terzo cessionario anch’egli in mala fede. Trib. Monza, 11 febbraio 2008.



 
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