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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 652 cod. proc. civile: Conciliazione

Se nel giudizio di opposizione, le parti si conciliano, il giudice, con ordinanza non impugnabile, dichiara o conferma l’esecutorietà del decreto, oppure riduce la somma o la quantità a quella stabilita dalle parti. In quest’ultimo caso, rimane ferma la validità degli atti esecutivi compiuti e dell’ipoteca iscritta, fino a concorrenza della somma o quantità ridotta. Della riduzione deve effettuarsi apposita annotazione nei registri immobiliari.


Giurisprudenza annotata

Conciliazione.

 

 

 

  1. Effetti.

Il decreto ingiuntivo deve essere revocato nel giudizio di opposizione, in caso di cessazione della materia del contendere, soltanto quando risulti la fondatezza dei motivi dell’opposizione medesima, con riferimento alla data di emissione di quel provvedimento, sicché, qualora il debito si estingua per sopravvenuto adempimento, sia da escludere l’indicata fondatezza, deve negarsi la revoca del decreto e devono porsi a carico dell’ingiunto le spese con esso liquidate, oltre le spese del giudizio di opposizione secondo il criterio della soccombenza virtuale (salva restando l’opponibilità dell’avvenuto pagamento, se il creditore, ancorché soddisfatto, si avvalga del decreto non revocato come titolo esecutivo). Cass. 18 ottobre 1983, n. 6121.

 

Contra: L’opposizione avverso il decreto ingiuntivo non è azione di impugnazione della validità del decreto stesso, ma introduce un ordinario giudizio di cognizione, diretto all’accertamento della esistenza del diritto di credito fatto valere con il ricorso per ingiunzione, nel quale il creditore opposto ed il debitore opponente assumono la posizione sostanziale, rispettivamente, di attore e di convenuto. Pertanto, la sentenza che decide sull’opposizione, cosi come deve accogliere la pretesa creditoria rigettando l’opposizione qualora riscontri che le relative condizioni, pur se mancanti all’atto di quel ricorso, sussistano al momento della decisione, analogamente deve respingere la pretesa medesima, accogliendo l’opposizione e revocando il decreto, qualora accerti su eccezione del debitore, che all’indicato momento il credito sia estinto, per effetto di successivo adempimento senza riserve dell’obbligato, salvo il riflesso, sulla regolamentazione delle spese, del fatto che tale adempimento sia intervenuto e sia stato eccepito solo nel corso del giudizio di opposizione. Cass. lav., 10 gennaio 1980, n. 180.

 

In caso di opposizione non fondata su prova scritta o di pronta soluzione, il giudice istruttore può, a norma dell’art. 648 c.p.c., concedere con ordinanza l’esecuzione provvisoria per una somma corrispondente a quella indicata nel decreto ingiuntivo, e non per una somma minore, perché ciò comporterebbe l’esercizio da parte del suddetto giudice, del potere, non attribuitogli, di sostituire o modificare il decreto. Soltanto nell’ipotesi in cui le parti si siano conciliate nel corso del giudizio di opposizione, il giudice istruttore ha il potere, a norma dell’art. 652 c.p.c., di ridurre la somma o la quantità indicata nel decreto nei limiti di quella stabilita dalle parti, fermi restando, anche in tal caso, gli atti esecutivi gia compiuti fino alla concorrenza della somma o della quantità ridotta. Cass. 7 luglio 1976, n. 2549.



 
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