Codice proc. civile Agg. il 28 gennaio 2015

Codice proc. civile Art. 659 cod. proc. civile: Rapporto di locazione d’opera

Codice proc. civile Agg. il 28 gennaio 2015



Se il godimento di un immobile è il corrispettivo anche parziale di una prestazione d’opera, l’intimazione di licenza o di sfratto con la contestuale citazione per la convalida, a norma degli articoli precedenti, può essere fatta quando il contratto viene a cessare per qualsiasi causa.

Giurisprudenza annotata

Rapporto di locazione d’opera.

 

 

  1. Questioni di legittimità costituzionale; 2. Applicazione della norma; 2.1. Assenza di contestazione sulla cessazione del contratto; 2.2. Collegamento tra il contratto di locazione e il contratto di lavoro subordinato; 2.3. Illegittimità della mancata restituzione dell’alloggio di servizio; 2.4. In caso di godimento dell’immobile da parte degli eredi.

 

 

  1. Questioni di legittimità costituzionale.

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 659 c.p.c., nella parte in cui non prevede espressamente che le cause di lavoro introdotte con intimazione di sfratto per il rilascio dell’immobile «di servizio» debbano essere trattate fin dall’inizio e decise, anche nella fase monitoria, dal giudice del lavoro, in riferimento agli artt. 3 e 25 Cost. Corte cost. 8 giugno 2001, n. 181; conforme Trib. Roma, 29 maggio 2000.

 

 

  1. Applicazione della norma.

L’art. 659 c.p.c. non si riferisce alle sole ipotesi di custodia, portierato e guardiani, ma a tutte quelle di concessione in godimento di un immobile funzionalmente collegate con un rapporto di prestazione d’opera in modo da costituirne, anche parzialmente, il corrispettivo. Cass. 21 giugno 1984, n. 3680.

 

 

2.1. Assenza di contestazione sulla cessazione del contratto.

Ai fini dell’applicabilità della speciale procedura di convalida dello sfratto ex art. 659 c.p.c., il presupposto dell’assenza di qualsivoglia contestazione sull’avvenuto scioglimento del contratto d’opera o di lavoro subordinato nel cui corrispettivo va annoverato il godimento, da parte del prestatore, del cespite immobiliare, deve essere inteso in modo rigoroso, sicché esso non ricorre non solo nelle ipotesi in cui il convenuto abbia espressamente negato la cessazione del rapporto predetto, ma quando la stessa prospettazione attorea involga un accertamento sull’effettivo venir meno del predicato rapporto, il cui effetto è sostanziato dall’invocato rilascio dell’immobile. App. Napoli, 19 aprile 2005.

 

2.2. Collegamento tra il contratto di locazione e il contratto di lavoro subordinato.

L’art. 659 c.p.c. è applicabile anche quando il datore di lavoro conceda al lavoratore il godimento di un immobile con contratto distinto rispetto a quello di lavoro subordinato, purché sussista un collegamento tra i due contratti, il cui accertamento è riservato all’apprezzamento di fatto del giudice di merito, incensurabile in sede di legittimità se sorretto da motivazione concreta, coerente e completa. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto incensurabile la motivazione della sentenza impugnata, che, in presenza di una specifica regolamentazione del rapporto contenuta nel contratto di locazione e, in mancanza di ogni elemento in grado di far ritenere che la concessione in godimento dell’immobile costituisse il corrispettivo, sia pure parziale, della prestazione lavorativa, ovvero fosse destinata ad agevolarne lo svolgimento, aveva escluso la possibilità di ricavare un collegamento tra i due contratti dalla generica indicazione dell’essere il conduttore dipendente del locatore e dalla circostanza che quest’ultimo era stato autorizzato a trattenere l’importo del canone dalla retribuzione mensile). Cass. 5 maggio 2003, n. 6800.

 

 

2.3. Illegittimità della mancata restituzione dell’alloggio di servizio.

Il diritto del lavoratore al godimento dell’alloggio di servizio è funzionalmente collegato con la prestazione lavorativa, costituendone un parziale corrispettivo, e viene meno al momento della cessazione del rapporto di lavoro, senza che sulla esecuzione della conseguente obbligazione restitutoria possa incidere il mancato adempimento da parte del datore di lavoro alla obbligazione, derivante da una particolare pattuizione che lo vincoli a concedere in locazione all’ex dipendente un’altra abitazione o, in caso di non disponibilità di alloggi, a corrispondergli un’indennità sostitutiva. Infatti la mancata restituzione dell’alloggio di servizio non ha alcuna fonte di legittimazione, dato che il lavoratore può solo vantare il diritto alla stipulazione di un contratto di locazione relativamente ad un diverso immobile, mentre mancano i presupposti per la proposizione da parte sua di un’eccezione di inadempimento, poiché un nesso di corrispettività è configurabile solo nell’ambito di un medesimo rapporto contrattuale; d’altra parte, il godimento dell’abitazione rimarrebbe privo di causa e neanche potrebbe farsi valere un diritto di ritenzione, facoltà giuridica non rispondente ad un principio generale e prevista dalla legge, in via eccezionale, solo in fattispecie determinate. Cass. lav., 25 settembre 1996, n. 8477.

 

 

2.4. In caso di godimento dell’immobile da parte degli eredi.

Il contratto con il quale una società conceda in godimento, verso corrispettivo, un alloggio agli eredi di un lavoratore dipendente, già deceduto, di altra società collegata, deve ritenersi un ordinario contratto di locazione di immobile per uso di abitazione soggetto alla disciplina degli artt. 1 e ss. legge n. 392 del 1978, ancorché rechi l’intestazione «contratto di locazione annuale d’opera» e vi si specifichi che la sua stipulazione è diretta al più comodo adempimento delle mansioni affidate al predetto lavoratore. Pret. Milano, 30 marzo 1990.



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