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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 66 cod. proc. civile: Sostituzione del custode

Il giudice, d’ufficio o su istanza di parte, può disporre in ogni tempo la sostituzione del custode (1).

Il custode che non ha diritto a compenso può chiedere in ogni tempo di essere sostituito; altrimenti può chiederlo soltanto per giusti motivi.

Il provvedimento di sostituzione è dato, con ordinanza non impugnabile, dal giudice di cui all’articolo 65, secondo comma.

 


Commento

(1) A differenza di quanto previsto per la nomina, la sostituzione può aversi solo con specifico provvedimento del giudice che lo ha nominato; tuttavia, in caso di urgenza, possono provvedervi anche altri organi giurisdizionali. Si noti che il custode non ha diritto a conservare l’incarico affidatogli, potendo il giudice sostituirlo con altri, senza indennizzo e senza motivo specifico, per cui sarebbe vana una sua opposizione.


Giurisprudenza annotata

  1. Giudice competente a sostituire il custode.

 

 

1.1. Nel caso di sequestro conservativo.

In tema di sequestro conservativo mobiliare, la competenza a sostituire il custode spetta non al giudice dell’esecuzione bensì a quello che l’abbia autorizzato avendo lo stesso i poteri di vigilanza e controllo sull’attività del custode dei beni di sequestro, ancorché la nomina sia avvenuta ad opera dell’ufficiale giudiziario procedente. Cass. 24 settembre 1990, n. 9688.

 

 

1.2. Nel caso di azione esecutiva spettante agli istituti di credito fondiario nei confronti del debitore fallito.

L’art. 42 r.d. 16 luglio 1905 n. 646 (applicabile “ratione temporis”, pur essendo stato abrogato dal t.u. 1 settembre 1993 n. 385, a far data dall’1 gennaio 1994), la cui applicazione è fatta salva dall’art. 51 l. fall., nel consentire all’istituto di credito fondiario di iniziare o proseguire l’azione esecutiva nei confronti del debitore dichiarato fallito, configura un privilegio di carattere meramente processuale, che si sostanzia nella possibilità non solo di iniziare o proseguire la procedura esecutiva individuale, ma anche di conseguire l’assegnazione della somma ricavata dalla vendita forzata dei beni del debitore nei limiti del proprio credito, senza che l’assegnazione e il conseguente pagamento si debbano ritenere indebiti e senza che sia configurabile l’obbligo dell’istituto procedente di rimettere immediatamente e incondizionatamente la somma ricevuta al curatore. Cass. 17 dicembre 2004, n. 23572.

 

 

  1. Immediata esecutività dell’ordinanza di sostituzione del custode e relative conseguenze.

L’ordinanza di sostituzione del custode, emanata dal giudice dell’esecuzione immobiliare - a norma dell’art. 559, secondo comma, c.p.c. e dell’art. 66 c.p.c. - è immediatamente esecutiva, sicché per darle esecuzione non è necessaria la previa notificazione del precetto. Ne consegue che, nell’ipotesi in cui il precetto sia sussistente, ma sia affetto da nullità (nella specie per difetto di procura), la presenza di tale vizio non influisce sulla esecuzione dell’ordinanza di sostituzione del custode e, pertanto, essa è irrilevante e inidonea a determinare l’accoglimento della opposizione agli atti esecutivi fondata sulla deduzione della nullità del precetto medesimo. Cass. 28 luglio 2004, n. 14258.

 

 

  1. Tutela avverso l’ordinanza di sostituzione del custode.

Con riguardo all’esecuzione mobiliare conseguente al sequestro conservativo di un autoveicolo, l’ordinanza di surroga del custode, la quale ha natura meramente conservativa, è sottratta ad ogni impugnazione (come, del resto, espressamente disposto dall’art. 66 c.p.c.), salvo che si contesti la stessa competenza del giudice ad emettere il provvedimento. Cass. 30 maggio 1995, n. 6064.



 
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