codice-proc-civile
Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 664 cod. proc. civile: Pagamento dei canoni

Nel caso previsto nell’articolo 658, il giudice adito pronuncia separato decreto d’ingiunzione per l’ammontare dei canoni scaduti e da scadere fino all’esecuzione dello sfratto, e per le spese relative all’intimazione.

Il decreto è steso in calce ad una copia dell’atto di intimazione presentata dall’istante, da conservarsi in cancelleria.

Il decreto è immediatamente esecutivo, ma contro di esso può essere proposta opposizione a norma del capo precedente. L’opposizione non toglie efficacia all’avvenuta risoluzione del contratto.


Giurisprudenza annotata

Pagamento dei canoni.

 

  1. Decreto di ingiunzione; 1.1. Ambito di applicazione della norma; 1.2. Ricorso per cassazione.

 

 

  1. Decreto di ingiunzione.

In tema di locazione di immobili urbani, la condanna del conduttore al pagamento dei canoni da scadere sino alla riconsegna dell’immobile locato, dal medesimo comunque dovuti a seguito della risoluzione della locazione a titolo di danni per la protratta occupazione dell’immobile (ai sensi dell’art. 1591 c.c.), costituisce ampliamento della domanda di risoluzione del contratto di locazione per inadempimento del conduttore, che trova fondamento nella particolare disposizione dell’art. 664, comma 1, c.p.c. Cass. 31 maggio 2005, n. 11603.

 

In materia di esecuzione civile, sebbene l’ art. 655 c.p.c. non faccia espresso riferimento anche ai decreti ingiuntivi dichiarati esecutivi a norma dell’art. 664 c.p.c., non c’è dubbio che anche tali decreti ingiuntivi costituiscano titolo per l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale, per identità di “ratio”.

Tribunale Torino sez. III  17 giugno 2013

 

Sia la convalida di sfratto per morosità, sia il decreto ingiuntivo concesso per il pagamento di canoni locatizi insoluti, una volta divenuti inoppugnabili, acquistano l’efficacia del giudicato sull’esistenza del contratto di locazione, su quella del credito per il pagamento dei canoni e sull’inesistenza di fatti impeditivi, modificativi od estintivi dell’uno o dell’altro che non siano stati dedotti nel corso del giudizio. I suddetti provvedimenti non possono, invece, fare stato sulla qualificazione del contratto, ed in particolare sulla sua assoggettabilità o meno alla disciplina di cui alla legge 27 luglio 1978, n. 392, che non abbia formato oggetto di accertamento, nemmeno sommario, da parte del giudice. Cass. 2 aprile 2009, n. 8013.

 

 

1.1. Ambito di applicazione della norma.

L’art. 664 1° comma c.p.c. configura una ipotesi particolare di cd. condanna in futuro con la quale l’ordinamento valorizza l’interesse del creditore ad ottenere un provvedimento a carico del debitore prima ancora che si verifichi l’inadempimento dell’obbligato, secondo la previsione di un mezzo di tutela giurisdizionale non di tipo generale, ma eccezionale e tipico, del quale non è consentito, tuttavia, allargare per analogia l’area di applicabilità oltre le ipotesi espressamente previste di risoluzione della locazione per l’inadempimento del conduttore. Cass. 31 maggio 2005, n. 11603; conforme Cass. 9 giugno 2004, n. 10970.

 

Non può essere pronunciato decreto ingiuntivo ai sensi degli artt. 658 e 664 c.p.c. per il pagamento dei canoni di locazione scaduti quando, a causa dell’opposizione dell’intimato, il giudice non abbia potuto pronunciare l’ordinanza di convalida di sfratto. Trib. Monza, 11 febbraio 2003; conforme Pret. Monza, 29 settembre 1995.

 

Contra: In difetto della relativa opposizione da parte del conduttore intimato il decreto ingiuntivo per i canoni scaduti e da scadere pronunciato nei suoi confronti in seguito alla istanza del locatore contenuta nell’atto di intimazione di sfratto per morosità, ai sensi degli artt. 658 e 664 c.p.c., passa in giudicato, con effetti preclusivi uguali a quelli di qualsiasi provvedimento di condanna, anche quando il detto intimato si sia opposto alla convalida dello sfratto, perché l’art. 664 c.p.c., disponendo che il giudice adito pronuncia «separato decreto di ingiunzione» immediatamente esecutivo, contro il quale può essere proposta «opposizione a norma del capo precedente», rende evidente che il procedimento relativo al decreto ingiuntivo viene ad essere separato da quello sulla convalida per seguire il suo corso secondo norme proprie. Cass. 15 luglio 1991, n. 7815.

 

 

1.2. Ricorso per cassazione.

Contro il decreto ingiuntivo emesso ai sensi dell’art. 664 c.p.c., essendo ammessa l’opposizione di cui all’art. 645 c.p.c., non può essere proposto ricorso per cassazione. Cass. 17 febbraio 1994, n. 1529.



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti