codice-proc-civile
Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 67 cod. proc. civile: Responsabilità del custode

Ferme le disposizioni del codice penale, il custode che non esegue l’incarico assunto può essere condannato dal giudice a una pena pecuniaria da euro 250 a euro 500.

Egli è tenuto al risarcimento dei danni cagionati alle parti, se non esercita la custodia da buon padre di famiglia (1).


 

 


Commento

Buon padre di famiglia: concetto che, nel ramo del diritto civile, si identifica nell’uomo di diligenza media.

 

(1) La responsabilità in questione è sia civile che penale. L’onere di provare il danno e la responsabilità del custode incombe su chi la invoca, mentre al custode spetta la sola prova della sua diligenza; la definitiva qualificazione del comportamento del custode come responsabile spetta però esclusivamente al giudice di merito e non è censurabile in sede di legittimità.


Giurisprudenza annotata

  1. Natura della responsabilità del custode.

Il custode di cose sequestrate in sede penale ai sensi dell’art. 344 c.p.p. abrogato e degli articoli 65, 66 e 67 c.p.c. opera esclusivamente per conto del giudice al cui controllo è sottoposto come suo ausiliare, il che, se comporta l’assenza di ogni rapporto di tipo privatistico con i titolari delle cose poste sotto sequestro non esclude che, nei confronti degli stessi, il custode possa assumere una propria autonoma responsabilità di natura extracontrattuale ove cagioni loro un danno a causa dell’inosservanza dei suoi doveri inerenti alla conservazione delle cose affidategli in custodia. Tale responsabilità, in ipotesi di sequestro penale (disposto, nella specie dalla polizia tributaria per violazione di leggi doganali) può concorrere con la responsabilità dell’Amministrazione (finanziaria, nella specie) per la scelta del custode, configurabile anche in relazione al luogo, eventualmente inidoneo, di ricovero dei beni necessariamente implicato dalla scelta del soggetto cui affidarne la custodia, restando peraltro escluso che, in relazione ai beni suddetti, sussista a carico dell’Amministrazione una responsabilità per mancato adempimento dell’obbligazione accessoria di custodire a norma dell’art. 1177 c.c., mancando in tale ipotesi l’obbligazione principale di consegnare rispetto alla quale l’obbligazione di custodia ha carattere accessorio. Cass. 24 maggio 1997, n. 4635.

 

Il custode dei beni pignorati è tenuto a custodire gli stessi, ai sensi dell’art. 67 c.p.c., con la diligenza del buon padre di famiglia e risponde dei danni subiti dal proprietario del bene anche per colpa lieve.Tribunale Nocera Inferiore  09 novembre 2005

 

  1. Restituzione dei beni sequestrati oggetto della custodia.

In tema di restituzione di beni oggetto di sequestro penale, dopo la sentenza irrevocabile di proscioglimento, il diritto del proprietario al risarcimento del danno, nei confronti del custode, per effetto del mancato ritrovamento delle cose nel luogo di custodia, può essere fatto valere non dalla data di detta sentenza, la quale segna il sorgere del diritto alla restituzione, ma dal successivo momento in cui si verifichi quel mancato ritrovamento, in coincidenza con l’ordine di dissequestro. Ne consegue che tale ultimo momento costituisce il dies a quo per il decorso della prescrizione della indicata pretesa risarcitoria. Cass. 14 febbraio 1980, n. 1095.

 

  1. Possibile ratifica o riconoscimento dell’operato irregolare del custode.

Il custode sequestratario, qualora ecceda dai limiti dei poteri conferitegli, va assimilato al falsus procurator. Ne consegue che il negozio invalido vincola l’interessato qualora questi lo abbia espressamente o tacitamente riconosciuto e ratificato. Cass. 18 ottobre 1974, n. 2935.

 

  1. Incensurabilità in sede di legittimità dell’accertamento della responsabilità del custode effettuato dal giudice del merito.

Il custode del sequestro esercita una pubblica funzione in quanto ausiliario del giudice ed è tenuto a giustificare al giudice il suo operato. I doveri del custode cessano con la realizzazione dello scopo per cui il vincolo fu imposto (come nel caso in cui le parti abbiano rinunziato al sequestro) e l’accertamento della responsabilità del custode rientra nel potere del giudice del merito, il cui apprezzamento motivato è incensurabile in cassazione. Cass. 15 maggio 1971, n. 1406.



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti