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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 685 cod. proc. civile: Vendita delle cose deteriorabili

In caso di pericolo di deteriorazione delle cose che formano oggetto del sequestro, il giudice, con lo stesso provvedimento di concessione o con altro successivo, può ordinarne la vendita nei modi stabiliti per le cose pignorate.

Il prezzo ricavato dalla vendita rimane sequestrato in luogo delle cose vendute.


Giurisprudenza annotata

Vendita delle cose deteriorabili.

 

 

  1. Provvedimento che ordina la vendita: inoppugnabilità; 2. Adozione inaudita altera parte; 3. Fattispecie particolari.

 

 

  1. Provvedimento che ordina la vendita: inoppugnabilità.

Il provvedimento col quale il giudice, in caso di deterioramento delle cose sequestrate, ne ordina, ai sensi dell’art. 685 c.p.c., la vendita nei modi stabiliti per le cose pignorate, - non essendo definitivo e non avendo carattere decisorio - non è impugnabile col ricorso per Cassazione ai sensi dell’art. 111 della Costituzione. Cass. 14 settembre 1994, n. 9687.

 

Seppure il ricorso per cassazione di cui all’art. 111 della Costituzione è ammesso contro le sentenze - ancorché dichiarate non impugnabili - le quali decidono sull’opposizione agli atti esecutivi, un siffatto rimedio non è estensibile all’ordinanza con la quale il giudice, in caso di pericolo di deterioramento delle cose sequestrate, ne ordina, a norma dell’art. 685 c.p.c., la vendita nei modi stabiliti per le cose pignorate, senza peraltro alcuna pronuncia implicita su questioni controverse tra le parti, essendo tale provvedimento precedente all’atto esecutivo della vendita e privo di contenuto decisorio. Cass., 18 gennaio 1982, n. 321.

 

Non è impugnabile neppure col ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 111 della Costituzione il provvedimento col quale il giudice, in caso di pericolo di deterioramento delle cose sequestrate, ne ordina la vendita nei modi stabiliti per le cose pignorate. Cass., 6 dicembre 1974, n. 4057.

 

 

  1. Adozione inaudita altera parte.

Il giudice, ove ritenga che ricorra un caso di eccezionale urgenza, può disporre, inaudita altera parte, con lo stesso provvedimento di concessione del sequestro o con altro successivo la vendita delle cose sequestrate, che corrono pericolo di deterioramento (cose che non sono suscettibili di conservazione e che col tempo si guastano o perdono parte della loro consistenza). Tale potere gli deriva ex art. 685 c.p.c. Cass., 7 luglio 1967, n. 1962.

 

 

  1. Fattispecie particolari.

Quando il giudice, nel nominare il custode di un bosco sottoposto a sequestro giudiziario, si sia riservato di autorizzare la vendita della legna tagliata, l’autorizzazione dev’essere manifestata esplicitamente e ad essa non può perciò equivalere la nomina di un consulente tecnico con l’incarico di determinare il valore della legna. Cass., 6 dicembre 1975, n. 4054.

 

La pendenza di sequestro giudiziario, conservativo e liberatorio sul medesimo carico non osta alla vendita dello stesso ex art. 685 c.p.c., impregiudicati i diritti di tutti i sequestranti sulla somma ricavanda dalla vendita. Può pertanto essere nominato dal g.i. della causa di convalida un commissionario perché, previa idonea pubblicità, provveda alla vendita al miglior offerente nel rispetto del prezzo minimo fissato ed al deposito del ricavato su conto bancario fruttifero vincolato ad ordine di giustizia. Trib. La Spezia, 16 aprile 1986.



 
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