Codice proc. civile Agg. il 28 gennaio 2015

Codice proc. civile Art. 699 cod. proc. civile: Istruzione preventiva in corso di causa

Codice proc. civile Agg. il 28 gennaio 2015



L’istanza di istruzione preventiva può anche essere proposta in corso di causa e durante l’interruzione o la sospensione del giudizio.

Il giudice provvede con ordinanza.

Giurisprudenza annotata

Istruzione preventiva in corso di causa.

 

 

  1. Competenza; 2. Perpetuatio competentiae; 3. Regolamento di competenza; 4. Ammissibilità con decreto: nullità.

 

 

  1. Competenza.

Competente a provvedere sull’istanza di istruzione preventiva presentata in corso di causa è l’istruttore, oppure, se questi non è ancora designato o se il processo è sospeso o interrotto, il presidente del tribunale o della corte di appello. Cass. 12 gennaio 1972, n. 72.

 

 

  1. Perpetuatio competentiae.

Il giudice, che abbia disposto un accertamento tecnico preventivo, a norma dell’art. 696 c.p.c., deve ritenersi competente, indipendentemente dall’eventuale sopravvenuto promovimento della causa di merito, anche a dirimere i dubbi che insorgano successivamente sui quesiti e sui compiti affidati al consulente, e tale competenza non può essere messa in discussione sotto il profilo che il provvedimento reso in proposito si sia in effetti tradotto in una nuova consulenza, esorbitante dai limiti della indagine preventiva, trattandosi di questione non attinente alla competenza, ma rilevante al diverso fine della validità del nuovo accertamento, in relazione ai suddetti limiti del procedimento di istruzione preventiva ed al suo rapporto con il giudizio di merito. Cass. 9 agosto 1985, n. 4415.

 

 

  1. Regolamento di competenza.

È inammissibile il regolamento di competenza proposto contro un provvedimento del giudice istruttore in ordine ad un accertamento tecnico preventivo richiesto in corso di causa, trattandosi di provvedimento meramente ordinatorio, soggetto a riesame ed a decisione vera e propria solo in sede di sentenza che definisce il procedimento di cognizione ordinaria, nell’ambito ed in funzione del quale esso è stato disposto. Cass. 12 novembre 1984, n. 5697.

 

Il provvedimento con il quale il presidente del tribunale od il g.i. delegato, risolvendo, in sede di accertamento tecnico preventivo, una contestazione in ordine alla propria competenza, ammetta il mezzo richiestogli, è impugnabile con l’istanza di regolamento di competenza, senza che il relativo esercizio possa produrre inconvenienti, stante la facoltà del giudice a quo di autorizzare il compimento degli atti urgenti a norma dell’art. 48 c.p.c. Cass. 22 giugno 1982, n. 3792.

 

La decisione del giudice di merito sulla competenza non può mai ritenersi implicita, ma affinché possa acquistare efficacia di giudicato è necessario che sia adottata con le forme di rito e, dunque, nel rito ordinario, previo invito delle parti alla precisazione delle conclusioni. È, di conseguenza, inammissibile il regolamento di competenza avverso l’ordinanza con la quale il giudice di merito, nonostante l’eccezione di incompetenza sollevata dal convenuto, abbia adottato provvedimenti istruttori (nella specie disponendo un accertamento tecnico preventivo in corso di causa). Cass. ord. 30 dicembre 2011, n. 30254.

 

 

  1. Ammissibilità con decreto: nullità.

L’art. 699 c.p.c., prescrivendo che nel caso di richiesta di accertamento tecnico preventivo avanzata in corso di giudizio, il giudice provveda con ordinanza, esclude che in tal caso si possa provvedere anche con decreto, che è previsto, invece, dall’art. 697 c.p.c. per la decisione sulla richiesta di accertamento tecnico preventivo proposta prima del giudizio, nell’ipotesi del concorso dell’eccezionale urgenza. La conseguente nullità dell’atto processuale, però, non può essere pronunziata quando il provvedimento di cui all’art. 699 c.p.c. - sia pure irritualmente emesso con la forma del decreto - abbia raggiunto egualmente il suo scopo, ai sensi dell’art. 156, ult. parte, c.p.c., nel rispetto del principio del contraddittorio. (Nella specie, il decreto era stato notificato all’altra parte che aveva, cosi, potuto partecipare, con l’assistenza del proprio consulente,alle operazioni peritali. il giudice del merito riteneva inoperante la nullità). Cass. 30 gennaio 1976, n. 312.



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