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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 704 cod. proc. civile: Domande di provvedimento possessorio nel corso di giudizio petitorio

Ogni domanda relativa al possesso, per fatti che avvengono durante la pendenza del giudizio petitorio, deve essere proposta davanti al giudice di quest’ultimo.
La reintegrazione nel possesso può essere tuttavia domandata al giudice competente a norma dell’articolo 703, il quale dà i provvedimenti temporanei indispensabili; ciascuna delle parti può proseguire il giudizio dinanzi al giudice del petitorio, ai sensi dell’articolo 703. (1) (2) (3)

(1) Il D.L. 14 marzo 2005, n. 35 convertito con modificazioni dalla L. 14 maggio 2005, n. 80 come modificato dal D.L. 30 giugno 2005, n. 115 convertito con modificazioni dalla L. 17 agosto 2005, n. 168 ha disposto (con l’art. 2, comma 3-quater) che la presente modifica decorre dal 1° gennaio 2006.

Ha inoltre disposto (con l’art. 2, comma 3-quinquies) che “Le disposizioni di cui ai commi 3, lettere b-bis), b-ter), c-bis), c-ter), e-bis) ed e-ter), 3-bis e 3-ter non si applicano ai giudizi civili pendenti alla data del 1° gennaio 2006.”

(2) Il D.L. 14 marzo 2005, n. 35 convertito con modificazioni dalla L. 14 maggio 2005, n. 80 come modificato dalla L. 28 dicembre 2005, n. 263 ha disposto (con l’art. 2, comma 3-quinquies) che “Le disposizioni di cui ai commi 3, lettere b-bis), b-ter), c-bis), c-ter), c-quater), c-quinquies), e-bis) ed e-ter), 3-bis, e 3-ter, lettera a), entrano in vigore il 1° gennaio 2006 e si applicano ai procedimenti instaurati successivamente a tale data di entrata in vigore.”

(3) Il D.L. 14 marzo 2005, n. 35 convertito con modificazioni dalla L. 14 maggio 2005, n. 80 come modificato dal D.L. 30 dicembre 2005, n. 273 convertito con modificazioni dalla L. 23 febbraio 2006, n. 51 ha disposto (con l’art. 2, comma 3-quinquies) che “Le disposizioni di cui ai commi 3, lettere b-bis), b-ter), c-bis), c-ter), c-quater), c-quinquies), e-bis) ed e-ter), 3-bis, e 3-ter, lettera a), entrano in vigore il 1° marzo 2006 e si applicano ai procedimenti instaurati successivamente a tale data di entrata in vigore.”


Giurisprudenza annotata

Domande di provvedimento possessorio nel corso di giudizio petitorio.

 

 

  1. Azione possessoria in pendenza di giudizio petitorio; 1.1. Competenza; 1.2. Limiti di applicabilità della norma; 2. Istanza e procedura.

 

 

  1. Azione possessoria in pendenza di giudizio petitorio.

 

 

1.1. Competenza.

In materia possessoria, l’art. 704 c.p.c., che prevede che le domande relative al possesso per fatti che avvengono nel corso del giudizio petitorio siano proposte dinanzi al giudice di quest’ultimo, non configura una ipotesi di litispendenza e neppure di continenza, né tra le cause è ravvisabile un vincolo di subordinazione o di garanzia o di pregiudizialità, ma piuttosto un vincolo di connessione impropria, che giustifica la vis atractiva del secondo giudizio sul primo; ne consegue che non è necessario che tra giudizio possessorio e petitorio vi sia identità di soggetti, essendo sufficiente, oltre all’identità del bene oggetto dello spoglio,una identità almeno parziale tra i soggetti, nel senso che le parti del giudizio possessorio siano presenti nel petitorio, senza che sia necessaria una perfetta e totale coincidenza neppure delle posizioni processuali assunte nell’altro giudizio. Cass. 21 luglio 2003, n. 11346.

 

L'art. 704 cod. proc. civ., devolvendo la competenza per la domanda possessoria al giudice del giudizio petitorio, deroga alla regola generale della competenza in materia possessoria e non è applicabile, quindi, oltre i casi in esso considerati, che presuppongono la connessione oggettiva delle due cause, l'anteriorità del giudizio petitorio rispetto all'accadimento dei fatti dedotti come lesivi del possesso e l'identità soggettiva delle parti, la quale ricorre quando tutte le parti del giudizio possessorio siano presenti nel giudizio petitorio, essendo irrilevante soltanto che a quest'ultimo partecipino anche altri soggetti. Rigetta, App. Bolzano, 04/06/2007

Cassazione civile sez. II  16 gennaio 2014 n. 810  

 

Nessun ostacolo alla devoluzione ex art. 704 c.p.c. al giudice della causa petitoria della cognizione del merito possessorio può derivare dall’avvenuta definizione della prima, essendo soltanto necessario, onde determinare lo spostamento di cui alla menzionata norma, che il ricorso per interdetto possessorio sia stato proposto nella «pendenza» del giudizio petitorio. Cass. 24 novembre 1999, n. 13037.

 

È inammissibile l’istanza di regolamento di competenza avverso l’ordinanza di diniego di reintegra nel possesso, emessa dal giudice del petitorio per difetto di applicabilità dell’art. 704 c.p.c. anche se, avendo il Pretore precedentemente adito, già declinato la sua competenza per materia, il secondo giudice avrebbe dovuto chiedere d’ufficio il regolamento di competenza, perché, ai sensi e per gli effetti dell’art. 703, secondo comma, c.p.c. tale provvedimento, provvisorio ed inidoneo a produrre effetti sostanziali o processuali con autorità di giudicato, è reclamabile, come il diniego di provvedimento cautelare per incompetenza, dopo le pronunce della Corte Costituzionale sull’art. 669-terdecies c.p.c. (nn. 253 e 197, rispettivamente del 1994 e 1995). Cass. 18 aprile 1998, n. 3983.

 

Il Provvedimento con il quale il Pretore in pendenza del giudizio di merito dichiara la propria competenza sull’istanza di reintegrazione del possesso, limitatamente ai provvedimenti temporanei indispensabili, ai sensi dell’art. 704, comma secondo c.p.c., non è soggetto ad impugnazione per regolamento di competenza, esperibile unicamente nei confronti di quei provvedimenti che, anche se privi della forma di sentenza, abbiano effetti sostanziali di carattere definitivo, ma è reclamabile ai sensi dell’art. 669-terdecies c.p.c., richiamato dall’art. 703 (nuovo testo) c.p.c. Cass. 7 marzo 1997, n. 2042.

 

La competenza a conoscere delle domande relative al possesso, da parte del giudice investito della causa petitoria, ai sensi dell’art. 704, primo comma, c.p.c., sussiste soltanto se i fatti posti a fondamento delle domande medesime siano avvenuti in pendenza di questa causa, dovendosi in ogni altro caso e, pertanto, anche in quello di fatti anteriori, tenere ferma la competenza del pretore relativamente alle azioni possessorie, quale stabilita dalla norma generale di cui all’art. 8, secondo comma, n. 1, c.p.c. Cass. 22 novembre 1995, n. 12099; conforme Cass. 29 settembre 1994, n. 7945.

Alla stregua del nostro ordinamento (artt. 704 e 705 c.p.c.), la tutela della situazione possessoria è possibile soltanto finché non si verifichi la contemporanea pendenza del giudizio petitorio; pertanto, instaurato preventivamente il giudizio petitorio, la tutela del possesso inteso come ius possessionis è limitata - ai sensi dell’art. 704, comma 2, c.p.c. - alla sola ipotesi di spoglio e alla sola fase interdittale, dovendo i provvedimenti urgenti adottati essere confermati o revocati nella sentenza definitiva della fase o cognizione piena sulla base dello ius possidenti. Pret. Monza, 14 novembre 1985.

 

 

1.2. Limiti di applicabilità della norma.

Ai sensi dell’art. 704 c.p.c., la natura petitoria è da ravvisarsi solo con riguardo a controversie in cui sia discusso il diritto di proprietà o altro diritto reale afferente il medesimo bene oggetto della tutela possessoria e non anche a quelle che, pur nell’identità dell’oggetto, traggano origine da pretese recuperatorie o restitutorie a carattere meramente obbligatorio (nella specie, il ricorrente aveva chiesto la reintegrazione nel possesso di un posto-barca in una darsena ed il pretore aveva rimesso le parti innanzi al Tribunale, sul presupposto che innanzi a questo giudice pendeva un giudizio d’impugnazione di una deliberazione della società di gestione del porto turistico a seguito della quale il ricorrente stesso era stato spogliato nel possesso. La S.C., in applicazione dell’enunciato principio, ha escluso che tale ultimo giudizio potesse essere qualificato come petitorio ai sensi dell’art. 704 c.p.c.). Cass. 24 novembre 1999, n. 13037; conforme Cass. 8 settembre 1997, n. 8716; Cass. 15 marzo 1995, n. 3035.

 

L’articolo 704 c.p.c. va inteso nel senso che i fatti che avvengono durante la pendenza del giudizio petitorio che legittimano domanda di provvedimento possessorio, sono quelli produttivi di conseguenze giuridiche e di efficienza causale rispetto al diritto da tutelare. Trib. Napoli, 17 novembre 1998.

 

In materia possessoria lo spostamento - a norma dell’art. 704 c.p.c., - della competenza esclusiva del pretore in favore di quella del tribunale adito in sede petitoria si verifica solo quando tale giudizio sia stato instaurato per contestare, con finalità recuperatorie della cosa (o del godimento pieno o della libertà della stessa), che il soggetto con cui questa è in rapporto (jus possessionis), abbia anche il diritto di possederla ed i fatti lesivi successivamente verificatesi abbiano inciso su quella situazione di possesso, ma non anche nel caso in cui abbia ad oggetto il ripristino di una detenzione cosiddetta autonoma o qualificata, in corrispondenza ad un rapporto solo obbligatorio. Cass. 25 agosto 1990, n. 8744.

 

Il giudizio divisorio, avendo per fondamento il diritto di comproprietà o la titolarità di un diritto reale su una cosa comune e importando come necessario antecedente logico del provvedimento giudiziale conclusivo l’accertamento del diritto medesimo e di quello degli altri partecipanti alla comunione, ha natura petitoria; trova, pertanto, applicazione l’art. 704 c.p.c., in base al quale ogni domanda relativa al possesso, per fatti avvenuti durante la pendenza del giudizio petitorio, va proposta davanti al giudice di quest’ultimo, dovendo il pretore, eventualmente adito, limitarsi ad emettere i provvedimenti temporanei. Cass. 18 novembre 1982, n. 6202.

 

 

  1. Istanza e procedura.

Ai sensi dell’art. 704 c.p.c., i provvedimenti possessori emessi dal giudice del petitorio, avendo carattere puramente incidentale, sono destinati a venire assorbiti dalla sentenza che, decidendo la controversia petitoria, costituisce l’unico titolo per regolare in via definitiva i rapporti di natura possessoria e petitoria in contestazione fra le parti. (Sulla base di tale principio, è stata confermata la sentenza che, nel decidere il giudizio possessorio concernente fatti avvenuti durante la pendenza del procedimento petitorio, aveva rigettato la domanda di reintegrazione, essendo stata in quella sede negata l’esistenza del diritto, in relazione al quale l’attore aveva preteso di esercitare il possesso). Cass. 22 giugno 2007, n. 14607.

 

I provvedimenti possessori emessi dal giudice del petitorio a norma dell’art. 704, primo comma, c.p.c., o dal pretore a norma del secondo comma dello stesso articolo, hanno carattere puramente incidentale e sono destinati a venire assorbiti dalla sentenza definitiva che decide la controversia petitoria, che costituisce l’unico titolo per regolare in via definitiva i rapporti di natura possessoria e petitoria in contestazione fra le parti. Ne consegue che il giudice del petitorio, una volta esclusa l’esistenza del diritto cui si pretende di collegare il possesso, deve necessariamente negare che quest’ultimo sia suscettibile di protezione giuridica. Cass. 29 aprile 2003, n. 66489.

 

Per il disposto dell’art. 704 c.p.c. le domande relative al possesso per fatti che avvengano durante la pendenza del giudizio petitorio devono proporsi al giudice di quest’ultimo ed essere decise nello stesso processo, avendo i provvedimenti possessori emessi dal giudice del petitorio carattere puramente incidentale ed essendo destinati ad essere assorbiti dalla sentenza definitiva che decide la controversia petitoria e che costituisce l’unico titolo per regolare in via definitiva i rapporti di natura possessoria e o petitoria in contestazione tra le parti, con la conseguenza che il giudice del petitorio, una volta esclusa l’esistenza del diritto da cui si pretende derivare il possesso, deve necessariamente negare che quest’ultimo sia suscettibile di protezione giuridica con la conseguente revoca degli stessi provvedimenti possessori interinali. Cass. 8 agosto 2002, n. 11935.

 

La rimessione del giudizio possessorio al giudice del procedimento petitorio, ai sensi dell’art. 704 c.p.c., secondo comma, non può esser disposta dal giudice di secondo grado, adito avverso il provvedimento che ha definito il giudizio possessorio, perché la connessione non incide sulla competenza per gradi. Cass. 12 dicembre 2000, n. 15659.

 

L’articolo 704 c.p.c. va inteso nel senso che i fatti che avvengono durante la pendenza del giudizio petitorio, che legittimano domanda di provvedimento possessorio, sono quelli produttivi di conseguenze giuridiche e di efficienza causale rispetto al diritto da tutelare. Trib. Napoli, 17 novembre 1998.

 

Per il disposto dell’art. 704 c.c. le domande relative al possesso per fatti che avvengano durante la pendenza del giudizio petitorio devono proporsi al giudice di questo ed essere decise nello stesso processo avendo i provvedimenti possessori emessi dal giudice del petitorio, o dal pretore a norma del secondo comma dell’art. 704 c.p.c., carattere puramente incidentale ed essendo destinati a venire assorbiti dalla sentenza definitiva che decide la controversia petitoria che costituisce l’unico titolo per regolare in via definitiva i rapporti di natura possessoria e/o petitoria in contestazione fra le parti, con la conseguenza che il giudice del petitorio, una volta esclusa l’esistenza del diritto da cui si pretende di derivare il possesso, deve necessariamente negare che quest’ultimo sia suscettibile di protezione giuridica. Cass. 26 novembre 1997, n. 11833.



 
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