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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 714 cod. proc. civile: Istruzione preliminare

All’udienza, il giudice istruttore, con l’intervento del pubblico ministero, procede all’esame dell’interdicendo o dell’inabilitando, sente il parere delle altre persone citate, interrogandole sulle circostanze che ritiene rilevanti ai fini della decisione e puo’ disporre anche d’ufficio l’assunzione di ulteriori informazioni, esercitando tutti i poteri istruttori previsti nell’articolo 419 del codice civile.


Giurisprudenza annotata

Istruzione preliminare.

 

 

  1. Partecipazione del P.M. all’esame dell’interdicendo o dell’inabilitando; 2. Formazione del convincimento del giudice in ordine alla sussistenza dell’infermità mentale.

 

 

  1. Partecipazione del P.M. all’esame dell’interdicendo o dell’inabilitando.

L’intervento del P.M. all’esame dell’interdicendo o dell’inabilitando costituisce - in considerazione delle conseguenze che il procedimento è diretto ad avere, a tutela degli interessi dell’interdicendo o dell’inabilitando, con possibile incidenza sullo status della persona e sui suoi diritti fondamentali - un atto dovuto per l’ufficio del P.M., e nessun margine di discrezionalità gli è attribuito al riguardo, stante la previsione di cui agli artt. 714 e 715 c.p.c.; con la conseguenza che, ove la sua partecipazione non abbia luogo, si verifica una nullità insanabile a norma dell’art. 158 c.p.c., il quale, comminando tale nullità in relazione ai vizi relativi all’intervento del P.M., rende nullo l’esame dell’interdicendo o dell’inabilitando. Peraltro, detto vizio non colpisce né gli atti processuali antecedenti, né gli atti istruttori successivi indipendenti da tale atto; cosicché, quantunque la sentenza di interdizione o di inabilitazione vada annullata per essere stata emessa senza il valido compimento dell’esame, il giudice del gravame deve procedere alla rinnovazione di tale atto, ai sensi dell’art. 354, ultimo comma, c.p.c., e decidere la causa nel merito. Cass. 17 luglio 2003, n. 11175.

 

Contra: Nel giudizio di interdizione, la mancata partecipazione del P.M. all’esame personale dell’interdicendo o dell’inabilitando non determina la nullità della sentenza, una volta che siano state osservate le norme che ne impongono a pena di nullità l’intervento necessario, le quali sono finalizzate non ad un determinato atto, ma alla sua partecipazione al processo, rimanendo nella sua discrezionalità come modularla. Cass. 14 febbraio 2008, n. 3708; conforme Cass. 1 dicembre 2000 n. 15346.

 

 

  1. Formazione del convincimento del giudice in ordine alla sussistenza dell’infermità mentale.

La mancata comparizione dell’interdicendo davanti al giudice istruttore, ancorché protrattasi per un lungo periodo, non basta da sola a consentire l’emanazione della pronuncia di interdizione senza l’esame dell’interdicendo. Cass., 10 agosto 1979, n. 4650.

 

Il giudice può fondare il suo convincimento sull’infermità mentale dell’interdicendo anche sulla base del solo interrogatorio di quest’ultimo Trib. min. Roma, 27 giugno 1985.

 

L’infermità di mente richiesta dalla legge per farsi luogo al provvedimento di interdizione previsto dall’art. 414 c.c. non riguarda soltanto facoltà intellettive quali intelligenza e memoria, ma anche le facoltà volitive, in relazione alla formazione e manifestazione della volontà, e dunque sia lo stato di coscienza che lo stato di libertà del volere. Ciò posto, sebbene nel procedimento di interdizione l’interrogatorio dell’interdicendo costituisca il mezzo di prova più importante e rilevante al fine di stabilire l’esistenza della predetta infermità, nel caso di specie la gravità della menomazione ha indotto il Giudice ed il P.M. alla convinzione dell’inutilità di tale mezzo. Lo stato di infermità psichica dell’interdicendo, da intendersi quale incapacità di determinarsi autonomamente in ordine alle situazioni di vita intorno a sé, nonché quale incapacità di attendere all’amministrazione del proprio patrimonio e di curare i propri interessi economici, è, invero, di tale gravità da rendere necessario il provvedimento d’interdizione senza ulteriori accertamenti nel merito. Trib. Bari, 6 ottobre 2008.

 

L’esame dell’interdicendo da parte del giudice istruttore che procede all’istruzione preliminare nel giudizio di interdizione ha, nei limiti delle conoscenze medico-legali richieste al giudice, solo funzione orientativa per il giudice stesso, ai fini dell’istruttoria e della valutazione dell’opportunità di provvedere alla nomina di un tutore provvisorio all’interdicendo e, quali che ne siano i risultati, rimane superato dalle statuizioni della sentenza che, all’esito delle valutazioni cliniche specialistiche di consulenti tecnici ritenute necessarie e senza omettere la specifica e diretta valutazione di quanto sia risultato dall’esame diretto dell’interdicendo, dichiari l’interdizione. Cass. 20 febbraio 1984, n. 1206.



 
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