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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 719 cod. proc. civile: Termine per l’impugnazione

Il termine per l’impugnazione decorre per tutte le persone indicate nell’articolo precedente dalla notificazione della sentenza, fatta nelle forme ordinarie a tutti coloro che parteciparono al giudizio.

Se è stato nominato un tutore o curatore provvisorio, l’atto di impugnazione deve essere notificato anche a lui.


Giurisprudenza annotata

Termine per l’impugnazione.

 

 

  1. Atto di impugnazione; 2. Giudizio d’impugnazione.

 

 

  1. Atto di impugnazione.

L’impugnazione della sentenza che, in primo grado, ha pronunciato l’interdizione o l’inabilitazione, in mancanza di diverse indicazioni autentiche deve essere proposta non già con ricorso, bensì in conformità al principio generale di cui all’art. 342 c.p.c., con citazione, da notificare, alle persone indicate nell’art. 719 c.p.c., nel termine di 30 giorni dalla notifica della sentenza del tribunale. Cass. 30 dicembre 1994, n. 11305.

 

 

  1. Giudizio di impugnazione.

Nel giudizio avente ad oggetto la revoca dell’interdizione e l’eventuale pronuncia dell’inabilitazione, il curatore provvisorio, nominato all’esito del giudizio di primo grado, non assume la veste di rappresentante processuale dell’interdetta, “medio tempore” inabilitata; pertanto, correttamente, l’atto di appello del tutore è notificato alla parte personalmente e non al curatore provvisorio. Cass. 2 agosto 2007, n. 17003.

La disposizione di cui all’art. 338 c.p.c., secondo cui l’estinzione del procedimento di appello fa passare in giudicato la sentenza impugnata, salvo che ne siano stati modificati gli effetti con provvedimenti pronunciati nel procedimento estinto, è incompatibile con i procedimenti speciali di interdizione e di revoca dell’interdizione, quali processi volti a tutelare, in via giurisdizionale, lo status della persona e gli interessi pubblici afferenti; ne deriva che nel caso in cui l’interdetto muoia nelle more del giudizio di appello avverso la pronuncia che aveva revocato l’interdizione, la dichiarazione di estinzione del procedimento conseguente alla cessazione della materia del contendere travolge anche la sentenza di primo grado. Cass. 17 febbraio 2006, n. 3570.

 

A norma dell’art. 418 comma 2 c.c., ove sia in corso un giudizio diretto alla pronuncia dell’inabilitazione, il tribunale non può, per il principio della domanda, pronunciare d’ufficio la interdizione dell’incapace, ancorché le emergenze e risultanze istruttorie dimostrino la sussistenza dei relativi presupposti e condizioni, in mancanza di una espressa richiesta in tal senso formulata dal p.m. o da uno degli altri soggetti legittimati a proporre la stessa domanda a mente dell’art. 417 comma 1 c.c.; nè siffatta domanda di interdizione, non presentata in I grado, può essere proposta per la prima volta in appello, per il divieto del “novum” nel giudizio di II grado posto dall’art. 345 c.p.c. Cass. 8 marzo 1995, n. 2704.

  1. Trib. S. Maria Capua Vetere, 19 luglio 1996, sub art. 717, § 1.



 
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