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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 73 cod. proc. civile: Astensione del pubblico ministero

Ai magistrati del pubblico ministero che intervengono nel processo civile si applicano le disposizioni del presente codice relative all’astensione dei giudici, ma non quelle relative alla ricusazione.


Giurisprudenza annotata

  1. Applicabilità della norma.

È configurabile l’illecito disciplinare previsto dall’art. 2, comma 1, lett. c), D.Lgs. 23 febbraio 2006 n. 109 (consapevole inosservanza del dovere di astensione nei casi previsti dalla legge) pure a carico del magistrato del P.M., benché per esso sia prevista solo la facoltà di astenersi, in quanto anche per il P.M. sussiste il dovere di valutare, nell’esercizio delle sue funzioni, le ragioni di grave convenienza per non trattare cause in cui egli o suoi stretti congiunti abbiano interessi e quello di astenersi nel caso di verificata esistenza di tali ragioni, con particolare riguardo a interessi propri o personali dello stesso magistrato. Cass., Sez. Un., 12 maggio 2010, n. 11437.

 

La mancata astensione del magistrato del P.M. in procedimento in cui sussista uno strettissimo legame di parentela tra detto magistrato e la parte querelante è fatto obiettivamente idoneo ad ingenerare sospetti di compiacenza e parzialità, e quindi a recare pregiudizio alla reputazione del suddetto magistrato e al prestigio dell’ordine giudiziario. Cass., Sez. Un., 9 aprile 1999, n. 226.



 
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