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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 730 cod. proc. civile: Esecuzione

La sentenza che dichiara l’assenza o la morte presunta non può essere eseguita prima che sia passata in giudicato e che sia compiuta l’annotazione di cui all’articolo precedente.


Giurisprudenza annotata

Esecuzione.

 

 

  1. Effetti; 2. Impugnabilità.

 

 

  1. Effetti.

La pronuncia giudiziale che dichiara la morte presunta dall’assenta produce effetti giuridici i quali, benché risolubili in dipendenza del verificarsi della condizioni contemplata dall’art. 66 c.c. sono sostanzialmente analoghi – per la loro consistenza ed estensione e per la loro rilevanza – a quelli che si determinerebbero nel caso di morte accertata e di conseguente apertura della successione ed implicano, oltre al potere di compiere atti dispositivi, anche quello di promuovere la divisione dei beni. Tale pronuncia, intesa come mero accertamento di uno stato di fatto idoneo a far presumere la morte, sopperisce alla mancanza di un accertamento diretto di tale evento naturale, eseguito alla stregua delle norme speciali (artt. 39 ss. R.D. n. 1238 del 1939) o di norme speciali (art. 13 legge di guerra, approvata con R.D. n. 1417 del 1938). Cass. 23 agosto 1961, n. 1996.

 

La dichiarazione di morte presunta determina una vera e propria successione mortis causa dei presunti eredi del dichiarato morto, come si evince dalle norme dettate in ordine alla devoluzione degli elementi attivi del patrimonio di quest’ultimo ai suoi presunti eredi e legatari e dal contrapposto silenzio sulla sorte degli elementi passivi di detto patrimonio, spiegabile solo con la sottintesa applicabilità della disciplina delle successioni mortis causa: tale successione si apre al momento cui è fatta risalire la morte presunta, al quale retroagiscono gli effetti dell’accettazione dell’eredità, sebbene la delazione ereditaria abbia luogo quando diviene eseguibile la sentenza dichiarativa della morte presunta. Cass. 24 gennaio 1981, n. 536.

 

In caso di morte presunta l’apertura della successione si verifica nella data nella quale è fatta risalire la morte dalla sentenza che l’ha dichiarata, mentre, invece, la delazione dell’eredità ha luogo solo dopo il passaggio in giudicato della sentenza stessa. Conseguentemente non acquista la qualità di erede colui che, pur essendo vivente alla data della morte presunta, sia deceduto prima del passaggio in giudicato della sentenza che l’ha dichiarata. Trib. Chieti, 22 settembre 1987.

 

 

  1. Impugnabilità.

Il provvedimento di dichiarazione di morte presunta ha forma, contenuto ed effetti di sentenza, compresa la forza del giudicato, nel quadro del carattere sostanzialmente contenzioso del giudizio; dal che deriva l’impugnabilità del provvedimento stesso con l’appello e con il ricorso per cassazione. Cass. 8 marzo 1969, n. 759.



 
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