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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 745 cod. proc. civile: Rifiuto o ritardo nel rilascio

Nel caso di rifiuto o di ritardo da parte dei cancellieri o dei depositari di cui all’articolo precedente, l’istante può ricorrere al giudice di pace o al presidente del tribunale o della corte presso cui il cancelliere o depositario esercita le sue funzioni.
Nel caso di rifiuto o di ritardo da parte dei pubblici depositari di cui all’articolo 743, l’istante può ricorrere al presidente del tribunale nella cui circoscrizione il depositario esercita le sue funzioni.
Il presidente o il giudice di pace provvede con decreto, sentito il pubblico ufficiale.


Giurisprudenza annotata

Rifiuto o ritardo nel rilascio.

 

 

  1. Giurisdizione; 2. Competenza; 3. Natura del procedimento; 4. Rifiuto di trascrizione del conservatore; 5. Reclamabilità.

 

 

  1. Giurisdizione.

Le controversie aventi ad oggetto il diritto ad ottenere il rilascio di copie di atti detenuti da pubblici depositari a disposizione del pubblico ex art. 743 ss. c.p.c. appartengono alla giurisdizione del g.o., riferendosi a richieste che, diversamente da quelle rivolte a pubblici funzionari in relazione ad atti da essi detenuti nell’esercizio di funzioni pubbliche e formati nell’ambito di procedure amministrative, non sono dirette a rendere trasparente l’attività della p.a., ma solo a conoscere il contenuto degli atti richiesti per ragioni di carattere informativo, e non essendo dunque necessario attivare alcuna procedura di accesso ai sensi dell’art. 22 l. n. 241 del 1990.(Fattispecie relativa al diritto ad ottenere copia di sentenze di una commissione tributaria, sulla base di richiesta proposta da un soggetto estraneo al procedimento). Cass., Sez. Un., 27 gennaio 2010, n. 1629.

 

 

  1. Competenza.

La competenza a pronunciare sui ricorsi contro il rifiuto di un pubblico depositario al rilascio di copie di atti spetta al presidente, non al tribunale in camera di consiglio. App. Bari, 16 luglio 1984.

 

Qualora il cancelliere si rifiuti di spedire copia degli atti giudiziari detenuti, ha inderogabilmente competenza funzionale a decidere, con decreto, su ricorso dell’istante, solo il capo dell’ufficio presso il quale il cancelliere esercita le proprie funzioni. App. Roma, 6 marzo 1991.

 

In materia di rilascio di copie di sentenze del giudice tributario, l’art. 38 D.Lgs. n. 546 del 1992 disciplina soltanto la richiesta di una delle parti del giudizio, mentre qualora, come nella specie, essa provenga da un terzo estraneo alla lite, trova applicazione l’art. 744 c.p.c.; ne discende che, in mancanza di una disposizione specifica che preveda la possibilità di ricorrere ai presidenti delle commissioni tributarie, come accade invece per i giudici ordinari, in caso di rifiuto o ritardo nel rilascio di copie di atti detenuti dai segretari-pubblici depositari, l’istante può fare ricorso, ai sensi dell’art. 745 c.p.c., al presidente del tribunale nella cui circoscrizione il depositario esercita le sue funzioni. Tale procedimento, avente natura di volontaria giurisdizione, non pregiudica la tutela in sede contenziosa, nel rapporto con la p.a. depositaria dei documenti richiesti. Cass., Sez. Un., 27 gennaio 2010, n. 1629.

 

 

  1. Natura del procedimento.

Il decreto reso dal presidente del tribunale, ai sensi dell’art. 745 c.p.c. sul ricorso avverso il rifiuto del cancelliere di rilasciare copia di sentenza (nella specie, in ragione dell’omessa richiesta della prenotazione a debito dell’imposta di registro), non è impugnabile per cassazione, a norma dell’art. 111 Cost., trattandosi di atto di volontaria giurisdizione, che è adottato sulla base dell’audizione di detto cancelliere e senza necessità di instaurazione del contraddittorio con il soggetto passivo del diritto alla copia e che, pertanto, non si traduce in statuizioni sul diritto stesso, non ravvisabili in valutazioni di tipo meramente delibativo, le quali lasciano impregiudicato quel diritto e la sua tutelabilità in sede contenziosa nel rapporto con l’amministrazione depositaria del documento. Cass., Sez. Un., 27 gennaio 2010, n. 1629; conforme Cass. 23 ottobre 1996, n. 9234; Cass. 4 novembre 1993, n. 10917; Cass. 13 ottobre 1993, n. 10109.

 

Dopo il rifiuto del cancelliere di rilasciare copie di documenti depositati presso il suo ufficio, il decreto del capo dell’ufficio giudiziario, che provvede sull’istanza di rilascio, ha natura definitiva e non è più impugnabile. La parte interessata, tuttavia, può, con ordinario giudizio di cognizione, da instaurarsi nei confronti dell’amministrazione di appartenenza del cancelliere e non di questo personalmente, chiedere che sia accertato il diritto al rilascio delle copie in discussione. Trib. Foggia, 30 dicembre 1982.

Contra: Il decreto previsto dall’art. 745, comma terzo, c.p.c., in caso di rifiuto o di ritardo da parte dei cancellieri o dei depositari di pubblici registri di rilasciare copie o estratti di atti da essi detenuti, ha natura sostanzialmente decisoria ed avverso lo stesso è ammissibile il ricorso per cassazione, ex art. 111 Cost. Cass., Sez. Un., 20 marzo 1986, n. 1973.

 

 

  1. Rifiuto di trascrizione del conservatore.

Poiché, ai sensi dell’art. 2651 c.c., il conservatore ha l’obbligo di trascrivere l’atto anche senza l’ordine del giudice, il capo della sentenza contenente tale ordine non ha fra le parti un autonomo contenuto decisionale che lo renda suscettibile di impugnazione, giacché - in caso di rifiuto del conservatore - il diritto alla trascrizione è diversamente tutelato dalla procedura prevista dagli art. 2674 c.c., 113-bis disp. att. c.c. e 745 c.p.c. Cass. 11 agosto 2005, n. 16853 È inammissibile il ricorso per cassazione proposto in base all’art. 111 Cost. contro il decreto emesso dal Presidente del tribunale in sede di ricorso ex art. 2674 c.c., art. 113-bis disp. att. stesso codice e 745 c.p.c. avverso il rifiuto di trascrizione del Conservatore dei registri immobiliari, trattandosi di un provvedimento conclusivo di un procedimento che non comporta esplicazione di una attività giurisdizionale in sede contenziosa, in quanto non ha ad oggetto la risoluzione di un conflitto d’interessi, ma il regolamento secondo legge dell’interesse pubblico alla pubblicità immobiliare, e non suscettibile di passare in giudicato, potendo le parti interessate adire la normale via contenziosa per ottenere una pronuncia sull’esistenza del loro diritto. Cass. 5 maggio 1998, n. 4523; conforme Cass. 13 gennaio 1995, n. 370; Cass. 29 ottobre 1992, n. 11751; Cass. 7 febbraio 1992, n. 1405.

Conf.: Non può in tale procedimento, provvedersi alla condanna alle spese, che, se assunta, legittima al ricorso per cassazione, ai sensi dell’art. 111 cost., avendo tale pronuncia valenza decisoria. Cass. 28 gennaio 2011, n. 2095. In caso di rifiuto o ritardo della trascrizione di un atto, il procedimento instaurato ai sensi dell’art. 745 c.p.c. non può avere ad oggetto il ristoro delle eventuali conseguenze patrimoniali dannose, di tale rifiuto o ritardo, per le quali va adito il competente giudice in sede contenziosa ordinaria. Trib. Potenza, 20 marzo 2000.

 

 

  1. Reclamabilità.

È inammissibile il reclamo alla Corte di Appello, ai sensi dell’art. 739 c.p.c., avverso il decreto ex art. 745 c.p.c. con cui il presidente del tribunale ordina al conservatore dei registri immobiliari di procedere alla trascrizione di un atto privato, essendo il reclamo in questione previsto con riferimento ai provvedimenti emessi in Camera di Consiglio, tra i quali non rientra quello contemplato dall’art. 745 c.p.c. citato, che è di competenza del presidente del tribunale. Cass. 12 maggio 2003, n. 7259; conforme App. Roma, 6 marzo 1991.

Contra: È ammissibile il reclamo contro il provvedimento negativo del presidente del tribunale ex art. 745 c.p.c., che conferma il diniego di rilascio di copia di sentenza esecutiva per omesso pagamento dell’imposta proporzionale di registro: ciò data la natura giurisdizionale-camerale del procedimento relativo a diritti soggettivi in questione. App. Milano, 7 luglio 1998.



 
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