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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 750 cod. proc. civile: Provvedimenti del presidente del tribunale relativi alle cauzioni e agli esecutori testamentari

L’istanza per l’imposizione di una cauzione a carico dell’erede o del legatario, nei casi previsti dalla legge, è proposta, quando non vi è giudizio pendente, con ricorso al presidente del tribunale del luogo in cui si è aperta la successione.
Il presidente fissa con decreto l’udienza di comparizione del ricorrente e dell’erede o legatario davanti a sé e stabilisce il termine entro il quale il ricorso e il decreto debbono essere loro notificati.
Il presidente stabilisce le modalità e l’ammontare della cauzione con ordinanza, contro la quale è ammesso reclamo al presidente della Corte d’appello a norma dell’articolo 739. Il presidente della Corte d’appello provvede con ordinanza non impugnabile, previa audizione degli interessati a norma del comma precedente.
Le stesse forme si osservano nei casi previsti negli articoli 708 e 710 del codice civile relativamente agli esecutori testamentari.


Giurisprudenza annotata

Provvedimenti del presidente del tribunale relativi alle cauzioni e agli esecutori testamentari.

 

 

  1. Natura del procedimento e competenza; 2. Regime delle impugnazioni; 3. Concorso con la tutela cautelare; 4. Provvedimenti nei confronti degli esecutori testamentari.

 

 

  1. Natura del procedimento e competenza.

I provvedimenti relativi all’imposizione di una cauzione a carico dell’erede o del legatario, anche per quanto attiene agli eventuali reclami, hanno carattere di volontaria giurisdizione e la competenza ad emetterli del tribunale del luogo in cui si è aperta la successione è limitata all’ipotesi in cui non vi sia giudizio pendente. Se perciò l’interessato al verificarsi della condizione risolutiva apposta all’istituzione di erede (si sine liberis decesserit) non chieda soltanto l’imposizione di una cauzione, ma altresì l’accertamento giudiziale dei diritti che possono competere all’erede in pendenza della condizione e l’ampiezza dei suoi diritti di godimento e disposizione, trattandosi di domanda manifestamente esorbitante dal campo della volontaria giurisdizione, spetta al tribunale nelle forma del giudizio contenzioso di decidere sull’opportunità di imporre la cauzione prevista dall’art. 639 c.c. App. Cagliari, 31 maggio 1948.

 

 

  1. Regime delle impugnazioni.

Il provvedimento di esonero dell’esecutore testamentario per gravi irregolarità nell’adempimento dei suoi obblighi è assunto - in considerazione dell’espresso richiamo all’art. 710 c.c. contenuto nell’art. 750, ultimo comma, c.p.c. - dal presidente del tribunale con ordinanza reclamabile davanti al presidente della corte d’appello; la decisione assunta da quest’ultimo in sede di reclamo non è ricorribile in cassazione, in conformità alla previsione specifica dell’art. 750 c.p.c. ed alla regola generale di cui all’art. 739 c.p.c. Cass. 28 gennaio 2008, n. 1764.

 

Contra: Il decreto del presidente del tribunale in assenza di specifica disposizione di legge non è reclamabile al presidente della corte d’appello. App. Roma, 24 febbraio 1987.

 

In tema di provvedimenti impositivi di cauzione a carico dell’erede o del legatario, l’ordinanza resa ai sensi dell’art. 750 c.p.c. dal presidente della corte d’appello, in sede di reclamo avverso analoga pronuncia del presidente del tribunale, non è ricorribile in cassazione ex art. 111 Cost., stante la sua espressa qualificazione come non impugnabile ed in quanto la stessa, emessa all’esito di un procedimento di volontaria giurisdizione, non incide in modo diretto e definitivo su situazioni di diritto soggettivo, essendo strumentale alla tutela di esse e suscettibile di revoca o modifica, a differenza della diversa pronuncia, resa con la medesima ordinanza, attinente alle spese del procedimento. (Il principio è stato affermato dalla S.C. che, dichiarando inammissibile il ricorso straordinario avverso l’ordinanza predetta nella parte relativa al merito, ha pronunciato la sua ammissibilità e, nella fattispecie, infondatezza con riguardo al capo relativo, alle sole spese processuali). Cass. 31 agosto 2007, n. 18459.

 

 

  1. Concorso con la tutela cautelare.

Il creditore il quale voglia cautelarsi contro l’erede beneficiato, può giovarsi anziché dei mezzi di cauzione consentiti dall’art. 492 c.c., del particolare strumento giuridico del sequestro conservativo, ma egli deve dimostrare il concorso delle condizioni cui detto sequestro è sempre subordinato, l’esistenza cioè, in particolare, del fondato timore di perdere la garanzia del proprio credito. Cass. 13 giugno 1962, n. 1461.

 

 

  1. Provvedimenti nei confronti degli esecutori testamentari.

È illegittima, e quindi inammissibile, l’istanza dell’avvocato a fini di compenso – inteso quale corresponsione di diritti ed onorari – per l’espletata attività di esecutore testamentario, qualora (l’istanza sia ) proposta in forma di ricorso al “Tribunale – Volontaria Giurisdizione” e presso l’Ufficio Successioni, prevalendo la natura contenziosa del procedimento introdotto nonché l’imprescindibile instaurazione del contraddittorio nei confronti del controinteressato (nel caso di specie, l’erede). Trib. Bologna, 15 novembre 2010.

 



 
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