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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 776 cod. proc. civile: Consegna delle cose mobili inventariate

Le cose mobili e le carte inventariate sono consegnate alla persona indicata dalle parti interessate, o, in mancanza, nominata con decreto dal giudice, su istanza di una delle parti, sentite le altre.

 


Giurisprudenza annotata

Consegna delle cose mobili inventariate.

 

 

  1. Natura del provvedimento che dispone la custodia; 2. Obblighi del consegnatario; 3. Durata della custodia; 4. Riconsegna dei beni; 5. Residualità.

 

 

  1. Natura del provvedimento che dispone la custodia.

Il decreto con il quale il pretore, in un procedimento per la redazione d’inventario (artt. 769 ss., c.p.c.) provveda in ordine alla temporanea custodia di un appartamento e dei mobili in esso inventariati, disponendo la riconsegna delle chiavi dell’appartamento ad uno dei coeredi, ha natura di provvedimento di volontaria giurisdizione, che, essendo privo, per il contenuto sostanziale e l’efficacia dei caratteri della decisorietà e della definitività, è insuscettibile di passare in cosa giudicata, ma, essendo soggetto a reclamo, resta sottratto all’impugnazione in cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost. Cass. 28 maggio 1992, n. 6451.

 

In ipotesi di inventario di asse ereditario in contestazione, avverso il provvedimento emesso dal tribunale in sede di reclamo contro il decreto pretorile che, a norma dell’art. 776 c.p.c., ha nominato la persona alla quale consegnare le cose mobili inventariate, è inammissibile il ricorso per cassazione ex art. 111 Cost., trattandosi di provvedimento di volontaria giurisdizione che non acquista autorità di cose giudicata e che, fatti salvi i diritti dei terzi in buona fede, può essere in ogni tempo revocato e modificato. Cass. 23 novembre 1983, n. 6997.

 

 

  1. Obblighi del consegnatario.

La persona alla quale, ai sensi dell’articolo in esame, sono consegnate le cose mobili e le carte inventariate assume le funzioni ed è tenuta all’osservanza degli obblighi del custode. Trib. Palermo, 21 maggio 1953.

 

L’obbligo del custode consegnatario si estende anche alla conservazione dei frutti e delle rendite dei beni ereditari, con il conseguente obbligo di deposito di somme di denaro su libretto bancario intestato all’eredità in persona degli eredi fino all’acquisizione materiale in proprio, come per legge, da parte degli stessi. Pret. Roma, 12 maggio 1973.

 

 

  1. Durata della custodia.

Il custode dei beni inventariati continua a rimanere sempre il legittimo detentore dei detti beni fino a quando non sia intervenuto altro titolo che lo sostituisce, anche se l’inventario stesso sia nel frattempo caduto nel nulla. Trib. Palermo, 21 maggio 1953.

 

 

  1. Riconsegna dei beni.

La definitiva consegna o restituzione dei beni inventariati, eventualmente pretese dalle parti nei procedimenti di apposizione dei sigilli e di inventario, devono essere richieste in sede di cognizione, a mezzo dell’esercizio di apposita azione di condanna, in via attrice o riconvenzionale. Trib. Napoli, 4 luglio 1974.

 

 

  1. Residualità.

La norma di cui all’art. 776 c.p.c. ha natura residuale, trovando applicazione solo qualora, in mancanza di un soggetto al quale la custodia delle cose mobili e delle carte inventariate naturalmente spetti, occorra provvedere sul punto (poiché il chiamato non sia nel possesso dei beni ereditari e non sia stato nominato un curatore dell’eredità giacente, ovvero poiché non vi sia nessun altro soggetto legittimamente in possesso del compendio relitto). Trib. Padova, 8 luglio 2006.



 
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