Codice proc. civile Agg. il 28 gennaio 2015

Codice proc. civile Art. 780 cod. proc. civile: Domanda dell’erede contro l’eredità

Codice proc. civile Agg. il 28 gennaio 2015



Le domande dell’erede con beneficio d’inventario contro l’eredità sono proposte contro gli altri eredi. Se non vi sono eredi o se tutti propongono la stessa domanda, il giudice nomina un curatore in rappresentanza dell’eredità.

Giurisprudenza annotata

Domanda dell’erede contro l’eredità.

 

 

  1. Applicazione analogica della norma; 2. Impresa familiare.

 

 

  1. Applicazione analogica della norma.

Nel procedimento di verificazione di scrittura privata, ai fini della trascrizione che voglia farsene ai sensi dell’art. 2657 c.c., e che ha ad attore e convenuto i due firmatari dell’atto, ove uno dei due sia deceduto lasciando l’altro quale suo unico erede, in vista della coincidenza nella stessa persona degli interessi delle due parti, per la regolare instaurazione del contraddittorio è necessaria la nomina di un curatore speciale in rappresentanza del firmatario deceduto, in applicazione analogica dell’art. 780 c.p.c. Trib. Monza, 7 aprile 1983.

 

 

  1. Impresa familiare.

In materia di impresa familiare, ove sia stato promosso da parte di alcuni dei familiari (nella specie, due delle tre figlie) un giudizio nei confronti del titolare dell’impresa (il padre) per il riconoscimento di pretese creditorie derivanti dalla partecipazione all’attività, l’intervenuto decesso del titolare medesimo e la successiva riassunzione del giudizio ad opera di altro familiare (la terza figlia), già estraneo alla precedente fase giudiziale, per resistere, “iure successionis”, alle pretese degli attori non integra un’ipotesi di litisconsorzio necessario e non determina la necessità della nomina di un curatore speciale, dovendosi escludere la sussistenza di un conflitto di interessi in quanto la controversia riguarda sempre le originarie pretese creditorie per la partecipazione all’impresa familiare - rispetto alle quali gli attori vantano un interesse “iure proprio” - e non le domande di coeredi beneficiati nei confronti dell’eredità, a nulla rilevando il mero fatto che, per l’eventuale successivo soddisfacimento della pretesa, l’azione esecutiva possa essere portata nei confronti della massa ereditaria, ivi comprese le quote spettanti agli altri eredi. Cass. lav., 15 luglio 2009, n. 16447.



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