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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 786 cod. proc. civile: Direzione delle operazioni

Le operazioni di divisione sono dirette dal giudice istruttore, il quale, anche nel corso di esse, può delegarne la direzione a un notaio.


Giurisprudenza annotata

Direzione delle operazioni.

 

 

  1. Operazioni divisionali; 2. Delega delle operazioni ad un notaio; 3. Compenso del notaio.

 

 

  1. Operazioni divisionali.

Finalità del giudizio di divisione della cosa comune è la trasformazione dei diritti pro quota dei singoli partecipanti in altrettanti diritti individuali di proprietà esclusiva su determinate porzioni concrete di beni comuni, trasformazione che si attua attraverso le fondamentali operazioni della formazione della massa, della valutazione dei beni che ne fanno parte e della formazione e attribuzione delle quote ai singoli compartecipi. Cass. 4 marzo 2011, n. 5266; conforme Cass. 6 dicembre 1986, n. 7255.

 

Se ci sono contestazioni sull’inclusione nell’asse di singoli beni, l’attore deve fornire la dimostrazione del diritto, tuttavia non grava a suo carico l’onere di quella rigorosa prova richiesta nel caso di azione di rivendica o di quella di mero accertamento della proprietà, poiché non si tratta di accertare positivamente la proprietà dell’attore negando quella dei convenuti, ma di fare accertare un diritto comune a tutte le parti in causa. Cass. 20 maggio 1966, n. 1309.

 

La valutazione della massa deve avvenire secondo il valore venale delle cose al tempo della divisione, mentre nella formazione delle quote, l’art. 727 c.c. impone di predisporre tante parti quanti sono i compartecipi o le stirpi concorrenti nella divisione (salvo il caso di incomoda divisibilità); infine, quanto ai criteri di attribuzione, ex art. 729 c.c., se le porzioni sono uguali si procede all’attribuzione ai condividenti mediante estrazione a sorte, se le porzioni sono disuguali si provvede mediante attribuzione diretta, pur potendosi procedere a estrazione a sorte anche rispetto a beni costituenti porzioni uguali di quote disuguali. Cass. 6 luglio 1963, n. 1828.

 

 

  1. Delega delle operazioni ad un notaio.

L’art. 786 c.p.c., disponendo che le operazioni di divisione sono dirette dal giudice istruttore, il quale può delegarne la direzione ad un notaio, configura tale delega come deroga al personale esercizio (da parte del giudice) della direzione delle operazioni, che costituisce la regola, con la conseguenza che la scelta che il giudice istruttore faccia in conformità a detta regola non abbisogna di apposita motivazione. Cass. 13 gennaio 1983, n. 254.

 

Per poter delegare ad un notaio la direzione delle operazioni materiali e tecniche della divisione, senza, peraltro, attribuirgli poteri decisori sulle questioni che eventualmente possono insorgere nel corso delle operazioni, non è richiesto il consenso delle parti interessate, essendo riservata al giudice la facoltà di avvalersi o meno dell’opera del pubblico ufficiale. Cass. 10 giugno 1958, n. 1910.

 

Gli atti di vendita di immobili a mezzo notaio, posti in essere nell’ambito del procedimento di scioglimento di comunione ereditaria, pur essendo disciplinati dagli art. 570 ss. c.p.c., espressamente richiamati dall’art. 788, comma 3, c.p.c., non sono riconducibili ad una azione esecutiva, avendo solo funzione attuativa dello scioglimento della comunione; ne consegue che il rimedio esperibile avverso tale procedura ed il provvedimento conclusivo di trasferimento del bene non è l’opposizione di cui all’art. 617 c.p.c., bensì un’autonoma azione di nullità. (Nell’affermare l’anzidetto principio, la S.C. ha rigettato il ricorso ex art. 111 cost. avverso il provvedimento con cui era stata disattesa l’istanza di revoca del decreto di trasferimento dell’immobile oggetto di divisione, proposta da uno dei coeredi per la mancata effettuazione della pubblicità prevista dall’art. 490 c.p.c., precisando che tale norma non è applicabile alla fattispecie in esame, disciplinata, invece, dall’art. 790 c.p.c.). Cass. 22 gennaio 2010, n. 1199.

 

 

  1. Compenso del notaio.

Il compenso spettante al notaio, a cui sia stata delegata la direzione delle operazioni divisionali a norma dell’articolo 786 c.p.c., ben può essere determinato in base alla tariffa professionale, trattandosi di ausiliario del giudice per il quale non può applicarsi per analogia la disciplina dettata per i consulenti tecnici, le cui disposizioni, di carattere speciale, non possono estendersi ad ausiliari diversi da quelli ivi espressamente indicati. Cass. 22 novembre 1999, n. 12949.



 
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