codice-proc-civile
Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 791 cod. proc. civile: Progetto di divisione formato dal notaio

Il notaio redige unico processo verbale delle operazioni effettuate.
Formato il progetto delle quote e dei lotti, se le parti non si accordano su di esso, il notaio trasmette il processo verbale al giudice istruttore, entro cinque giorni dalla sottoscrizione.
Il giudice provvede come al penultimo comma dell’articolo precedente per la fissazione dell’udienza di comparizione delle parti e quindi emette i provvedimenti di sua competenza a norma dell’articolo 187.
L’estrazione dei lotti non può avvenire se non in base a ordinanza del giudice, emessa a norma dell’articolo 789 ultimo comma o a sentenza passata in giudicato.


Giurisprudenza annotata

Progetto di divisione formato dal notaio.

 

 

  1. Operazioni delegate ad un notaio; 2. Contestazioni insorte nel corso delle operazioni; 3. Estrazione a sorte dei lotti.

 

 

  1. Operazioni delegate ad un notaio.

Qualora a dirigere le operazioni di divisione sia stato delegato, ai sensi dell’art. 790 c.p.c., un notaio, l’attività da questo svolta ha natura amministrativa, onde non trovano applicazione i principi che disciplinano le notifiche e le comunicazioni eseguite ad istanza del giudice, come confermato dal fatto che l’organo amministrativo (cioè il notaio) si avvale per le comunicazioni di uno strumento particolare quale l’avviso. Cass. 26 gennaio 2000, n. 869.

 

La nomina del consulente tecnico effettuata dal notaio delegato dal giudice istruttore per le operazioni divisionali, anziché dal giudice istruttore che ne deve ricevere il giuramento, ai sensi dell’art. 193 c.p.c., è nulla, ma tale nullità deve essere opposta dalla parte interessata nella prima istanza o nella prima difesa successiva al suo compimento, operando altrimenti la sanatoria di cui all’art. 157 c.p.c. Cass. 30 ottobre 1961, n. 2490.

 

Nel giudizio di divisione, ove le operazioni siano dirette dal giudice, il rapporto fra questi e le parti si instaura e si svolge nel modo proprio e normale di ogni tipo di procedimento, e cioè sulla base di atto di citazione innanzi al tribunale e con l’intervento delle parti attraverso la rappresentanza processuale dei loro procuratori; diversamente, nel caso in cui le operazioni sono dirette da un notaio, esse si svolgono alla presenza delle parti personalmente comparse. Cass. 4 aprile 1987, n. 3262.

 

Mentre dinanzi al giudice istruttore la mancata comparizione o la contumacia di uno o più interessati non ha alcuno effetto, dinanzi al notaio essa impedisce la formazione dell’accordo negoziale. Cass. 30 aprile 1955, n. 1216; conforme Cass. 10 ottobre 1953, n. 3291.

 

 

  1. Contestazioni insorte nel corso delle operazioni.

In tema di divisione giudiziale, nell’ipotesi in cui il giudice istruttore, avvalendosi della facoltà concessagli dall’art. 786 c.p.c., deleghi un notaio a dirigere le operazioni divisionali, la divisione non si trasforma da giudiziale in convenzionale e lo stesso giudice istruttore qualora il notaio, non essendosi le parti accordate sul progetto da lui predisposto, gli abbia trasmesso il processo verbale - deve provvedere a norma dell’art. 187 c.p.c., come nel caso in cui abbia conservato la direzione delle operazioni divisionali e, per le contestazioni insorte, non possa dichiarare esecutivo il suo progetto di divisione. Cass. 29 luglio 1966, n. 2117.

 

Non ogni questione insorta nel corso delle operazioni di divisione costituisce causa idonea di sospensione di esse, richiedendosi, a tal fine, una contestazione concreta ed effettiva in ordine al modus ed ai criteri delle operazioni, che non siano stati già determinati dal giudice. Cass. 20 dicembre 1969, n. 4012.

 

Nella divisione giudiziale, sia che il giudice istruttore abbia conservato sino alla fine la direzione delle operazioni, sia che l’abbia delegata a un notaio, quando la causa gli venga rimessa per la decisione a norma degli artt. 789 e 791 c.p.c., il collegio resta investito della cognizione piena delle questioni sottoposte al suo esame e può esercitare in via sostitutiva - nella misura in cui è chiamato a risolvere le insorte contestazioni - tutti i poteri spettanti al giudice istruttore per quanto concerne la formazione e la messa a punto del progetto. I poteri decisori che sono propri del collegio escludono, invero, che esso debba limitare il proprio intervento alla mera constatazione del disaccordo esistente fra i condividenti in merito al progetto predisposto e alla fissazione di semplici direttive per il giudice istruttore, ma, al contrario, lo abilitano a risolvere tutte le contestazioni insorte fra le parti e, quindi, anche limiti segnati da queste, ad apportare al progetto tutte le necessarie modifiche e a formarne, eventualmente, uno nuovo, fissando concretamente e definitivamente le modalità della divisione. Cass. 29 luglio 1966, n. 2117.

 

 

  1. Estrazione a sorte dei lotti  v. Giurisprudenza sub art. 789, § 8.



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti