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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 794 cod. proc. civile: Provvedimenti del giudice

All’udienza il giudice, accertata la regolarità del deposito e degli atti del procedimento, dispone con ordinanza la cancellazione delle ipoteche iscritte anteriormente alla trascrizione del titolo dell’acquirente che ha chiesto la liberazione, e quindi provvede alla distribuzione del prezzo a norma degli articoli 596 e seguenti.


Giurisprudenza annotata

Provvedimenti del giudice.

 

 

  1. Natura del procedimento; 2. Finalità dell’istituto; 3. Condizioni di ammissibilità della domanda di liberazione; 4. Ipoteca iscritta su immobile di proprietà di un terzo.

 

 

  1. Natura del procedimento.

Il provvedimento con il quale il presidente del tribunale, nel corso del procedimento di liberazione dell’ipoteca, non si limiti a pronunciare sulle modalità di svolgimento del procedimento stesso, bensì decida sulla questione, sollevata da uno dei creditori iscritti, concernente la sussistenza del diritto di chiedere la liberazione, costituisce un provvedimento di volontaria giurisdizione suscettibile di pregiudicare definitivamente la posizione delle parti. Pertanto, nei suoi confronti, non essendo esperibile alcun altro specifico rimedio, è ammissibile la proposizione del ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. Cass. 6 agosto 1996, n. 7214; contra Cass. 29 dicembre 2011, n. 29742, Cass. 30 dicembre 2011, n. 30796, Cass. 18 gennaio 2012, n. 686.

 

Contra: Il provvedimento emesso a conclusione del processo di liberazione degli immobili dalle ipoteche, allorquando vi sia contrasto fra le parti, tanto se di accoglimento, quanto se di rigetto dell’istanza di liberazione, pur essendo decisorio, in quanto derivante da un procedimento contenzioso a carattere sommario su diritti, non può considerarsi definitivo, e, quindi, equiparabile ad una sentenza in senso sostanziale, essendo ridiscutibile, in sede di cognizione piena, mediante domanda di accertamento, positivo o negativo, delle condizioni della cancellazione, con la conseguenza che è inammissibile nei suoi confronti la proposizione del ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 111, comma 7, cost. (Nella specie, in applicazione dell’enunciato principio, la S.C. ha escluso la ricorribilità per cassazione del provvedimento con cui il presidente del tribunale, senza procedere alla designazione del giudice per il procedimento, nonché alla fissazione dell’udienza di comparizione, dovute ai sensi dell’art. 793 c.p.c., aveva dichiarato inammissibile una domanda di liberazione da ipoteche, ritenendo che l’irritualità di tale provvedimento di chiusura del procedimento non influisse sul regime ad esso applicabile. Cass. 15 maggio 2012, n. 7525.

 

 

  1. Finalità dell’istituto.

Il processo di liberazione degli immobili dalle ipoteche costituisce un istituto diretto a favorire la libera circolazione degli immobili ipotecati, consentendo la loro completa liberazione indipendentemente dalla integrale soddisfazione dei crediti, attraverso l’offerta ai creditori ipotecari del prezzo di acquisto dell’immobile; pertanto tale procedimento non ha alcun ragion d’essere quando il proprietario dell’immobile intenda soddisfare interamente i creditori ipotecari senza riferimento al valore effettivo dell’immobile: per il che è solo necessario l’accertamento della estinzione dei crediti o l’offerta reale delle somme per essi dovute ai singoli creditori, con conseguente ordine di cancellazione al Conservatore dei registri immobiliari in procedimento ordinario. Cass. 7 giugno 1951, n. 1453.

 

  1. Condizioni di ammissibilità della domanda di liberazione.

Il principio generale enunciato dall’art. 2913 c.c. - a norma del quale non hanno effetto in pregiudizio del creditore pignorante e dei creditori che intervengono nell’esecuzione gli atti di alienazione dei beni sottoposti a pignoramento - opera anche nei confronti dei creditori intervenuti dopo la trascrizione dell’atto di alienazione, sempreché questo sia successivo al pignoramento. Ne consegue che, ai fini dell’ammissibilità della domanda di liberazione di immobile da ipoteca, la trascrizione dell’acquisto deve avvenire prima che i creditori iscritti eseguano il pignoramento nelle forme di cui all’art. 555 c.p.c., altrimenti la trascrizione effettuata successivamente non è opponibile ai predetti creditori e non può incidere, modificandone lo svolgimento, sull’esecuzione già iniziata. Cass. 6 agosto 1996, n. 7214.

 

 

  1. Ipoteca iscritta su immobile di proprietà di un terzo.

Qualora il creditore iscrive un’ipoteca su un immobile che non appartenga al suo debitore ma ad un terzo, questi può domandarne la cancellazione in sede contenziosa, non essendo applicabile in tale ipotesi il procedimento speciale previsto dagli artt. 792 e 795 c.p.c., in relazione ed in coordinamento con le disposizioni dettate in materia degli artt. 2889 e ss. c.c., che presuppongono la legittimità dell’iscrizione ipotecaria. Cass. 14 giugno 1967, n. 1346.

 

Il provvedimento con il quale il presidente del tribunale, nel corso del procedimento di liberazione dell’ipoteca, non si limiti a pronunciare sulle modalità di svolgimento del procedimento stesso, bensì decida sulla questione, sollevata da uno dei creditori iscritti, concernente la sussistenza del diritto di chiedere la liberazione, costituisce un provvedimento di volontaria giurisdizione suscettibile di pregiudicare definitivamente la posizione delle parti. Pertanto, nei suoi confronti, non essendo esperibile alcun altro specifico rimedio, è ammissibile la proposizione del ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. (v., però, Giurisprudenza sub §1). Cass. 6 agosto 1996, n. 7214.

 



 
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