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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 80 cod. proc. civile: Provvedimento di nomina del curatore speciale

L’istanza per la nomina del curatore speciale si propone al conciliatore o al presidente dell’ufficio giudiziario davanti al quale s’intende proporre la causa (1) (2).

Il giudice, assunte le opportune informazioni e sentite possibilmente le persone interessate, provvede con decreto. Questo e’ comunicato al pubblico ministero affinchè provochi, quando occorre, i provvedimenti per la costituzione della normale rappresentanza o assistenza dell’incapace, della persona giuridica o dell’associazione non riconosciuta.

 
 

Commento

(1) Non essendo richiesta una forma determinata per l’istanza di nomina, si applica il principio della libertà delle forme secondo il quale si deve adoperare la forma più idonea al raggiungimento dello scopo.

 

(2) La competenza per l’emanazione del provvedimento di nomina si determina per relationem: è individuata infatti per mezzo di quell’organo giudiziario che è competente a conoscere della causa di merito.

 


Giurisprudenza annotata

  1. Competenza «esterna» per relationem.

Il curatore, ove intenda impugnare per cassazione il provvedimento di liquidazione del proprio compenso, deve richiedere previamente al primo presidente della Corte di cassazione - non al giudice delegato, né al Tribunale fallimentare - la nomina di un curatore speciale del fallimento, nei cui confronti va proposto il ricorso. Cass. 20 novembre 1992, n. 12398; conforme Cass. 13 dicembre 1988, n. 6780.

 

 

1.1. Segue: Carattere sussidiario della disposizione: conseguenze.

Contra: L’illegittimità della nomina di un curatore speciale di una società, effettuata con decreto del Presidente del tribunale ai sensi dell’art. 78 c.p.c. e non reclamata, non può essere fatta valere successivamente in sede di contenzioso tributario. Cass. trib., 15 settembre 2000, n. 5271.

 

 

1.2. Competenza «interna».

Anche nel corso di causa pendente davanti al giudice istruttore, il presidente del tribunale ha competenza funzionale sull’istanza di nomina del curatore speciale presentata per un supposto conflitto di interessi fra la società convenuta ed il suo liquidatore. Trib. Milano, 2 marzo 2000.

 

 

1.3. Procedimento di nomina nell’azione di disconoscimento di paternità.

Se si tratta di un minore di età non inferiore ai sedici anni la legge reputa che il minore abbia una maturità sufficiente per valutare autonomamente l’opportunità di esercizio dell’azione. Se ha lo stato di figlio legittimo, il giudice investito della domanda di nomina di un curatore speciale, ai fini della promozione dell’azione di disconoscimento della paternità, non può interferire in tale valutazione, ma deve limitarsi ad appurare, assunte sommarie informazioni, il fumus boni iuris circa l’esistenza dei presupposti di fatto ai quali l’azione e subordinata dall’art. 235. Quando, invece, la domanda di nomina del curatore speciale è proposta dal pubblico ministero nel presunto interesse di un minore infrasedicenne, al giudice è affidato un ufficio di tutela di un soggetto incapace. Egli deve allora allargare il campo di acquisizione delle sommarie informazioni, includendovi tutti gli elementi necessari o utili per valutare la sussistenza dell’interesse del minore all’esperimento di un’azione che lo spoglierebbe dello stato di figlio legittimo senza garantirgli l’acquisto dello stato di filiazione nei confronti del padre naturale. All’uopo il giudice non mancherà, tra l’altro, di ordinare l’audizione dei genitori legittimi ed eventualmente anche delle persone interessate che hanno eccitato l’iniziativa del pubblico ministero. Corte cost. 27 novembre 1991, n. 429.

 

L'impugnazione del riconoscimento del figlio naturale, per difetto di veridicità, rientra nella competenza del tribunale ordinario, anche quando si tratti di minore, se la relativa azione sia promossa da un soggetto diverso dal minore riconosciuto, alla stregua del mancato richiamo dell'art. 263 c.c. nell'art. 38 disp. attuaz. c.c. (pur dopo le modifiche apportate dalla l. 4 maggio 1983 n. 184). Al presidente di detto tribunale, pertanto, spetta la nomina di un curatore speciale, per la tutela degli interessi del minore in quella causa da altri promossa (art. 78 ed 80 c.p.c.), ferma restando la competenza del tribunale per i minorenni riguardo alla nomina di un curatore speciale al diverso fine di promuovere l'impugnazione in nome e per conto del minore medesimo (art. 38 citato e 74 della legge n. 184 del 1983).Cassazione civile sez. I  26 maggio 1990 n. 4919  

 

 

1.4. Natura del provvedimento. Impugnabilità.

Il provvedimento di conferma o di revoca di curatore speciale al minore, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 244 c.c., adottato in sede di reclamo ex art. 739 c.p.c., ancorché non sia di per sé ricorribile per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost., è tuttavia impugnabile con tale mezzo limitatamente alla sola parte recante condanna alle spese processuali, atteso che tale statuizione è comunque costitutiva di un rapporto obbligatorio ed è munita dei connotati della pronunzia giurisdizionale idonea ad assumere il valore del giudicato. Cass., 19 settembre 2003, n. 13892.



 
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