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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 811 cod. proc. civile: Sostituzione di arbitri

Quando per qualsiasi motivo vengono a mancare tutti o alcuni degli arbitri nominati, si provvede alla loro sostituzione secondo quanto è stabilito per la loro nomina nella convenzione d’arbitrato. Se la parte a cui spetta o il terzo non vi provvede, o se la convenzione d’arbitrato nulla dispone al riguardo, si applicano le disposizioni dell’articolo precedente.


Giurisprudenza annotata

Sostituzione di arbitri.

 

 

  1. Procedimento di sostituzione; 1.1. Arbitrato irrituale; 1.2. Compenso.

 

  1. Procedimento di sostituzione.

Qualora le parti, nel compromesso o nella clausola compromissoria, non abbiano previsto modalità sostitutive di nomina dell’arbitro per cause di incompatibilità di quest’ultimo, l’autorità giudiziaria deve, comunque, provvedere alla nomina dell’arbitro in forza del rinvio operato dall’art. 811 c.p.c. all’articolo precedente. Cass., Sez. Un., 4 dicembre 2001, n. 15290.

 

Nel caso di impedimento o incompatibilità di uno o più arbitri indicati nella clausola compromissoria, si provvede alla sostituzione, ove non sia diversamente stabilito dalla clausola predetta, nei modi previsti dagli artt. 810-811 c.p.c., la cui ampia formulazione non permette di distinguere né sul motivo per cui l’arbitro viene a mancare né sul numero degli arbitri da sostituire. Cass. 26 aprile 1993, n. 4893.

 

Ai sensi dell’art. 810 c.p.c. la nomina di uno o più arbitri può essere demandata dal compromesso o dalla clausola compromissoria all’autorità giudiziaria, cui le parti, nella loro autonomia negoziale, possono indicare la categoria nel cui ambito la scelta debba avvenire; all’autorità giudiziaria spetta peraltro il potere-dovere di verificare se rispetto alla categoria indicata sussistano cause d’incompatibilità e, nell’ipotesi in cui le parti non abbiano previsto modalità sostitutive ai sensi dell’art. 811 c.p.c., il rinvio operato da tale norma all’art. 810 implica che l’autorità giudiziaria provveda comunque alla nomina dell’arbitro al di fuori della categoria indicata. Cass., Sez. Un., 4 dicembre 2001, n. 15290.

 

In materia di arbitrato, la nomina del soggetto chiamato a risolvere amichevolmente le eventuali controversie relative ad un determinato contratto, concentrandosi sempre su persone che riscuotono la fiducia di chi le ha designate e di chi ne ha accettato l’indicazione, non è di per sé sufficiente a conferire a quella medesima nomina il carattere di scelta intuitu personae. Tale carattere deve risultare, infatti, chiaramente ed esplicitamente dal tenore della clausola compromissoria, la quale non può, pertanto, essere incerta e suscettibile di divergente interpretazione. In tal senso la natura fiduciaria dell’incarico è insita in ogni designazione di arbitro, con la conseguenza che, qualora la persona designata risulti per qualsiasi ragione impossibilitata ad espletare l’incarico conferitole, non può per ciò solo ritenersi caducata la clausola compromissoria con il conseguente venir meno della competenza arbitrale e il ripristino di quella del giudice ordinario. Viceversa l’ordinamento, malgrado il fisiologico carattere fiduciario nella persona degli arbitri designati dalle parti, prevede in caso di inadempimento la eventualità della loro sostituzione ex art. 811 c.p.c. App. Roma, 4 giugno 2007.

 

 

1.1. Arbitrato irrituale.

La procedura di sostituzione dell’arbitro rinunciatario è applicabile anche nell’arbitrato irrituale, non potendo consentirsi, alla parte vincolata dal patto compromissorio, di impedire la definizione negoziale della controversia non aderendo alla sostituzione dell’arbitratore il quale non intenda proseguire nell’espletamento della sua funzione. Cass. 19 aprile 2001, n. 5777.

 

Nell’arbitrato irrituale gli arbitri inizialmente nominati dalle parti sono sostituibili. Ciò lo si desume dal disposto del comma 2 dell’art. 1473 c.c., il quale prevede che, nell’ipotesi in cui il terzo non voglia o non possa accettare l’incarico, ovvero in cui le parti non si accordino per la nomina o per la sostituzione, detta nomina sia fatta, su richiesta di una delle parti, dal Presidente del tribunale; il che presuppone - ovviamente - la non immutabilità dei soggetti originariamente designati. Cass. 29 aprile 1999, n. 4303.

 

In materia di arbitrato irrituale, qualora uno degli arbitri sia stato irregolarmente nominato e le parti abbiano chiesto ed ottenuto dal presidente del tribunale la nomina di un nuovo arbitro, il mandato collettivo conferito agli arbitri originariamente designati deve ritenersi risolto, senza che possa rilevare, in contrario, il fatto che due dei tre arbitri siano rimasti immutati, non risultando neppure applicabile a questa fattispecie il principio dell’art. 811 c.p.c., il quale, prevedendo la possibilità di sostituire gli arbitri, mira ad assicurare la continuità del procedimento arbitrale, dato che esso non è riferibile al caso di irregolare costituzione del primo collegio, circostanza quest’ultima che vale ad escludere ogni continuità nell’attività dei due collegi. Cass. 28 novembre 2003, n. 18194.

 

 

1.2. Compenso.

Anche l’arbitro che sia stato sostituito durante la procedura arbitrale ai sensi dell’art. 811 c.p.c. ha diritto ad ottenere la liquidazione del proprio compenso per l’attività prestata dal tribunale adito ai sensi dell’art. 814 c.p.c. Trib. Potenza, 13 ottobre 1999.



 
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