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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 87 cod. proc. civile: Assistenza degli avvocati e del consulente tecnico

La parte può farsi assistere da uno o più avvocati, e anche da un consulente tecnico (1) nei casi e con i modi stabiliti nel presente codice (2).


Commento

(1) Le parti, dopo che il giudice ha nominato un consulente tecnico d’ufficio, possono liberamente, entro il termine all’uopo assegnato dal giudice, scegliere, con dichiarazione ricevuta dal cancelliere, un loro consulente tecnico.

 

(2) Le osservazioni svolte dal consulente tecnico di parte costituiscono semplici allegazioni difensive e non mezzi di prova, per cui il giudice di merito non è tenuto (nell’ipotesi di dissenso da tali osservazioni e di accoglimento delle considerazioni svolte dal CTU) a motivare specificamente le ragioni per cui se ne discosta.


Giurisprudenza annotata

  1. Assistenza del difensore.

La tradizionale bipartizione tra le funzioni di procuratore ed avvocato - le une dirette ad assicurare la rappresentanza della parte in giudizio, le altre a garantirne la difesa tecnica e professionale - normativamente individuate dalle locuzioni rispettive di «ministero di difensore» e di «assistenza di difensore», che figurano nel codice di rito, non è stata superata dall’art. 6 della legge n. 27 del 1997, che, abrogando l’art. 5 del R.D.L. n. 1578 del 1933, convertito nella legge n. 36 del 1934, ed abolendo la distinzione professionale tra avvocato e procuratore, ha solo eliminato la regola della cosiddetta esclusività territoriale della rappresentanza processuale, ferma restando la necessità della procura, ex art. 83, primo comma c.p.c., per il conferimento del ministero di difensore. Pertanto, in caso di dubbio sulla effettiva portata della procura, su di essa va necessariamente condotta un’indagine, da espletarsi comunque secondo il principio della conservazione dell’atto, di cui è espressione l’art. 159 c.p.c., attribuendo, cioè, alla parte la volontà che consenta all’atto di procura di produrre i suoi effetti. Cass. 12 maggio 1999, n. 4718.

 

 

  1. Consulente tecnico di parte.

 

 

2.1. Nomina e poteri del c.t.p.

Rientra nei poteri dell’assessore delegato agli affari dell’avvocatura comunale quello di nominare consulenti tecnici di parte per i processi per i quali sia stata assunta delibera di autorizzazione a stare in giudizio. La delega si estende infatti a tutti gli atti resi necessari dall’andamento processuale delle controversie pendenti senza che siano necessarie un’apposita delega o autorizzazione, essendo del resto la nomina del consulente di parte atto del difensore. Cass. 22 ottobre 1999, n. 11859.

 

 

2.2. Valutazione delle osservazioni del c.t.p.

Le consulenze di parte costituiscono semplici allegazioni difensive, onde il giudice di merito non è tenuto a motivare il proprio dissenso in ordine alle osservazioni in esse contenute, quando ponga a base del proprio convincimento considerazioni incompatibili con le stesse e conformi al parere del proprio consulente, né è tenuto, anche a fronte di esplicita richiesta di parte, a disporre nuova consulenza d’ufficio, atteso che il rinnovo dell’indagine tecnica rientra tra i poteri del giudice di merito, sicché non è neppure necessaria espressa pronunzia sul punto, quando risulti, dal complesso della motivazione, che lo stesso giudice ha ritenuto esaurienti i risultati conseguiti con gli accertamenti svolti. Cass. lav., 6 maggio 2002, n. 6432; conforme Cass. 27 novembre 2001, n. 15028; Cass. lav., 19 marzo 1986, n. 1928; vedi anche: Cass. 24 novembre 1997, n. 11711; Cass. 23 giugno 1995, n. 7150.

 

 

 

3.Accesso ai documenti amministrativi

L'art. 87 comma 3, c.p.c., relativamente ai giudizi camerali in materia di accesso ai documenti amministrativi, stabilisce che tutti i termini processuali sono dimezzati rispetto a quelli del giudizio ordinario, tranne quelli per la notificazione del ricorso. Ne consegue che, nel caso di giudizio in materia di accesso, il termine per il deposito del ricorso è dimidiato rispetto a quello ordinario di 30 giorni.T.A.R. Napoli (Campania) sez. VI  31 agosto 2011 n. 4249  



 
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