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Codice proc. penale agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 1 cod. proc. penale: Giurisdizione penale

1. La giurisdizione penale è esercitata dai giudici previsti dalle leggi di ordinamento giudiziario secondo le norme di questo codice.


Giurisprudenza annotata

Giurisdizione

È tuttora possibile l'effettuazione di notificazioni da parte della polizia giudiziaria. Costituisce infatti mera irregolarità la violazione della disposizione dell'art. 1 comma 2 c.p.p. che, introdotta dall'art. 11 d.l. n. 144/2005, ha escluso la possibilità che le notifiche, in via generale, siano eseguite dalla polizia giudiziaria.

Cassazione penale sez. I  28 febbraio 2006 n. 8324  

 

Il ricorso contro il decreto di liquidazione dei compensi dovuti al perito ed agli altri ausiliari del giudice deve essere proposto avanti al tribunale o alla corte di appello che svolgono funzioni civili o penali, a seconda che il provvedimento impugnato sia stato adottato in un procedimento civile o penale. Il giudice erroneamente adito difetta di giurisdizione, e non semplicemente di competenza, giacché l'art. 1 di entrambi i codici di rito attribuisce ai giudici la funzione loro demandata secondo le norme proprie di ciascuno dei codici stessi. Da ciò consegue che deve essere rilevata la improponibilità o la inammissibilità della impugnazione proposta secondo il rito (e avanti al giudice) civile avverso il provvedimento assunto in un procedimento penale, ancorché gli atti siano stati eventualmente trasmessi al giudice penale, non potendosi nei casi di carenza della giurisdizione applicare il principio fissato all'ultimo comma dell'art. 568 cod. proc. pen. per l'ipotesi di incompetenza del giudice adito. Rigetta, Trib. Milano, 9 gennaio 2002

Cassazione penale sez. V  23 ottobre 2002 n. 39406  

 

È giuridicamente inesistente il provvedimento giurisdizionale che, quantunque materialmente esistente e ascrivibile a un giudice, sia tuttavia privo del requisito minimo della provenienza da un organo giudiziario investito del potere di decisione in una materia riservata agli organi della giurisdizione penale e, come tale, risulti esorbitante, siccome invasivo dello specifico campo riservato al giudice penale, dai limiti interni e oggettivi che, alla stregua dell'ordinamento positivo, discriminano il ramo civile e quello penale nella distribuzione della "jurisdictio". (Fattispecie relativa a un'ordinanza del tribunale civile, ritenuta viziata da difetto assoluto di giurisdizione, di accoglimento del ricorso di difensore avverso decreto di g.i.p. militare in materia di liquidazione dei compensi professionali a norma della l. n. 217 del 1990).

Cassazione penale sez. un.  24 novembre 1999 n. 25  

 

Non è fondata la questione di legittimità, sollevata in riferimento agli artt. 102 comma 1 e 112 Cost. e in relazione agli artt. 1 e 50 comma 1 c.p.p., nei confronti dell'art. 23 comma 1 c.p.p., nella parte in cui prevede che il giudice del dibattimento di primo grado, quando dichiara la propria incompetenza per territorio, ordina la trasmissione degli atti al giudice ritenuto competente anziché al p.m. presso quest'ultimo. In tale situazione, infatti, non vi è lesione dei parametri invocati poiché, nonostante la intervenuta dichiarazione d'incompetenza per territorio, l'azione penale a carico dell'imputato, data l'identità del fatto e del titolo del reato contestato, risulta esercitata da un ufficio del p.m. equiordinato, senza partecipazione di alcun organo giudicante alla formulazione dell'accusa.

Corte Costituzionale  11 marzo 1993 n. 76  



 
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