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Codice proc. penale agg.  al  16 Apr 2015
 
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Art. 106 cod. proc. penale: Incompatibilita’ della difesa di piu’ imputati nello stesso procedimento

1. (( salva la disposizione del comma 4-bis )) la difesa di più imputati può essere assunta da un difensore comune, purché le diverse posizioni non siano tra loro incompatibili.

2. L’autorità giudiziaria, se rileva una situazione di incompatibilità, la indica e ne espone i motivi, fissando un termine per rimuoverla.

3. Qualora l’incompatibilità non sia rimossa, il giudice la dichiara con ordinanza provvedendo alle necessarie sostituzioni a norma dell’articolo 97.

(( 4. Se l’incompatibilità e’ rilevata nel corso delle indagini preliminari, il giudice su richiesta del pubblico ministero o di taluna delle parti private e sentite le parti interessate, provvede a norma del comma 3.

4-bis. Non può essere assunta da uno stesso difensore la difesa di più imputati che abbiano reso dichiarazioni concernenti la responsabilità di altro imputato nel medesimo procedimento o in procedimento connesso ai sensi dell’articolo 12 o collegato ai sensi dell’articolo 371, comma 2, lettera b). Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dei commi 2, 3 e 4. ))


Giurisprudenza annotata

Incompatibilità della difesa di più imputati nello stesso procedimento

L'inosservanza del disposto di cui all'art. 106 comma 4 bis c.p.p., secondo cui non può essere assunta da uno stesso difensore la difesa di più imputati che abbiano reso dichiarazioni concernenti la responsabilità di altro imputato nel medesimo procedimento ovvero in procedimento connesso o probatoriamente collegato, non costituisce causa di nullità o di inutilizzabilità di dette dichiarazioni, comportando essa – oltre la eventuale responsabilità disciplinare del difensore – soltanto la necessità, da parte del giudice, di una verifica particolarmente incisiva relativamente alla loro attendibilità.

Cassazione penale sez. VI  11 ottobre 2012 n. 10887  

 

Il divieto di assunzione da parte di uno stesso difensore della difesa di più imputati, che abbiano reso dichiarazioni concernenti la responsabilità di altro imputato nello stesso procedimento o in procedimento connesso o collegato, è predisposto per evitare che la comunanza delle posizioni difensive influisca sulla genuinità ed indipendenza delle dichiarazioni stesse e comporta la nullità, ancorchè non espressamente prevista, solo in presenza di un effettivo e concreto pregiudizio difensivo dell'imputato.

Cassazione penale sez. VI  08 febbraio 2012 n. 8067

 

L'inosservanza del disposto di cui all'art. 106, comma quarto-bis, cod. proc. pen., secondo cui non pur essere assunta da uno stesso difensore la difesa di pi imputati che abbiano reso dichiarazioni concernenti la responsabilità di altro imputato nel medesimo procedimento, ovvero in procedimento connesso o probatoriamente collegato, non costituisce causa di nullità o di inutilizzabilità di dette dichiarazioni, comportando essa soltanto la necessità, da parte del giudice, di una verifica particolarmente incisiva relativamente alla loro attendibilità. Rigetta, Trib. Napoli, 15 Maggio 2008

Cassazione penale sez. VI  27 novembre 2008 n. 47079  

 

È illegittima la decisione con cui il giudice provvede alla sostituzione del difensore in ragione della incompatibilità con la funzione di testimone, in quanto detta incompatibilità non sussiste e - come già affermato dalla Corte costituzionale con ord. n. 433 del 2001 - i rapporti tra il ruolo del difensore e l'ufficio del testimone, concernendo la sfera della deontologia professionale, non si prestano ad essere disciplinati in termini assoluti ed astratti. Ne deriva che l'illegittimo ricorso da parte del giudice al disposto di cui all'art. 106 c.p.p. determina la nullità del giudizio di merito e della relativa decisione

Cassazione penale sez. V  11 aprile 2007 n. 19312  

 

Il fatto che il difensore dell'imputato sia stato indicato come teste nella lista del p.m. non legittima la sua sostituzione ai sensi dell'art. 106 c.p.p.

Cassazione penale sez. V  11 aprile 2007 n. 19312  

 

L’inosservanza della disposizione di cui all’art. 106, comma 4 bis, c.p.p., secondo cui non può essere assunta da uno stesso difensore la difesa di più imputati che abbiano reso dichiarazioni concernenti la responsabilità di altro imputato nel medesimo procedimento, ovvero in procedimento connesso o probatoriamente collegato,non costituisce causa di nullità o di inutilizzabilità di dette dichiarazioni, comportando essa (oltre la eventuale responsabilità disciplinare del difensore) soltanto la necessità, da parte del giudice, di una verifica particolarmente incisiva relativamente alla loro attendibilità.

Cassazione penale sez. un.  22 febbraio 2007 n. 21834  

 

L'inosservanza della norma di cui all'art. 106, comma 4 bis, c.p.p., secondo la quale non può essere assunta da uno stesso difensore la difesa di più imputati che abbiano reso dichiarazioni concernenti la responsabilità di altro imputato nel medesimo procedimento, non costituisce causa di nullità né di inutilizzabilità delle prove, richiedendo invece una verifica particolarmente incisiva in punto di attendibilità.

Cassazione penale sez. un.  22 febbraio 2007 n. 21834

 

La norma dell’art. 106 comma 4 bis c.p.p., che fa divieto di assumere la difesa di più imputati che abbiano reso dichiarazioni Concernenti la responsabilità di altro imputato nel medesimo procedimento o in procedimento connesso o collegato, non riguarda un caso di incompatibilità perché non attiene ai rapporti tra imputati che dichiarino sulla altrui responsabilità e l’imputato destinatario delle propalazioni accusatorie, ed è volta ad evitare il pericolo che la comunanza delle posizioni difensive influisca sulla genuinità ed indipendenza delle dichiarazioni dei cosiddetti collaboratori di giustizia, rendendole affette da possibili vizi di circolarità.

Cassazione penale sez. II  03 febbraio 2006 n. 11865  

 

L'incompatibilità che, a norma dell'art. 106 c.p.p., vieta l'affidamento della difesa di più imputati ad un unico difensore, sussiste in presenza di una situazione di interdipendenza di posizioni processuali per la quale un imputato ha interesse a sostenere una tesi che risulti pregiudizievole per l'altro imputato. Ne consegue che non è sufficiente ad integrare l'incompatibilità la diversità di posizioni giuridiche o di linee di difesa tra più imputati, ma occorre che la versione difensiva di uno di essi sia assolutamente incompatibile con la versione fornita dagli altri assistiti, così da determinare un contrasto radicale ed insuperabile, tale da rendere impossibile la prospettazione di tesi difensive logicamente inconciliabili da parte di un difensore comune .

Cassazione penale sez. II  19 gennaio 2006 n. 5918  

 

L'incompatibilità che, a norma dell'art. 106 c.p.p., vieta l'affidamento della difesa di più imputati ad un unico difensore, sussiste in presenza di una situazione di interdipendenza di posizioni processuali per la quale un imputato ha interesse a sostenere una tesi che risulti pregiudizievole per l'altro imputato. Ne consegue che non è sufficiente ad integrare l'incompatibilità la diversità di posizioni giuridiche o di linee di difesa tra più imputati, ma occorre che la versione difensiva di uno di essi sia assolutamente incompatibile con la versione fornita dagli altri assistiti, così da determinare un contrasto radicale ed insuperabile, tale da rendere impossibile la prospettazione di tesi difensive logicamente inconciliabili da parte di un difensore comune.

Cassazione penale sez. II  19 gennaio 2006 n. 5918  

 

La violazione del divieto di assumere la difesa di più imputati che abbiano reso dichiarazioni sulla responsabilità di altro imputato nel medesimo procedimento (art. 106 comma 4 bis c.p.p.) non determina l'inutilizzabilità delle prove raccolte, atteso che manca una disposizione di legge che sancisca l'inutilizzabilità, ma costituisce un motivo di nullità, classificabile tra quelle a regime intermedio (art. 180 c.p.p.), in quanto derivante dall'inosservanza di norme incidenti sull'assistenza prestata dal difensore. Ne consegue che tale nullità è soggetta al regime stabilito dall'art. 182 comma 2 c.p.p., e, qualora la parte che abbia assistito all'atto non la abbia eccepita, la nullità è sanata.

Cassazione penale sez. I  07 giugno 2005 n. 26104  



 
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