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Codice proc. penale agg.  al  16 Apr 2015
 
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Art. 108 cod. proc. penale: Termine per la difesa

(( 1. Nei casi di rinuncia, di revoca, di incompatibilità, e nel caso di abbandono, il nuovo difensore dell’imputato o quello designato d’ufficio che ne fa richiesta ha diritto a un termine congruo, non inferiore a sette giorni, per prendere cognizione degli atti e per informarsi sui fatti oggetto del procedimento.

2. Il termine di cui al comma 1 può essere inferiore se vi e’ consenso dell’imputato o del difensore o se vi sono specifiche esigenze processuali che possono determinare la scarcerazione dell’imputato o la prescrizione del reato. In tale caso il termine non può comunque essere inferiore a ventiquattro ore. Il giudice provvede con ordinanza )).


Giurisprudenza annotata

Difesa

La concessione del termine a difesa di cui all'art. 108 c.p.p. presuppone una specifica richiesta del difensore e qualora essa manchi non sussiste l'obbligo del giudice di disporla d'ufficio, considerato che, in tal caso, imprescindibili esigenze di buona organizzazione e di ragionevole durata del processo ne esigono la prosecuzione e che il termine a difesa non può essere imposto al difensore d'ufficio senza rendere il giudice del processo giudice della difesa tecnica. (Rigetta, App. Ancona, 15/12/2011 )

Cassazione penale sez. V  21 novembre 2013 n. 672  

 

La concessione del termine a difesa al Difensore d’ufficio nominato ai sensi dell’art. 108 c.p.p. presuppone, come del resto espressamente previsto dalla norma stessa, una richiesta in tal senso del Difensore medesimo posto che un tale termine non può essere imposto e che imprescindibili esigenze di buona organizzazione e ragionevole durata del processo esigono di procedere oltre nel giudizio quando il nuovo difensore dimostri di non essere interessato ad una dilazione, giacché non può essergli imposto di prendere cognizione degli atti e di preparare una adeguata difesa, a meno di rendere il giudice del processo anche giudice della difesa tecnica.

Cassazione penale sez. V  21 novembre 2013 n. 672  

 

L'art. 108 c.p.p. non si applica all'ipotesi di revoca o rinuncia del precedente - e nomina del nuovo - difensore, che si siano verificate nell'immediatezza della celebrazione del giudizio di legittimità. (Fattispecie nella quale il difensore, deducendo di essere stato officiato per la trattazione del ricorso appena due giorni prima, aveva avanzato richiesta, di un termine di rinvio del dibattimento). Rigetta, App. Trieste, 04/10/2012

Cassazione penale sez. V  19 novembre 2013 n. 9365  

 

Il diritto alla concessione di un congruo termine per la difesa nei casi di rinuncia, revoca, incompatibilità e nel caso di abbandono da parte del precedente difensore può essere esercitato pur quando detti fatti, e la conseguente nomina del nuovo difensore, si siano verificati nell'immediatezza della celebrazione del giudizio

Cassazione penale sez. V  05 marzo 2013 n. 28278  

 

Il difensore nominato come sostituto del titolare non comparso - per asserito legittimo impedimento, ritenuto insussistente dal giudice - non ha diritto alla concessione di un termine a difesa, che, invece, spetta a quello nominato a causa della cessazione definitiva dall'ufficio del precedente difensore per rinuncia, revoca, incompatibilità o abbandono del mandato. Rigetta, App. Milano, 04/02/2011

Cassazione penale sez. V  04 febbraio 2013 n. 23728

 

Il diniego di termini a difesa, ovvero la concessione di termini ridotti rispetto a quelli previsti dall'art. 108, comma 1, c.p.p., non possono dar luogo ad alcuna nullità quando la relativa richiesta non risponda ad alcuna reale esigenza difensiva e l'effettivo esercizio del diritto alla difesa tecnica dell'imputato non abbia subito alcuna lesione o menomazione. (Fattispecie relativa ad un reiterato avvicendamento di difensori - posto in essere in chiusura del dibattimento, secondo una strategia non giustificata da alcuna reale esigenza difensiva, ma con la sola funzione di ottenere una dilatazione dei tempi processuali con il conseguente effetto della declaratoria di estinzione dei reati per prescrizione - in cui la S.C. ha ravvisato un abuso delle facoltà processuali, inidoneo a legittimare ex post la proposizione di eccezioni di nullità).

Cassazione penale sez. un.  29 settembre 2011 n. 155  

 

L'abuso del processo consiste in un vizio, per sviamento, della funzione, ovvero in una frode alla funzione, e si realizza allorché un diritto o una facoltà processuali sono esercitati per scopi diversi da quelli per i quali l'ordinamento processuale astrattamente li riconosce all'imputato, il quale non può in tale caso invocare la tutela di interessi che non sono stati lesi e che non erano in realtà effettivamente perseguiti. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha escluso nel caso di specie qualsiasi violazione del diritto alla difesa, ravvisando un concreto pregiudizio dell'interesse obiettivo dell'ordinamento, e di ciascuna delle parti, alla celebrazione di un giudizio equo in tempi ragionevoli, atteso che lo svolgimento e la definizione del processo di primo grado erano stati ostacolati da un numero esagerato di iniziative difensive - attraverso il reiterato avvicendamento di difensori in chiusura del dibattimento, la proposizione di eccezioni di nullità manifestamente infondate e di istanze di ricusazione inammissibili - con il solo obiettivo di ottenere una reiterazione tendenzialmente infinita delle attività processuali).

Cassazione penale sez. un.  29 settembre 2011 n. 155  

 

L'assenza del difensore di fiducia ad una sola udienza non può interpretarsi come sintomo di un atto abdicativo espresso o di revoca dell'incarico, né di un comportamento di "abbandono" ai fini della concessione al difensore di ufficio del termine a difesa di cui all'art. 108 c.p.p., atteso che tale condotta può essere ricondotta ad una diversa, alternativa ed insindacabile, strategia processuale.

Cassazione civile sez. un.  13 giugno 2011 n. 12903  

 

La mera assenza del difensore all'udienza non integra alcuna delle ipotesi indicate nell'art. 108 c.p.p. per poter ottenere la concessione di un termine a difesa. Dichiara inammissibile, Giud.pace Nereto, 12/05/2009

Cassazione penale sez. V  22 aprile 2010 n. 21899  

 

La mancata concessione del termine a difesa previsto dall'art. 108 c.p.p. determina una nullità generale a regime intermedio che deve essere eccepita, a pena di decadenza, entro il termine di cui all'art. 182, comma 2, c.p.p., e, quindi, al più tardi, immediatamente dopo il provvedimento reiettivo della richiesta, e non può essere dedotta per la prima volta con il ricorso per cassazione. Rigetta, App. Napoli 24 Marzo 2009

Cassazione penale sez. I  25 febbraio 2010 n. 11030  

 

In tema di concessione del termine per preparare la difesa, la disposizione di cui all’art. 108 c.p.p. - che prevede la concessione di un termine al nuovo difensore dell’imputato, o a quello designato in sostituzione nei casi di rinuncia, di revoca, di incompatibilità o di abbandono della difesa - trova applicazione solo nel caso in cui il difensore abbia definitivamente cessato dal suo ufficio e non è applicabile, invece, nelle ipotesi in cui il giudice designi, ai sensi dell’art. 97 comma 4 c.p.p., un sostituto al difensore non comparso, in quanto quest’ultimo ha solo momentaneamente sospeso la sua funzione processuale.

Cassazione penale sez. IV  10 dicembre 2009 n. 7282  



 
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