codice-proc-penale
Codice proc. penale agg.  al  16 Apr 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 111 cod. proc. penale: Data degli atti

1. Quando la legge richiede la data di un atto, sono indicati il

giorno, il mese, l’anno e il luogo in cui l’atto e’ compiuto.

L’indicazione dell’ora e’ necessaria solo se espressamente descritta.

2. Se l’indicazione della data di un atto e’ prescritta a pena di nullità, questa sussiste soltanto nel caso in cui la data non possa stabilirsi con certezza in base ad elementi contenuti nell’atto medesimo o in atti a questo connessi.


Giurisprudenza annotata

Data degli atti

Non è nulla l'ordinanza cautelare priva di data qualora tale elemento pur non risultando direttamente dall'atto, lo si possa evincere da un'attestazione della cancelleria. (Fattispecie in cui in calce all'ordinanza risultava indicata, con timbro della cancelleria, la data di trasmissione al p.m. e dall'attestazione della medesima cancelleria era risultato che quella era la data del deposito). Dichiara inammissibile, Trib. lib. Catania, 20/04/2012

Cassazione penale sez. II  12 marzo 2013 n. 29129  

 

L'omessa attestazione nel provvedimento dell'orario di deposito del decreto di intercettazione emesso d'urgenza dal p.m., nonché la mancanza di analoga attestazione nel provvedimento di convalida del g.i.p., non impediscono l'utilizzazione dei risultati delle operazioni di intercettazione, non trattandosi di adempimenti prescritti dalla legge a pena d'inutilizzabilità. Annulla con rinvio, App. Palermo, 14 Dicembre 2006

Cassazione penale sez. IV  01 ottobre 2008 n. 1217  

 

La data di ricezione di un atto da parte di un ufficio giudiziario, ove non certificata sull'atto stesso, può desumersi da atti equipollenti meritevoli di fede e non può essere posta in discussione se non deducendone la falsità. (Fattispecie nella quale è stata considerata equipollente, ai fini dell'ammissibilità di un appello proposto dal p.m. a norma dell'art. 322 bis c.p.p., l'attestazione sulla copertina del fascicolo del P.M., apposta dalla segreteria dell'ufficio di Procura, della data di ricezione del provvedimento di rigetto di una richiesta di sequestro preventivo). Annulla senza rinvio, Trib. lib. Napoli, 13 Febbraio 2007

Cassazione penale sez. VI  05 dicembre 2007 n. 4231  

 

L'omessa attestazione, nel provvedimento di convalida, dell'ora di ricezione del decreto di intercettazione emesso d'urgenza dal pubblico ministero, e dell'ora di emissione del provvedimento di convalida medesimo, non legittima una presunzione di non tempestività degli adempimenti e conseguentemente la dichiarazione di inutilizzabilità dei risultati delle operazioni di intercettazione, ben potendo risultare "aliunde" il rispetto delle cadenze temporali di legge. (Rigetta, Trib. lib. Palermo, 29 giugno 2006)

Cassazione penale sez. II  21 febbraio 2007 n. 11921  

 

In tema di notifica dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari la nullità per difetto (per mancanza totale, incompletezza o errore) dell'indicazione della data della consegna nella copia notificata all'interessato sussiste solo nel caso in cui la data non possa stabilirsi con certezza, in base ad elementi contenuti nell'atto medesimo o in atti a questo connessi, secondo quanto previsto dall'art. 111 c.p.p. Pertanto, nell'ipotesi in cui la notifica sia avvenuta nelle forme di cui all'art. 157 c.p.p., e le attestazioni della copia notificata non siano complete, non si versa in un'ipotesi di contraddizione tra la relazione scritta sulla copia consegnata e quella contenuta nell'originale, circostanza in cui, per ciascun interessato farebbero fede le attestazioni contenute nella copia notificata, ai sensi del comma 2 dell'art. 168 c.p.p., ma va adottato il criterio dell'integrazione dell'atto notificato con i dati emergenti dall'originale. (Fattispecie in cui la Corte di cassazione ha rigettato la tesi secondo cui, in caso di notifica dell'avviso di conclusione delle indagini consegnato all'indagato, in assenza dell'indicazione del giorno, tale elemento doveva essere individuato presuntivamente nell'ultimo giorno del mese, con conseguente violazione del termine previsto dal comma 3 dell'art. 415 bis c.p.p.; in questo caso, infatti, in ossequio al criterio di conformità alla realtà processuale, il giorno della notifica poteva essere individuato facendo riferimento alla data completa riportata nell'originale dell'atto).

Cassazione penale sez. II  04 novembre 2005 n. 41559  

 

L'attestazione dell'ora di ricezione presso l'ufficio g.i.p. della richiesta di convalida del provvedimento d'urgenza di proroga delle intercettazioni e l'attestazione sul conseguente decreto di convalida dell'ora di emissione non sono adempimenti prescritti dalla legge a pena d'inutilizzabilità dei risultati delle intercettazioni, ma l'eventuale intempestività di tali atti può essere provata attraverso le annotazioni apposte sul registro interno di passaggio. E’ onere della parte, che deduce l'inutilizzabilità dei risultati delle intercettazioni, richiedere una certificazione delle annotazioni del registro interno di passaggio alla cancelleria o segreteria degli uffici interessati per fare così risultare il mancato rispetto delle cadenze temporali previste per il procedimento di convalida.

Cassazione penale sez. VI  07 luglio 2005 n. 38325  

 

In tema di ordinanza cautelare, non sussiste alcuna nullità allorquando sia indicato come luogo di adozione del provvedimento, rientrante nel concetto di data ai sensi dell'art. 111 c.p.p., una città diversa dalla sede del giudice ma pur sempre rientrante nella circoscrizione giudiziaria cui il magistrato sia addetto. (Applicando il principio la Corte ha ritenuto perfettamente integrato il requisito della data con l'indicazione di Treviso quale luogo di emissione del provvedimento, trattandosi di ordinanza del g.i.p. del tribunale di Venezia che aveva agito con competenza distrettuale ai sensi dell'art. 328 comma 1 bis c.p.p.).

Cassazione penale sez. II  30 maggio 2001 n. 28733  

 

In tema di ordinanza cautelare, non sussiste alcuna nullità allorquando sia indicato come luogo di adozione del provvedimento, rientrante nel concetto di data ai sensi dell'art. 111 c.p.p., una città diversa dalla sede del giudice ma pur sempre rientrante nella circoscrizione giudiziaria cui il magistrato sia addetto. (Applicando il principio la Corte ha ritenuto perfettamente integrata il requisito della data con l'indicazione di Treviso quale luogo di emissione del provvedimento, trattandosi di ordinanza del g.i.p. del tribunale di Venezia che aveva agito con competenza distrettuale ai sensi dell'art. 328 comma 1 bis c.p.p.).

Cassazione penale sez. II  30 maggio 2001 n. 28733  

 

Nel caso di notificazione del decreto penale di condanna all'imputato, se la notifica venga eseguita ai sensi dell'art. 157, comma 6, c.p.p., la mancanza o l'erroneità dell'indicazione della data della consegna, nella relazione che deve essere scritta all'esterno del plico, determina la nullità della notifica, ai sensi degli art. 178, comma 1, lett. c) e 111, comma 2 c.p.p., se la data non possa stabilirsi con certezza in base ad elementi contenuti nella relazione o negli atti trovantisi all'interno del plico, destinati a pervenire, con la relazione, al destinatario.

Cassazione penale sez. V  23 aprile 1992

 

In tema di notifica di decreto penale di condanna la nullità per difetto (per mancanza totale, incompletezza o errore) dell'indicazione della data della consegna nella copia notificata all'interessato sussiste solo nel caso in cui la data non possa stabilirsi con certezza, in base ad elementi contenuti nell'atto medesimo o in atti a questo connessi, secondo quanto previsto dall'art. 111 c.p.p. Nell'ipotesi in cui la notifica sia avvenuta nelle forme previste dall'art. 156 comma 7 c.p.p., detti elementi, atteso il disposto del comma 2 dell'art. 168 stesso codice, debbono ritenersi essere solo quelli contenuti nella relazione scritta all'esterno del plico ovvero negli atti, trovatisi all'interno di questo, in quanto destinati a pervenire - con la relazione - all'interessato (Fattispecie in cui nella relazione di notifica apposta sulla copia del decreto figurava la data del 20 gennaio, mentre il precetto steso pedissequamente al decreto recava la data del 26 gennaio dello stesso anno e la relazione restituita all'ufficio giudiziario quella del successivo 20 febbraio; la Cassazione ha sostenuto che non era possibile sulla base di tali elementi ricostruire con certezza la data dell'atto ex art. 111 comma 2 c.p.p. e ha ritenuto la nullità della notificazione).

Cassazione penale sez. V  23 aprile 1992



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti