Codice proc. penale Agg. il 16 aprile 2015

Codice proc. penale Art. 115 cod. proc. penale: Violazione del divieto di pubblicazione

Codice proc. penale Agg. il 16 aprile 2015



1. Salve le sanzioni previste dalla legge penale, la violazione del divieto di pubblicazione previsto dagli articoli 114 e 329 comma 3 lettera b) costituisce illecito disciplinare quando il fatto e’ commesso da impiegati dello Stato o di altri enti pubblici ovvero da persone esercenti una professione per la quale e’ richiesta una speciale abilitazione dello Stato.

2. Di ogni violazione del divieto di pubblicazione commessa dalle persone indicate nel comma 1 il pubblico ministero informa l’organo titolare del potere disciplinare.

Giurisprudenza annotata

Violazione del divieto di pubblicazione

È generalissimo ed indefettibile principio del nostro ordinamento giuridico (art. 2697 c.c.; art. 115 c.p.p.), di risalente derivazione romanistica, che l'onere della prova spetta all'attore ("incumbit ei qui dicit") sicché - tranne gli sporadici casi in cui eccezionalmente è ammessa la ed. "inversione" il medesimo è tenuto a fornire al giudice tutti gli elementi (legali, documentali, testimoniali, logici, fattuali, storici dell'esperienza, ecc.) su cui fonda la propria pretesa; tanto più questo principio assume rilevante validità nell'ambito processuale se, come nella specie, si tratta di peculiari ed innovative figure di danno (ad esempio: all'immagine, da perdita di chance, da disservizio, ecc.) che si discostano dai tradizionali parametri civilistici.

Corte Conti reg. (Trentino-Alto Adige) sez. giurisd.  14 dicembre 2006 n. 130  

 

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 205 c.p., sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 97 Cost., nella parte in cui prevede che le misure di sicurezza - ivi compresa la libertà vigilata irrogabile nell'ipotesi di quasi-reato (art. 115 c.p.) - possano essere applicate solo con la sentenza di condanna o di proscioglimento e non anche con il decreto di archiviazione (la Corte, in motivazione, ha affermato, richiamando la propria giurisprudenza, che il decreto di archiviazione ha natura procedimentale e si sostanzia in un mero accertamento di superfluità del processo, conseguendone che ad esso non può accedere un provvedimento di applicazione di una misura di sicurezza il quale presuppone un vero e proprio giudizio di merito, effettuato nell'esercizio di un potere di giurisdizione: in primo luogo, nel caso in esame, l'accertamento che il fatto contestato sussista, sia stato commesso dal soggetto e costituisca quasi-reato; in secondo luogo, l'accertamento che la persona cui il quasi-reato è addebitato sia socialmente pericolosa).

Corte Costituzionale  15 luglio 1993 n. 319  

 

Con la sentenza emessa ai sensi dell'art. 444 comma 2 c.p.p., per imputazione di guida senza patente, deve essere disposta la confisca del veicolo ex art. 80 bis codice stradale, trattandosi di confisca obbligatoria, nonostante l'art. 115, comma 1, c.p.p. consenta la confisca nei soli casi previsti dall'art. 240, comma 2, c.p.

Procura gen. Corte appello Bologna  12 gennaio 1990



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