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Codice proc. penale agg.  al  16 Apr 2015
 
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Art. 116 cod. proc. penale: Copie, estratti e certificati

1. Durante il procedimento e dopo la sua definizione, chiunque vi abbia interesse può ottenere il rilascio a proprie spese di copie, estratti o certificati di singoli atti.

2. Sulla richiesta provvede il pubblico ministero o il giudice che procede al momento della presentazione della domanda ovvero, dopo la definizione del procedimento, il presidente del collegio o il giudice che ha emesso il provvedimento di archiviazione o la sentenza.

3. Il rilascio non fa venire meno il divieto di pubblicazione stabilito dall’articolo 114.

(( 3-bis. Quando il difensore, anche a mezzo di sostituti, presenta all’autorità giudiziaria atti o documenti, ha diritto al rilascio di attestazione dell’avvenuto deposito, anche in calce ad una copia)).


Giurisprudenza annotata

Copie, estratti, certificati

È inoppugnabile il provvedimento con il quale il giudice per le indagini preliminari rigetta l'istanza della persona indagata di rilascio di copia della richiesta di archiviazione all'esito di una valutazione degli interessi coinvolti nel procedimento, non trattandosi di atto abnorme. (Dichiara inammissibile, Gip Trib. Reggio Calabria, 26/11/2012 )

Cassazione penale sez. VI  13 dicembre 2013 n. 14999  

 

Al fine di porre il giudice in una condizione tale da potergli permettere di effettuare una verifica effettiva relativa all'inesistenza del controllo giurisdizionale ex art. 15 Cost., la parte che, in un procedimento, eccepisce la mancanza o l'illegittimità dell'autorizzazione per opporsi all'utilizzabilità degli esiti di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni in un procedimento diverso da quello nel quale esse furono disposte, ha l'onere di produrre il decreto autorizzativo (in caso, richiedendone copia ex art. 116 c.p.p.).

Cassazione penale sez. II  10 ottobre 2013 n. 3253  

 

In tema di misure cautelari, è presupposto necessario per l'esercizio del diritto di accesso ai file audio contenenti le registrazioni delle intercettazioni telefoniche l'utilizzo effettivo delle conversazioni captate nel provvedimento limitativo della libertà professionale. (Fattispecie nella quale la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso con cui è stata dedotta la nullità dell'interrogatorio di garanzia per mancata consegna dei file contenenti il traffico intercettato non essendo stato dimostrato il loro utilizzo ai fini cautelari). Dichiara inammissibile, Trib. lib. Bari, 16/04/2012

Cassazione penale sez. III  13 dicembre 2012 n. 4865  

 

Non ogni denuncia di reato presentata dalla p.a. all'autorità giudiziaria costituisce atto coperto da segreto istruttorio penale, potendosi registrare casi in cui la denuncia è presentata dall'Amministrazione nell'esercizio delle proprie istituzionali funzioni amministrative. È anche vero il contrario nei casi in cui la p.a. agisca nell'esercizio di funzioni di polizia giudiziaria specificamente attribuitele dall'ordinamento. In tali ultimi casi, gli atti redatti sono soggetti a segreto istruttorio ai sensi dell'art. 329 c.p.p. e conseguentemente sottratti all'accesso ai sensi dell'art. 24, l. n. 241 del 1990. Ciò non significa, tuttavia, che le esigenze di conoscenza di tali atti manifestate dal privato siano del tutto sconosciute dall'ordinamento; infatti la questione trova regolamentazione nell'art. 116 c.p.p. Dunque, le istanze conoscitivo/difensive potranno trovare legittimo interlocutore nell'autorità giudiziaria penale ove gli atti alla cui ostensione ha interesse siano correlati ad attività di P.G. Mentre, ove tale correlazione manchi (ma non è questo elemento riscontrabile nella fattispecie), potranno essere oggetto di istanza ad hoc indirizzata al competente Corpo di Polizia Municipale.

T.A.R. Roma (Lazio) sez. I  04 dicembre 2012 n. 10086  

 

Di fronte ad atti di polizia giudiziaria o comunque coperti dal segreto istruttorio ex art. 329 c.p.p. vige il divieto di pubblicazione sancito dall'art. 114 c.p.p.. Ciò non significa, tuttavia, che le esigenze di conoscenza di tali atti manifestate dal privato a fini difensivi siano del tutto disconosciute dall'ordinamento. La questione trova regolamentazione nell'art. 116 c.p.p., a tenore del quale "durante il procedimento e dopo la sua definizione, chiunque vi abbia interesse può ottenere il rilascio a proprie spese di copie, estratti o certificati di singoli atti"; il delicato compito di valutare e bilanciare le contrapposte esigenze implicate in tali vicende è stato affidato all'autorità giudiziaria penale, dato che sulla richiesta provvede il p.m. o il giudice che procede al momento della presentazione della domanda. Dunque, le istanze conoscitivo/difensive trovano nella specie legittimo interlocutore nell'autorità giudiziaria penale, sulla base delle norme predette.

T.A.R. Roma (Lazio) sez. III  06 novembre 2012 n. 9099

 

Di fronte ad atti di polizia giudiziaria coperti dal segreto istruttorio ex art. 329 c.p.p., vige il divieto di pubblicazione sancito dall'art. 114 c.p.p. Ciò non significa, tuttavia, che le esigenze di conoscenza di tali atti manifestate dal privato a fini difensivi siano del tutto disconosciute dall'ordinamento. La questione trova regolamentazione nell'art 116 c.p.p., a tenore del quale "Durante il procedimento e dopo la sua definizione, chiunque vi abbia interesse può ottenere il rilascio a proprie spese di copie, estratti o certificati di singoli atti"; il delicato compito di valutare e bilanciare le contrapposte esigenze implicate in tali vicende è stato affidato all'A.G. penale, dato che "Sulla richiesta provvede il p.m. o il giudice che procede al momento della presentazione della domanda (…)" (art. 116, comma 2). Dunque, le istanze conoscitivo/difensive del ricorrente troveranno legittimo interlocutore nell'a.g. Penale.

T.A.R. Catania (Sicilia) sez. I  20 settembre 2012 n. 2220  

 

L'ingiustificato diniego del giudice al rilascio in favore dell'imputato richiedente di copia di un supporto audio acquisito al processo come prova documentale comporta l'inutilizzabilità del contenuto dello stesso per violazione del diritto di difesa. (Nella specie il giudice aveva negato il rilascio di copia di una audiocassetta, riportante la registrazione da parte di un teste di un colloquio avuto con la persona offesa, in ragione della mancanza della strumentazione necessaria per la duplicazione). Annulla con rinvio, App. Napoli, 20 marzo 2009

Cassazione penale sez. III  27 maggio 2010 n. 32950  

 

Sono utilizzabili le videoregistrazioni acquisite in copia - attestata come conforme all'originale esistente in procedimento riguardante i medesimi fatti e oggetto di separazione perché relativo ad imputati maggiorenni - senza necessità di perizia o di partecipazione della difesa all'acquisizione, in quanto esse costituiscono documentazione di attività investigativa, integrate nel verbale che deve accompagnarle, descrittivo di atti non ripetibili compiuti dalla polizia giudiziaria, e non documenti, e confluiscono nel materiale probatorio come prove atipiche previste dall'art. 189 c.p.p. (Nella specie, le registrazioni, eseguite mediante telecamera ubicata sul tetto di un edificio condominiale, avevano consentito di registrare un intenso traffico di stupefacenti che si svolgeva nella strada su cui il fabbricato si affacciava). Rigetta, App. Palermo, 10 giugno 2009

Cassazione penale sez. I  20 aprile 2010 n. 17705  

 

La parte che eccepisce nel procedimento "ad quem" la mancanza o l'illegittimità dell'autorizzazione per opporsi all'utilizzabilità degli esiti di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni in un procedimento diverso da quello nel quale esse furono disposte, ha l'onere di produrre il decreto autorizzativo (se del caso, richiedendone copia ex art. 116 c.p.p.), in modo da porre il giudice in grado di verificare l'effettiva inesistenza nel procedimento "a quo" del controllo giurisdizionale prescritto dall'art. 15 cost. Dichiara inammissibile, Trib. lib. Napoli, 19 Giugno 2008

Cassazione penale sez. VI  15 gennaio 2009 n. 6875  



 
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