Codice proc. penale Agg. il 16 aprile 2015

Codice proc. penale Art. 120 cod. proc. penale: Testimoni ad atti del procedimento

Codice proc. penale Agg. il 16 aprile 2015



1. Non possono intervenire come testimoni ad atti del procedimento:

a) i minori degli anni quattordici e le persone palesemente

affette da infermità di mente o in stato di manifesta ubriachezza o intossicazione da sostanze stupefacenti o psicotrope. La capacita’ si presume sino a prova contraria;

b) le persone sottoposte a misure di sicurezza detentive o a misure di prevenzione.

Giurisprudenza annotata

Testimoni ad atti del procedimento

Il minore degli anni quattordici può essere sentito, a norma dell'art. 196 cod.proc.pen., in qualità di testimone in ordine ai fatti del procedimento penale, dovendosi applicare il divieto previsto dall'art. 120 cod.proc.pen. solo alla testimonianza ad atti del procedimento. Dichiara inammissibile, App. Messina, 5 Luglio 2005

Cassazione penale sez. VI  11 marzo 2008 n. 23979  

 

Attesa la sostanziale analogia tra la disposizione di cui all'art. 322 bis c.p.p. e quella di cui all'art. 310 c.p.p., l'ambito di applicabilità della prima non può estendersi al di fuori di tale ipotesi, sino a ricomprendere quei provvedimenti aventi natura sostanzialmente amministrativa che intervengono nella fase dell'esecuzione della misura cautelare reale e che si sostanziano in provvedimenti di autorizzazione al compimento di atti giuridici di natura privatistica concernenti le vicende e la gestione dei beni stessi. La nomina del custode dei beni sottoposti a vincolo cautelare non è prevista da alcuna norma specifica in materia di sequestro preventivo, ma è disciplinata per analogia dell'art. 259 c.p.p., che prevede che le cose sequestrate siano affidate in custodia alla cancelleria (del giudice) o alla segreteria (del p.m.) e che, solo quando ciò non sia possibile o non opportuno, l'a.g. disponga che la custodia avvenga in luogo diverso determinandone il modo e nominando un custode idoneo ai sensi dell'art. 120 c.p.p., sottoposto all'obbligo di conservare e di presentare le cose ad ogni richiesta dell'a.g., nonché alle pene previste per chi trasgredisce ai doveri di custodia.

Tribunale Milano  16 novembre 2000

 



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