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Codice proc. penale agg.  al  16 Apr 2015
 
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Art. 123 cod. proc. penale: Dichiarazioni e richieste di persone detenute o internate

1. L’imputato detenuto o internato in un istituto per l’esecuzione di misure di sicurezza ha facoltà di presentare impugnazioni, dichiarazioni e richieste con atto ricevuto dal direttore. Esse sono iscritte in apposito registro, sono immediatamente comunicate all’autorità competente e hanno efficacia come se fossero ricevute direttamente dall’autorità giudiziaria.

2. Quando l’imputato e’ in stato di arresto o di detenzione domiciliare ovvero e’ custodito in un luogo di cura, ha facoltà di presentare impugnazioni, dichiarazioni e richieste con atto ricevuto da un ufficiale di polizia giudiziaria, il quale ne cura l’immediata trasmissione all’autorità competente. Le impugnazioni, le dichiarazioni e le richieste hanno efficacia come se fossero ricevute direttamente dall’autorità giudiziaria.

2. Quando l’imputato e’ in stato di arresto o di detenzione domiciliare ovvero e’ custodito in un luogo di cura, ha facoltà di presentare impugnazioni, dichiarazioni e richieste con atto ricevuto da un ufficiale di polizia giudiziaria, il quale ne cura l’immediata trasmissione all’autorità competente. Le impugnazioni, le dichiarazioni e le richieste hanno efficacia come se fossero ricevute direttamente dall’autorità giudiziaria.

3. Le disposizioni del comma 1 si applicano alle denunce, impugnazioni, dichiarazioni e richieste presentate dalle altre parti private o dalla persona offesa.


Giurisprudenza annotata

Dichiarazioni e richieste di persone detenute o internate

La richiesta del detenuto di essere sentito dall'autorità giudiziaria in relazione ad un procedimento pendente nei suoi confronti, iscritta presso l'ufficio matricola del luogo di detenzione, deve considerarsi presentata al magistrato competente anche in caso di errata indicazione dello stesso da parte dell'istante, atteso il disposto dell'art. 123, c.p.p., dal quale è desumibile un preciso onere a carico dell'amministrazione penitenziaria, con la conseguenza che, l'omessa audizione dell'interessato, nei procedimenti disciplinati dall'art. 666 c.p.p., pure quando segue ad una inesattezza attribuibile a quest'ultimo, determina la nullità del successivo provvedimento. (Fattispecie in tema di procedimento di sorveglianza). (Annulla con rinvio, Trib.sorv. Brescia, 25/02/2014 )

Cassazione penale sez. I  10 dicembre 2014 n. 53530

 

La dichiarazione di avvenuta nomina del difensore di fiducia, effettuata dal soggetto in stato detentivo nelle forme previste dall'art. 123 c.p.p., deve essere comunicata dal direttore dell'Istituto penitenziario soltanto all'Autorità giudiziaria ma non anche al professionista designato, incombendo tale onere informativo esclusivamente all'imputato, con la conseguenza che il mancato intervento del fiduciario determinato dalla negligenza del nominante non può costituire causa di invalidità degli atti processuali. (Fattispecie in cui il difensore, designato anche da altri indagati, aveva ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini preliminari in ordine a tutte le contestazioni formulate nell'ambito di un procedimento comune a questi e al detenuto che lo aveva nominato omettendo però di informarlo). (Annulla con rinvio, Ass.App. Napoli, 23/01/2013)

Cassazione penale sez. I  04 aprile 2014 n. 23611  

 

Le dichiarazioni e le richieste connesse a diritti o facoltà riconosciuti, nell'ambito del procedimento, all'imputato in stato detentivo ed effettuate con atto ricevuto dal direttore dello stabilimento di custodia hanno immediata efficacia, a norma dell'art. 123 c.p.p., come se fossero direttamente ricevute dall'autorità giudiziaria destinataria. (In applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto illegittimo il provvedimento con il quale il giudice del merito, ponendo riferimento alla data di deposito presso la cancelleria e non a quella, tempestiva, di presentazione presso l'ufficio del direttore del carcere, aveva rigettato richiesta di giudizio abbreviato ritenendola avanzata oltre il termine di decadenza stabilito dall'art. 458 c.p.p.). Annulla senza rinvio, App. Napoli, 06/03/2013

Cassazione penale sez. III  12 dicembre 2013 n. 3147  

 

In tema di riesame di misure cautelari personali, qualora l'imputato detenuto si avvalga della facoltà, prevista dall'art. 123 c.p.p., di presentare l'impugnazione con atto ricevuto dal direttore dell'Istituto penitenziario in orario pomeridiano, il termine di dieci giorni per provvedere sull'istanza di riesame decorre dal giorno successivo al deposito dell'atto. Rigetta, Trib. lib. Catanzaro, 15/03/2011

Cassazione penale sez. VI  04 ottobre 2011 n. 42710  

 

La disposizione di cui all'art. 123 c.p.p. riguarda soltanto le dichiarazioni e le richieste connesse a diritti o facoltà riconosciuti all'imputato detenuto nell'ambito del procedimento e non ogni corrispondenza privata dello stesso, ancorché indirizzata all'autorità giudiziaria. (Fattispecie in cui il ricorrente eccepiva l'incompetenza territoriale dell'autorità giudiziaria che aveva ricevuto una sua missiva dal contenuto calunnioso, sostenendo che la competenza si era radicata ai sensi della norma succitata nel luogo in cui egli era detenuto al momento della spedizione, atteso che la missiva era stata consegnata per la trasmissione all'ufficio matricola dell'istituto di detenzione). Dichiara inammissibile, App. Perugia, 30 settembre 2008

Cassazione penale sez. VI  16 novembre 2010 n. 42151  

 

Il controllo della tempestività delle impugnazioni presentate dal detenuto al direttore del carcere, ai sensi dell'art. 123 c.p.p., deve aver riguardo alla data di deposito delle stesse presso l'ufficio matricola. Annulla senza rinvio, Trib.sorv. Milano, 10 settembre 2009

Cassazione penale sez. I  11 novembre 2010 n. 42303  

 

L'art. 123 c.p.p. attribuisce al detenuto la facoltà di presentare impugnazioni, dichiarazioni e richieste con atto ricevuto dal direttore dell'istituto penitenziario, prevedendo, altresì, la loro iscrizione in apposito registro e l'immediata comunicazione all'autorità giudiziaria; simili dichiarazioni, impugnazioni e richieste hanno efficacia come se fossero ricevute direttamente dalla medesima autorità giudiziaria. A mente di tale disposizione, non è possibile scindere il momento della presentazione della richiesta da quello dell'immediato decorso di detto termine, non solo per la ragione che all'interessato, il quale si trovi detenuto, è preclusa la possibilità di attivare il mezzo processuale più rapido recandosi a presentare la richiesta di riesame presso la cancelleria competente, ma anche perché lo stesso art. 123 c.p.p. espressamente equipara la presentazione al direttore del carcere alla ricezione da parte dell'autorità competente, attribuendo immediata efficacia all'atto come se fosse direttamente ricevuto dall'autorità giudiziaria destinataria. Pertanto, in caso di presentazione dell'istanza di riesame da parte del detenuto presso la direzione del carcere, questa deve considerarsi come depositata presso la cancelleria del tribunale del riesame e gli atti devono essere trasmessi entro cinque giorni da tale momento, non rilevando la diversa data in cui l'istanza dovesse pervenire dal carcere alla cancelleria del tribunale del riesame.

Tribunale Bari sez. riesame  30 luglio 2010

 

La dichiarazione di nomina del difensore di fiducia effettuata ai sensi dell'art. 123 c.p.p. dall'imputato o dall'indagato detenuto ha efficacia immediata indipendentemente dall'osservanza dell'obbligo di comunicazione della stessa all'autorità giudiziaria procedente; ne consegue che, in mancanza del previo avviso al difensore di fiducia così nominato, sono affetti da nullità assoluta, ai sensi degli art. 178 lett. c) e 179 c.p.p., la costituzione del rapporto processuale relativo al giudizio di secondo grado e la relativa sentenza.

Cassazione penale sez. I  04 ottobre 2007 n. 40495  



 
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