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Codice proc. penale agg.  al  16 Apr 2015
 
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Art. 126 cod. proc. penale: Assistenza al giudice

1. Il giudice, in tutti gli atti ai quali procede, e’ assistito dall’ausiliario a ciò designato a norma dell’ordinamento, se la legge non dispone altrimenti.


Giurisprudenza annotata

Assistenza al giudice

Non è incompatibile ad assumere l'ufficio di testimone l'esperto di neuropsichiatria infantile che abbia precedentemente partecipato all'assunzione delle sommarie informazioni rese al p.m. dal minorenne offeso dal reato, trattandosi di professionista esterno non inquadrabile nella categoria degli ausiliari, in cui possono essere ricompresi solo i soggetti o i collaboratori dell'autorità giudiziaria appartenenti all'amministrazione della giustizia. (Rigetta, App. Napoli, 11/04/2013 )

Cassazione penale sez. III  28 maggio 2014 n. 26470  

 

Deve escludersi l'incompatibilità con l'ufficio di testimone per il consulente tecnico incaricato dal P.M. non rivestendo costui la qualità di ausiliario dell'organo inquirente, in quanto è tale solo l'ausiliario in senso tecnico che appartiene al personale della segreteria o della cancelleria dell'ufficio giudiziario e non già un soggetto estraneo all'amministrazione giudiziaria che si trovi a svolgere, di fatto ed occasionalmente, determinate funzioni previste dalla legge. Rigetta, App. Milano, 4 Dicembre 2006

Cassazione penale sez. III  17 gennaio 2008 n. 8377  

 

L'art. 555 del codice di rito menziona tra i requisiti del decreto di citazione a giudizio nel procedimento già pretorile la sottoscrizione del p.m. e quella dell'ausiliario che lo assiste, ma non riconnette alcuna nullità alla mancata sottoscrizione da parte dell'ausiliario dell'atto, che è proprio del p.m. che lo redige e lo sottoscrive. In virtù della funzione di assistenza che l'ausiliario è chiamato a svolgere, a norma dell'art. 126 c.p.p., la sottoscrizione in calce al decreto di citazione assolve soltanto ad un onere funzionale di documentazione e certificazione di autenticità. Ne consegue che la mancanza di siffatto requisito non comporta l'inesistenza giuridica del decreto, ipotizzabile semmai per la diversa ipotesi in cui manchi la sottoscrizione del p.m., che è elemento essenziale ai fini del perfezionamento e, dunque, della giuridica esistenza - del decreto di citazione a giudizio, in funzione dell'esercizio dell'azione penale che compete, in via esclusiva, al p.m..

Cassazione penale sez. V  07 febbraio 2000 n. 4388  

 

In tema di "videoconferenza" dei collaboranti di giustizia, la persona cui è affidato il compito - ex art. 147 bis delle disp. att. c.p.p., come sost. dall'art. 3 l. 7 gennaio 1998 n. 11 - di essere presente nel luogo in cui si trova il collaborante di giustizia, di attestarne l'identità e di dare atto delle cautele adottate per assicurare la genuinità dell'esame, non svolge funzioni di assistenza all'udienza, perché queste sono espletate dall'ausiliario del giudice presente nell'aula in cui si svolge il processo. Ne consegue che la funzione sopra indicata può essere svolta - come nel caso - da un carabiniere addetto al servizio centrale di protezione, anche perché l'art. 126 c.p.p., nel prevedere che il giudice, in tutti gli atti ai quali procede, sia assistito "dall'ausiliario a ciò designato a norma dell'ordinamento", fa salva l'ipotesi che legge disponga diversamente: e, nella specie, ciò è esattamente quanto prevede la norma in questione.

Cassazione penale sez. VI  20 novembre 1998 n. 3333  

 



 
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