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Codice proc. penale agg.  al  13 Apr 2015
 
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Art. 13 cod. proc. penale: Connessione di procedimenti di competenza di giudici ordinari e speciali

1. Se alcuni dei procedimenti connessi appartengono alla competenza di un giudice ordinario e altri a quella della Corte costituzionale, è competente per tutti quest’ultima.

2. Fra reati comuni e reati militari, la connessione di procedimenti opera soltanto quando il reato comune è più grave di quello militare, avuto riguardo ai criteri previsti dall’articolo 16 comma 3. In tale caso, la competenza per tutti i reati è del giudice ordinario.


Giurisprudenza annotata

Competenza penale

La connessione tra procedimenti appartenenti alla giurisdizione ordinaria ed altri pertinenti alla

giurisdizione militare, che ai sensi dell'art. 13, comma 2, c.p.p., determina la competenza del g.o.

anche per il reato militare quando questo sia meno grave di quello comune, opera soltanto nei casi

stabiliti dal precedente art. 12, tra i quali non rientrano le ipotesi di identità delle persone offese

o di c.d. "connessione probatoria" o di esistenza di un'unica "notitia criminis" relativa a più reati.

Rigetta, App. Mil. Roma, 26 settembre 2008

Cassazione penale sez. I 01 dicembre 2009 n. 1110

La connessione tra procedimenti di competenza del giudice ordinario e di competenza del giudice

militare determina, ex art. 13, comma 2, c.p.p., l'attrazione di questi ultimi nella giurisdizione

ordinaria solo se, trattandosi di procedimenti per reati diversi, il reato comune è più grave di quello

militare; negli altri casi, invece, le sfere di giurisdizione, ordinaria e militare, rimangono separate e

pertanto, se la connessione concerne procedimenti relativi ad uno stesso reato militare commesso

da militari in concorso con civili, il giudice militare mantiene integra nei confronti dei militari la

giurisdizione ed il giudice ordinario esercita la giurisdizione nei confronti dei concorrenti civili.

(Facendo applicazione di tale principio, la Corte ha rigettato il ricorso avverso la sentenza di merito

che aveva ritenuto che la giurisdizione militare in ordine al reato di cui all'art. 185 c.p. mil. g. non

potesse essere esclusa per effetto dell'asserita partecipazione di civili alla realizzazione della strage

di Sant'Anna di Stazzema).

Cassazione penale sez. I 08 novembre 2007 n. 4060

In tema di reato militare commesso in concorso da civili e da militari, il giudice ordinario esercita

la giurisdizione nei confronti dei soli concorrenti civili, sussistendo per i secondi la giurisdizione

del giudice militare, poiché l'attrazione dei reati militari verso la giurisdizione ordinaria opera solo

nell'ipotesi di connessione disciplinata dall'art. 13, comma 2, c.p.p. in cui il reato comune è più

grave di quello militare (nella specie, la Corte ha confermato la sentenza di merito, nella parte in cui

aveva rigettato l'eccezione di difetto di giurisdizione militare in riferimento alla strage di Sant'Anna

di Stazzema, alla cui perpetrazione da parte delle truppe naziste avrebbero cooperato civili italiani).

Cassazione penale sez. I 08 novembre 2007 n. 4060

La disposizione contenuta nell'art. 13 c.p.p. disciplina l'intera materia della connessione dei

procedimenti di competenza di giudici ordinari e di giudici speciali e ha conseguentemente

determinato l'abrogazione dell'art. 264 c.p.m.p., che nel vigore del precedente c.p.p. aveva la

medesima funzione. Non è condivisibile la tesi che le due disposizioni sopra indicate si integrino

o si sommino tra di loro. Detta tesi contrasta con la formulazione dell'art. 13 c.p.p. e non tiene

conto del fatto che il nuovo c.p.p., nel riconoscere una rilevanza limitata alla connessione, ha inteso

salvaguardare la giurisdizione penale militare specializzata, anche per la particolare composizione

collegiale che la caratterizza. Quando esiste connessione tra procedimenti di competenza del

giudice ordinario e procedimenti di competenza del giudice militare, la giurisdizione spetta per tutti

al giudice ordinario, a norma dell'art. 13, comma 2, c.p.p., soltanto se, trattandosi di procedimenti

per reati diversi, il reato comune è più grave di quello militare, mentre in tutti gli altri casi

rimangono separate le rispettive sfere di giurisdizione. Pertanto, nel caso in cui nel reato militare

concorrano civili insieme con i militari, nonostante la connessione tra i procedimenti, le sfere di

giurisdizione rimangono separate e il giudice militare mantiene integra nei confronti dei concorrenti

militari la propria giurisdizione.

Cassazione penale sez. un. 25 ottobre 2005 n. 5135

Il concorso di civili nel reato militare dà luogo ad un'ipotesi di connessione di procedimenti che

non rileva, ex art. 13, comma 2, c.p.p., per lo spostamento di giurisdizione in favore del giudice

ordinario, sicché i procedimenti rimangono separati ed il giudice militare conserva la giurisdizione

nei confronti dei concorrenti militari.

Cassazione penale sez. un. 25 ottobre 2005 n. 5135

Quando esiste connessione tra procedimenti di competenza del giudice ordinario e procedimenti

di competenza del giudice militare, la giurisdizione spetta per tutti al giudice ordinario, a norma

dell’art. 13, comma 2, c.p.p., soltanto, se trattandosi di procedimenti per reati diversi, il reato

comune e più grave di quello militare, mentre in tutti gli altri casi rimangono separate le rispettive

sfere di giurisdizione.

Cassazione penale sez. un. 25 ottobre 2005 n. 5135

La connessione tra procedimenti di competenza del giudice ordinario e procedimenti di competenza

del giudice militare determina, ex art. 13 comma 2 c.p.p., l'attrazione di questi ultimi nella

giurisidzione ordinaria solo se, trattandosi di procedimenti per reati diversi, il reato comune è

più grave di quello militare; negli altri casi invece le sfere di giurisidizione, ordinaria e militare,

rimangono separate e pertanto, se la connessione concerne procedimenti relativi ad uno stesso

reato militare commesso da militari in concorso con civili, il giudice militare mantiene integra

nei confronti dei militari la giurisdizione ed il giudice ordinario esercita la giurisidizione nei soli

confronti dei concorrenti civili.

Cassazione penale sez. un. 25 ottobre 2005 n. 5135



 
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