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Codice proc. penale agg.  al  16 Apr 2015
 
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Art. 131 cod. proc. penale: Poteri coercitivi del giudice

1. Il giudice, nell’esercizio delle sue funzioni, può chiedere l’intervento della polizia giudiziaria e, se necessario, della forza pubblica, prescrivendo tutto ciò che occorre per il sicuro e ordinato compimento degli atti ai quali procede.


Giurisprudenza annotata

Poteri coercitivi del giudice

L'invito a una persona che aveva presentato alcune denunzie ad essere sentito per chiarimenti in merito ad esse, rivolto dalla polizia giudiziaria su delega della procura della Repubblica, non costituisce un invito a comparire per testimoniare, rientrante nella previsione dell'art. 133 c.p.p., che fa riferimento a una situazione in cui dominus è il giudice e che, a differenza dell'art. 131 stesso codice, relativo all'intervento della polizia giudiziaria e all'uso della forza pubblica, non è richiamato dal successivo art. 378 che disciplina i poteri coercitivi del p.m. durante le attività di indagine. Tale invito, invece, si qualifica come provvedimento dato dall'autorità per ragioni di giustizia e la sua inosservanza integra il reato previsto dall'art. 650 c.p.

Cassazione penale sez. I  10 giugno 1998 n. 9613  



 
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