Codice proc. penale Agg. il 16 aprile 2015

Codice proc. penale Art. 133 cod. proc. penale: Accompagnamento coattivo di altre persone

Codice proc. penale Agg. il 16 aprile 2015



1. Se il testimone, il perito, ((la persona sottoposta all’esame del perito diversa dall’imputato,)) il consulente tecnico, l’interprete o il custode di cose sequestrate, regolarmente citati o convocati, omettono senza un legittimo impedimento di comparire nel luogo, giorno e ora stabiliti, il giudice può ordinarne l’accompagnamento coattivo e può altresì condannarli, con ordinanza, al pagamento di una somma da lire centomila a lire un milione a favore della cassa delle ammende nonché alle spese alle quali la mancata comparizione ha dato causa.

2. Si applicano le disposizioni dell’articolo 132.

Giurisprudenza annotata

Accompagnamento coattivo di altre persone

Ai fini dell'utilizzabilità, mediante lettura, delle dichiarazioni predibattimentali di una persona per sopravvenuta imprevedibile irreperibilità, l'impossibilità di acquisizione della prova nel contraddittorio delle parti esige un accertamento rigoroso, il quale non è soddisfatto da una verifica burocratica o di "routine", ma impone l'adempimento, da parte del giudice, di quanto in suo potere per reperire il dichiarante, non esclusa, se del caso, l'ipotesi dell'accompagnamento coattivo ex art. 133 c.p.p.

Cassazione penale sez. VI  25 febbraio 2011 n. 9665

 

Non integra il reato di rifiuto di uffici legalmente dovuti, previsto dall'art. 366, comma 2, c.p., la condotta del perito che, nominato dal giudice per l'espletamento di un incarico, non compaia all'udienza fissata per il giuramento senza giustificare il motivo dell'assenza, non potendo essere equiparata la mancata comparizione al rifiuto di assumere l'incarico, in quanto tale comportamento non determina una situazione di ostacolo al funzionamento della giustizia, potendo il giudice disporre, in base all'art. 133 c.p.p., l'accompagnamento coattivo del perito.

Cassazione penale sez. VI  26 maggio 2005 n. 26925  

 

Non integra il reato di rifiuto di uffici legalmente dovuti, previsti dall'art. 366 comma 2 c.p., la condotta del perito che, nominato dal giudice per l'espletamento di un incarico, non compaia all'udienza fissata per il giuramento senza giustificare il motivo dell'assenza, non potendo essere equiparata la mancata comparizione al rifiuto di assumere l'incarico, in quanto tale comportamento non determina una situazione di ostacolo al funzionamento della giustizia, potendo il giudice disporre, in base all'art. 133 c.p.p., l'accompagnamento coattivo del perito.

Cassazione penale sez. VI  26 maggio 2005 n. 26925  

 

L'invito a una persona che aveva presentato alcune denunzie ad essere sentito per chiarimenti in merito ad esse, rivolto dalla polizia giudiziaria su delega della procura della Repubblica, non costituisce un invito a comparire per testimoniare, rientrante nella previsione dell'art. 133 c.p.p., che fa riferimento a una situazione in cui dominus è il giudice e che, a differenza dell'art. 131 stesso codice, relativo all'intervento della polizia giudiziaria e all'uso della forza pubblica, non è richiamato dal successivo art. 378 che disciplina i poteri coercitivi del p.m. durante le attività di indagine. Tale invito, invece, si qualifica come provvedimento dato dall'autorità per ragioni di giustizia e la sua inosservanza integra il reato previsto dall'art. 650 c.p.

Cassazione penale sez. I  10 giugno 1998 n. 9613  



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