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Codice proc. penale agg.  al  16 Apr 2015
 
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Art. 134 cod. proc. penale: Modalità di documentazione

1. Alla documentazione degli atti si procede mediante verbale.

2. Il verbale e’ redatto, in forma integrale o riassuntiva, con la stenotipia o altro strumento meccanico ovvero, in caso di impossibilita’ di ricorso a tali mezzi, con la scrittura manuale.

3. Quando il verbale e’ redatto in forma riassuntiva e’ effettuata anche la riproduzione fonografica.

4. Quando le modalità di documentazione indicate nei commi 2 e 3 sono ritenute insufficienti, può essere aggiunta la riproduzione audiovisiva se assolutamente indispensabile.


Giurisprudenza annotata

Modalità di documentazione

Tra le modalità di documentazione di cui agli artt. 134 ss c.p.p. deve essere incluso anche il verbale redatto con modalità elettroniche e, se appare certamente più funzionale e più sicuro procedere alla stampa (e alla sottoscrizione "grafica") del predetto verbale, non di meno esso deve ritenersi esistente e valido anche se sia rimasto nella sola versione elettronica.

Cassazione penale sez. V  04 dicembre 2013 n. 8442  

 

In caso di discordanza tra il verbale redatto in forma riassuntiva e quello stenotipico, non soccorre un criterio assoluto di prevalenza dell'uno o dell'altro, ma occorre rifarsi ad un principio flessibile che tenga conto delle diverse situazioni del caso concreto e la valutazione effettuata dal giudice di merito in ordine alla maggiore affidabilità di uno dei due documenti, ove adeguatamente argomentata, non è sindacabile in sede di legittimità. Annulla in parte con rinvio, App. Roma, 09/07/2012

Cassazione penale sez. IV  03 dicembre 2013 n. 1517  

 

La trascrizione delle fonoregistrazioni e dei nastri stenotipici di deposizioni testimoniali costituiscono parte integrante del verbale di udienza al quale sono allegate e, pertanto, ai fini della loro validità e utilizzabilità, è sufficiente la sottoscrizione di detto verbale da parte dell'ausiliario del giudice, senza che occorra la sua sottoscrizione per ogni atto di trascrizione. Rigetta, App. Roma, 08/05/2012

Cassazione penale sez. II  18 aprile 2013 n. 24929  

 

Il richiamo, nel corso di un atto di indagine, del contenuto di un precedente atto ovvero la lettura del relativo processo verbale non comportano alcun onere di allegazione di quanto richiamato o letto, non essendo tale formalità contemplata da alcuna delle norme del titolo terzo (artt. da 134 a 142 cod. proc. pen.) del secondo libro del codice di rito. (Nella specie, la Corte ha ritenuto infondata l'eccezione di perdita di efficacia della misura cautelare, ai sensi dell'art. 309, comma quinto, cod. proc. pen., sollevata in quanto nel corso di un interrogatorio di imputato era stato richiamato e letto un verbale di precedenti dichiarazioni spontanee, senza che quest'ultimo fosse poi trasmesso né al Gip in sede di richiesta cautelare né successivamente al tribunale del riesame). Rigetta, Trib. lib. Messina, 27/07/2011

Cassazione penale sez. I  19 gennaio 2012 n. 3675  

 

In tema di atti processuali, la mancata trascrizione delle dichiarazioni fonoregistrate rese dai testimoni in sede di esame dibattimentale integra, laddove il verbale redatto in forma riassuntiva rimandi integralmente ad esse, una nullità d'ordine generale della sentenza per violazione del diritto di difesa.

Cassazione penale sez. III  11 novembre 2010 n. 42505  

 

L'interruzione, in assenza di autorizzazione del giudice, della verbalizzazione a mezzo stenotipia, non dà luogo a nullità né del verbale stenotipico né di quello riassuntivo comunque redatto, né, tantomeno, della sentenza, non rientrando detta ipotesi in alcuna delle ipotesi di nullità tassativamente previste dalla legge. Rigetta, App. Milano, 08 ottobre 2009

Cassazione penale sez. III  24 giugno 2010 n. 35044  

 

Sono utilizzabili le videoregistrazioni acquisite in copia - attestata come conforme all'originale esistente in procedimento riguardante i medesimi fatti e oggetto di separazione perché relativo ad imputati maggiorenni - senza necessità di perizia o di partecipazione della difesa all'acquisizione, in quanto esse costituiscono documentazione di attività investigativa, integrate nel verbale che deve accompagnarle, descrittivo di atti non ripetibili compiuti dalla polizia giudiziaria, e non documenti, e confluiscono nel materiale probatorio come prove atipiche previste dall'art. 189 c.p.p. (Nella specie, le registrazioni, eseguite mediante telecamera ubicata sul tetto di un edificio condominiale, avevano consentito di registrare un intenso traffico di stupefacenti che si svolgeva nella strada su cui il fabbricato si affacciava). Rigetta, App. Palermo, 10 giugno 2009

Cassazione penale sez. I  20 aprile 2010 n. 17705  

 

Non ricorre la nullità dei verbali di udienza e, conseguentemente, nemmeno la nullità della sentenza, nel caso in cui il verbale di dibattimento, redatto manualmente in forma riassuntiva, non sia stato riprodotto fonograficamente come prescritto dall’art. 134, comma 3, c.p.p.

Cassazione penale sez. VI  10 dicembre 2009 n. 1400  

 

Il problema del contrasto tra verbale in forma riassuntiva e quello redatto in forma stenotipica (o anche fonografica) va risolto, di volta in volta, a seconda delle diverse situazioni del caso concreto. Infatti, se in linea di massima deve privilegiarsi la riproduzione fonografica per la maggiore affidabilità dello strumento tecnico (a meno che la registrazione non abbia avuto effetto o non sia chiaramente intellegibile), a tale regola deve farsi eccezione quando dagli atti del processo emergano elementi fattuali o logici che facciano ritenere che sia proprio il verbale in forma riassuntiva a dover far fede. (Nella specie, relativa a una convalida dell'arresto con successiva adozione della misura della custodia in carcere, il ricorrente sosteneva che dalla registrazione non sarebbe risultata la richiesta del p.m. tesa a ottenere l'applicazione della misura; la Corte ha rigettato il ricorso, sulla base del suddetto principio di diritto, evidenziando come dagli atti emergevano indicazioni inequivoche sulla sussistenza della richiesta del p.m., la quale, peraltro, era rimasta fuori dalla registrazione).

Cassazione penale sez. VI  20 ottobre 2005 n. 42761  

 

Il c.p.p., implicitamente richiamando le regole generali sul valore probatorio dell'atto pubblico di cui agli art. 2699 e 2700 c.c., riafferma, all'art. 134, il principio secondo il quale la documentazione degli atti si effettua mediante processo verbale, con ciò significando che qualunque altra forma di riproduzione degli atti non è ammessa e non assume alcuna rilevanza giuridico processuale, per l'evidente ragione che, essendo priva delle caratteristiche formali del verbale - prima fra tutte la redazione ad opera di un soggetto rivestito della qualità di pubblico ufficiale -, essa non può far fede della corrispondenza al reale del fatto o dei fatti che ne costituiscono il contenuto. Ne consegue che la documentazione di atti processuali in forme diverse dal verbale non realizza la rappresentazione di essi nei modi che la legge consente, sicché la documentazione sul piano giuridico non può neppure parlarsi; e, manca la documentazione, manca la prova dell'esistenza dell'atto come fatto storico e, pertanto, esso non viene ad esistenza nel mondo del diritto. Tale inesistenza sul piano sanzionatorio processuale si traduce quindi nell'inutilizzabilità dell'atto che risulti documentato in forma diversa dal processo verbale. (In applicazione del principio la Corte ha ritenuto l'inutilizzabilità, ai fini della valutazione della sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, delle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia contenute in stralci di interrogatorio trascritti su fogli privi di intestazione e mancanti di tutti gli elementi idonei ad attribuire agli stessi valore di verbale).

Cassazione penale sez. II  19 febbraio 1997

 



 
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