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Codice proc. penale agg.  al  16 Apr 2015
 
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Art. 135 cod. proc. penale: Redazione del verbale

1. Il verbale e’ redatto dall’ausiliario che assiste il giudice.

2. Quando il verbale e’ redatto con la stenotipia o altro strumento meccanico, il giudice autorizza l’ausiliario che non possiede le necessarie competenze a farsi assistere da personale tecnico, anche esterno all’amministrazione dello Stato.


Giurisprudenza annotata

Redazione del verbale

In caso di discordanza tra il verbale redatto in forma riassuntiva e quello stenotipico, non soccorre un criterio assoluto di prevalenza dell'uno o dell'altro, ma occorre rifarsi ad un principio flessibile che tenga conto delle diverse situazioni del caso concreto e la valutazione effettuata dal giudice di merito in ordine alla maggiore affidabilità di uno dei due documenti, ove adeguatamente argomentata, non è sindacabile in sede di legittimità. Annulla in parte con rinvio, App. Roma, 09/07/2012

Cassazione penale sez. IV  03 dicembre 2013 n. 1517  

 

Nel processo penale celebratosi nella provincia di Bolzano in cui vi siano più parti processuali che hanno indicato lingue diverse è imposta, a pena di nullità, la verbalizzazione in forma bilingue, salva la possibilità di ciascuna parte di rinunciare alla redazione del verbale nella propria lingua. (In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto correttamente redatto il verbale nella sola lingua italiana, in presenza della rinuncia dell'imputato di lingua tedesca alla verbalizzazione nella propria lingua, anche senza il consenso della parte civile di lingua italiana). Rigetta, App.Trento s.d. Bolzano, 14/10/2010

Cassazione penale sez. VI  22 novembre 2011 n. 22005  

 

L'interruzione, in assenza di autorizzazione del giudice, della verbalizzazione a mezzo stenotipia, non dà luogo a nullità né del verbale stenotipico né di quello riassuntivo comunque redatto, né, tantomeno, della sentenza, non rientrando detta ipotesi in alcuna delle ipotesi di nullità tassativamente previste dalla legge. Rigetta, App. Milano, 08 ottobre 2009

Cassazione penale sez. III  24 giugno 2010 n. 35044  

 

Ai fini della documentazione delle dichiarazioni rese nel corso dell'udienza dibattimentale, è legittimo far ricorso al verbale redatto in forma riassuntiva, allorché la registrazione con il mezzo della stenotipia non sia tecnicamente chiara. Rigetta in parte, Ass.App. Napoli, 19 giugno 2008

Cassazione penale sez. I  15 gennaio 2010 n. 19511  

 

Non sussiste la preclusione di cui all'art. 222, lett. e), c.p.p. nei confronti di chi abbia svolto le funzioni di tecnico previste dall'art. 135, comma 2, c.p.p., cioè di assistente dell'ausiliario e non del giudice e venga successivamente incaricato di effettuare la trascrizione della registrazione, non trattandosi di ausiliario in senso tecnico ma di soggetto estraneo all'amministrazione della giustizia che svolge temporaneamente operazioni previste dalla legge.

Cassazione penale sez. II  18 giugno 2008 n. 27952  

 

In tema di documentazione degli atti, allorché il verbale è redatto in forma stenotipica ed alla sua formazione non abbia provveduto l'ausiliario del giudice, ma un tecnico autorizzato, è sufficiente che esso sia sottoscritto da chi lo ha redatto, non essendo necessaria anche la sottoscrizione da parte dell'ausiliario, atteso che il tecnico assume, limitatamente alla redazione e trascrizione dell'atto, la qualifica di pubblico ufficiale.

Cassazione penale sez. III  24 settembre 2003 n. 40117  

 

Non sussiste la preclusione di cui all'art. 222 lett. e) c.p.p. nei confronti di chi abbia svolto le funzioni di tecnico previste dall'art. 135 comma 2 c.p.p., cioè di assistente dell'ausiliario e non del giudice e venga successivamente incaricato di effettuare la trascrizione della registrazione.

Cassazione penale sez. II  15 aprile 1994

 

In tema di tutela delle acque dall'inquinamento, secondo quanto stabilito dalle sentenze 248/83 e 15/86 C.cost., il diritto di difesa con riferimento alla analisi dei campioni è limitato al preavviso della data dell'inizio delle operazioni e del luogo, onde consentire l'eventuale presenza di un consulente privato. Poiché l'accertamento non ha natura di perizia processuale, non è prevista la presenza del difensore e neppure la redazione di un verbale, secondo le modalità stabilite dal nuovo c.p.p. negli artt. 134, 135, 136, 137 s., applicabili esclusivamente alla documentazione degli atti assunti nel corso del procedimento penale. Le modalità tecniche delle analisi sono lasciate alla discrezione dell'amministrazione, la quale è tenuta a certificare soltanto il prelievo, l'apertura dei campioni e l'esito delle operazioni. Il certificato di analisi può, pertanto, essere legittimamente inserito nel fascicolo del dibattimento ed essere utilizzato quale mezzo di prova.

Cassazione penale sez. III  22 ottobre 1992



 
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