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Codice proc. penale agg.  al  16 Apr 2015
 
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Art. 136 cod. proc. penale: Contenuto del verbale

1. Il verbale contiene la menzione del luogo, dell’anno, del mese, del giorno e, quando occorre, dell’ora in cui e’ cominciato e chiuso, le generalità delle persone intervenute, l’indicazione delle cause, se conosciute, della mancata presenza di coloro che sarebbero dovuti intervenire, la descrizione di quanto l’ausiliario ha fatto o ha constatato o di quanto e’ avvenuto in sua presenza nonché le dichiarazioni ricevute da lui o da altro pubblico ufficiale che egli assiste.

2. Per ogni dichiarazione e’ indicato se e’ stata resa spontaneamente o previa domanda e, in tale caso, e’ riprodotta anche la domanda; se la dichiarazione e’ stata dettata dal dichiarante, o se questi si e’ avvalso dell’autorizzazione a consultare note scritte, ne e’ fatta menzione.


Giurisprudenza annotata

Contenuto del verbale

Le sommarie informazioni testimoniali rese da due persone diverse (nella specie, madre e figlia vittima di violenza sessuale), qualora siano raccolte dal medesimo ufficiale di p.g. in separati verbali recanti l'indicazione dello stesso giorno e della stessa ora, non sono viziate da nullità o inutilizzabilità ma, eventualmente, solo da inattendibilità. (Rigetta, App. Roma, 14/06/2013 )

Cassazione penale sez. III  27 marzo 2014 n. 36704  

 

In caso di discordanza tra il verbale redatto in forma riassuntiva e quello stenotipico, non soccorre un criterio assoluto di prevalenza dell'uno o dell'altro, ma occorre rifarsi ad un principio flessibile che tenga conto delle diverse situazioni del caso concreto e la valutazione effettuata dal giudice di merito in ordine alla maggiore affidabilità di uno dei due documenti, ove adeguatamente argomentata, non è sindacabile in sede di legittimità. Annulla in parte con rinvio, App. Roma, 09/07/2012

Cassazione penale sez. IV  03 dicembre 2013 n. 1517

 

L'art. 195 comma 4 c.p.p. inibisce alla polizia giudiziaria di deporre sul contenuto delle dichiarazioni acquisite da testimoni (art. 351 c.p.p.), anche quando siano state rese spontaneamente o in occasione della presentazione di denunce o istanze orali. Infatti tutte le dichiarazioni da questa ricevute vanno documentate redigendo verbale, che, secondo quanto prescrive l'art. 136 c.p.p., oltre a riprodurre letteralmente ciascuna dichiarazione, deve indicare se essa è stata resa spontaneamente o previa domanda e, in quest'ultimo caso, deve riprodurre anche la domanda (art. 357 c.p.p.). La testimonianza indiretta è ammessa solo nelle ipotesi in cui le dichiarazioni siano state rese da terzi e percepite al di fuori di uno specifico contesto procedimentale di acquisizione, in una situazione operativa eccezionale o di straordinaria urgenza e, quindi, al di fuori di un dialogo tra teste e ufficiale o agente di polizia giudiziaria, ciascuno nella propria qualità. (Nella fattispecie la Corte ha annullato la sentenza con rinvio, poiché i giudici di merito non avevano chiarito in quale contesto erano state rilasciate le dichiarazioni riferite dalla polizia giudiziaria, così risultando inspiegato il motivo per cui la testimonianza indiretta era stata considerata utilizzabile).

Cassazione penale sez. V  08 febbraio 2005 n. 10946

 



 
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