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Codice proc. penale agg.  al  16 Apr 2015
 
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Art. 148 cod. proc. penale: Organi e forme delle notificazioni

1. Le notificazioni degli atti, salvo che la legge disponga altrimenti, sono eseguite dall’ufficiale giudiziario o da chi ne esercita le funzioni.

(( 2. Nei procedimenti con detenuti ed in quelli davanti al tribunale del riesame il giudice puo’ disporre che, in caso di urgenza, le notificazioni siano eseguite dalla Polizia penitenziaria del luogo in cui i destinatari sono detenuti, con l’osservanza delle norme del presente titolo. ))

2-bis. L’autorita’ giudiziaria puo’ disporre che le notificazioni o gli avvisi ai difensori siano eseguiti con mezzi tecnici idonei. L’ufficio che invia l’atto attesta in calce ad esso di avere trasmesso il testo originale.

2-ter. ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 27 LUGLIO 2005, N. 144, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 31 LUGLIO 2005, N. 155)).

3. L’atto e’ notificato per intero, salvo che la legge disponga altrimenti, di regola mediante consegna di copia al destinatario oppure, se ciò non e’ possibile, alle persone indicate nel presente titolo. Quando la notifica non può essere eseguita in mani proprie del destinatario, l’ufficiale giudiziario o la polizia giudiziaria consegnano la copia dell’atto da notificare, fatta eccezione per il caso di notificazione al difensore o al domiciliatario, dopo averla inserita in busta che provvedono a sigillare trascrivendovi il numero cronologico della notificazione e dandone atto nella relazione in calce all’originale e alla copia dell’atto.

4. La consegna di copia dell’atto all’interessato da parte della cancelleria ha valore di notificazione. Il pubblico ufficiale addetto annota sull’originale dell’atto la eseguita consegna e la data in cui questa e’ avvenuta.

5. La lettura dei provvedimenti alle persone presenti e gli avvisi che sono dati dal giudice verbalmente agli interessati in loro presenza sostituiscono le notificazioni, purchè ne sia fatta menzione nel verbale.

5-bis. Le comunicazioni, gli avvisi ed ogni altro biglietto o invito consegnati non in busta chiusa a persona diversa dal destinatario recano le indicazioni strettamente necessarie.


Giurisprudenza annotata

Organi e forme delle notificazioni

La presentazione della lista testi può legittimamente avvenire mediante l'inoltro a mezzo "fax" ed è, di conseguenza, illegittima l'ordinanza del giudice del dibattimento che dichiari inammissibile la richiesta di sentire i testimoni in essa indicati. (Annulla con rinvio, Trib. Pesaro, s.d. Fano, 09/04/2013 )

Cassazione penale sez. I  19 settembre 2014 n. 44978  

 

In tema di notificazioni di atti dei quali siano destinatari l'imputato o altra parte privata, in ogni caso in cui essi possano o debbano essere consegnati al difensore, la mancanza dell'attestazione in calce all'atto inviato a mezzo telefax, da parte del cancelliere trasmittente, dell'avvenuto invio del testo originale previsto dall'art. 148, comma 2-bis, cod. proc. pen. non determina alcuna nullità, ma costituisce mera irregolarità. (Rigetta, App. Milano, 11/06/2014 )

Cassazione penale sez. fer.  11 settembre 2014 n. 53570  

 

In tema di notificazioni di atti dei quali siano destinatari l'imputato od altra parte privata, in ogni caso in cui essi possano o debbano essere consegnati al difensore, la mancanza dell'attestazione in calce all'atto inviato a mezzo telefax da parte del cancelliere trasmittente dell'avvenuta trasmissione del testo originale (prevista dall'art. 148, comma 2 bis, c.p.p.), non determina, in difetto di una espressa previsione in tal senso, alcuna nullità ma costituisce mera irregolarità; né ricorre un'ipotesi di nullità di carattere generale giacché l'interessato, attraverso la ricezione del telefax presso lo studio del difensore – domiciliatario è pur sempre posto in grado di conoscere l'esistenza dell'atto notificando e di esercitare il relativo diritto di difesa.

Cassazione penale sez. fer.  11 settembre 2014 n. 53570  

 

In tema di notificazioni di atti dei quali siano destinatari l'imputato od altra parte privata, in ogni caso in cui essi possano o debbano essere consegnati al difensore, la mancanza dell'attestazione in calce all'atto inviato a mezzo telefax da parte del cancelliere trasmittente dell'avvenuta trasmissione del testo originale (prevista dall'art. 148, comma 2 bis, c.p.p.), non determina, in difetto di una espressa previsione in tal senso, alcuna nullità ma costituisce mera irregolarità; né ricorre un'ipotesi di nullità di carattere generale giacché l'interessato, attraverso la ricezione del telefax presso lo studio del difensore – domiciliatario è pur sempre posto in grado di conoscere l'esistenza dell'atto notificando e di esercitare il relativo diritto di difesa.

Cassazione penale sez. fer.  11 settembre 2014 n. 53570  

 

E' legittima la notificazione di atti del processo destinati all'imputato, eseguita mediante consegna al difensore a mezzo telefax, il cui impiego è consentito non solo con riguardo alle notifiche al difensore in quanto tale, ma anche con riferimento a quelle destinate al suo assistito, senza la necessità che sia inserito nel fascicolo processuale un preventivo decreto di autorizzazione dell'autorità giudiziaria, essendo ininfluente sulla validità dell'atto la scelta organizzativa di carattere generale in base alla quale l'Ufficio sia stato autorizzato a servirsi del telefax per le notificazioni degli atti ai difensori.

Cassazione penale sez. IV  17 giugno 2014 n. 30471

 

Secondo il combinato disposto degli artt. 148, commi 1 e 2 bis, e 149, comma 1,c.p.p. per la notifica di un atto, l'autorità giudiziaria deve affidarsi, di regola, all'ufficiale giudiziario o ad altro soggetto che ne esercita le funzioni, salvo che la legge non stabilisca diversamente. La notificazione di un avvio o di una convocazione può essere eseguita, sempre che tanto sia disposto dal giudice, anche a mezzo del telefono o del telegrafo, a condizione che si tratti di atto urgente e che il destinatario sia una persona diversa dall'indagato. Ne consegue che - a differenza di atti urgenti, quali l'avviso di fissazione dell'interrogatorio di garanzia o quello di fissazione dell'udienza per la trattazione del riesame - l'avviso al difensore dell'indagato di deposito, nella cancelleria del giudice che lo ha emesso, del provvedimento di applicazione di una misura cautelare personale, di cui all'art. 293, comma 3, c.p.p., va necessariamente notificato a mezzo dell'ufficiale giudiziario, trattandosi di atto non urgente, essendo esso destinato solamente a far decorrere il citato termine per proporre l'impugnazione de libertate, avviso per il quale, perciò, non è consentito l'impiego del mezzo del telefono o del telegrafo.

Cassazione penale sez. VI  04 giugno 2014 n. 25280  

 

È affetta da nullità assoluta ed insanabile la notifica del decreto di citazione a giudizio dell'imputato avvenuta in udienza mediante lettura dell'atto al sostituto processuale del difensore, non potendo trovare applicazione il principio di equipollenza della lettura alle notificazioni previsto dall'art. 148, comma 5, c.p.p., che riguarda unicamente "i provvedimenti" e "gli avvisi dati dal giudice verbalmente" e non anche gli atti processuali che devono essere necessariamente consegnati al destinatario. Annulla senza rinvio, App. Napoli, 05/11/2012

Cassazione penale sez. II  28 novembre 2013 n. 3184  

 

Le notificazioni, le comunicazioni e gli avvisi devono essere indirizzati a colui che risulta come difensore della parte, d'ufficio o di fiducia, al momento in cui se ne dispone l'inoltro, senza alcun obbligo di rinnovazione in favore del difensore successivamente nominato. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso la necessità di notificare l'avviso di conclusione delle indagini preliminari al difensore di fiducia nominato lo stesso giorno dell'avvenuta notificazione dell'atto). (Rigetta, App. Catania, 12/06/2012 )

Cassazione penale sez. III  10 ottobre 2013 n. 5096  

 

La modalità di notificazione a mezzo fax non rientra tra le forme particolari di notificazione disposte dal giudice ai sensi dell'articolo 150 del Cpp, bensì tra le forme ordinarie di notificazione da eseguirsi con mezzi tecnici idonei ai sensi dell'articolo 148, comma 2-bis, del Cpp, sicché, al fine di procedere alla stessa, non è necessario un decreto motivato del giudice ma è sufficiente una disposizione consistente anche in un provvedimento organizzatorio di carattere generale.

Cassazione penale sez. II  18 giugno 2013 n. 35820  



 
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