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Codice proc. penale agg.  al  17 Apr 2015
 
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Art. 151 cod. proc. penale: Notificazioni richieste dal pubblico ministero

((1. Le notificazioni di atti del pubblico ministero nel corso delle indagini preliminari sono eseguite dall’ufficiale giudiziario, ovvero dalla polizia giudiziaria nei soli casi di atti di indagine o provvedimenti che la stessa polizia giudiziaria e’ delegata a compiere o e’ tenuta ad eseguire.))

2. La consegna di copia dell’atto all’interessato da parte della segreteria ha valore di notificazione. Il pubblico ufficiale addetto annota sull’originale dell’atto la eseguita consegna e la data in cui questa e’ avvenuta.

3. La lettura dei provvedimenti alle persone presenti e gli avvisi che sono dati dal pubblico ministero verbalmente agli interessati in loro presenza sostituiscono le notificazioni, purchè ne sia fatta menzione nel verbale.

4. COMMA SOPPRESSO DAL D. LGS. 14 GENNAIO 1991, N. 12.


Giurisprudenza annotata

Notificazioni

Alle parti private non è consentito effettuare comunicazioni e notificazioni nel processo penale mediante l'utilizzo della posta elettronica certificata. Annulla con rinvio, App. Catania, 21/05/2013

Cassazione penale sez. III  11 febbraio 2014 n. 7058

 

Le notificazioni, le comunicazioni e gli avvisi devono essere indirizzati a colui che risulta come difensore della parte, d'ufficio o di fiducia, al momento in cui se ne dispone l'inoltro, senza alcun obbligo di rinnovazione in favore del difensore successivamente nominato. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso la necessità di notificare l'avviso di conclusione delle indagini preliminari al difensore di fiducia nominato lo stesso giorno dell'avvenuta notificazione dell'atto). (Rigetta, App. Catania, 12/06/2012 )

Cassazione penale sez. III  10 ottobre 2013 n. 5096  

 

La violazione dei limiti dettati dagli art. 148 e 151 c.p.p., in riferimento alla possibilità per l'autorità giudiziaria di avvalersi della polizia giudiziaria per la notificazione degli atti, costituisce una mera irregolarità e non determina l'inesistenza né la nullità dell'atto, restando comunque la polizia giudiziaria un organo di notificazione e non essendo la nullità prevista dalla legge. (Nella specie, trattavasi della notificazione a mezzo della polizia giudiziaria della comunicazione al difensore del differimento dell'udienza preliminare).

Cassazione penale sez. IV  17 aprile 2013 n. 23944  

 

In tema di notificazioni, la relata di notifica va compilata in calce all'atto da notificare e alla copia notificata, ma può anche essere redatta in un foglio separato o in un verbale in cui la polizia giudiziaria attesti l'espletamento di altre attività delegate dal pubblico ministero, sempre che non sussistano dubbi sul documento cui essa si riferisce e che sia assicurata la completezza dell'atto notificato. Annulla in parte senza rinvio, Trib. Brescia, 16/01/2012

Cassazione penale sez. III  06 novembre 2012 n. 197  

 

Le notifiche effettuate dalla polizia giudiziaria al di fuori della propria sfera di competenza devono ritenersi comunque validamente eseguite, costituendo la violazione dei limiti posti dal comma 1 dell'art. 151 c.p.p. una mera irregolarità, in mancanza di una specifica previsione di una nullità per la stessa. Rigetta, Trib. Venezia, 22 Maggio 2008

Cassazione penale sez. III  06 maggio 2009 n. 26110  

 

Le notificazioni, così come le comunicazioni e gli avvisi, devono essere indirizzate al difensore della parte che risulti nominato, d'ufficio o di fiducia, al momento in cui sono disposte, senza alcun obbligo di rinnovazione in favore del difensore successivamente nominato. (Fattispecie in cui l'avviso di conclusione delle indagini preliminari era stato notificato al difensore d'ufficio dell'indagato, a tal fine nominato, e non anche al difensore di fiducia nominato successivamente al deposito dell'avviso nella Segreteria del pubblico ministero). Annulla senza rinvio, Trib. Firenze, 7 Novembre 2007

Cassazione penale sez. III  11 marzo 2009 n. 20931  

 

La modifica legislativa dell'art. 148 c.p.p., introdotta dalla l. 31 luglio 2005, n. 155, ha limitato la sfera di competenza della polizia giudiziaria in tema di notifiche all'ipotesi prevista dall'art. 151 c.p.p., ma la violazione di tale limite costituisce una mera irregolarità e non determina l'inesistenza né la nullità dell'atto, restando comunque la polizia giudiziaria un organo di notificazione e non essendo la nullità prevista dalla legge, avendo peraltro la notifica conseguito il suo effetto di conoscenza.

Cassazione penale sez. I  28 febbraio 2006 n. 8324  

 

Anche a seguito delle modifiche introdotte all'art. 148 comma 2 c.p.p. dal d.l. 27 luglio 2005 n. 144, conv. dalla l. 31 luglio 2005 n. 155, la polizia giudiziaria rimane organo di notificazione, in alternativa all'ufficiale giudiziario, anche se la sua sfera di competenza risulta limitata all'ipotesi prevista dall'art. 151 c.p.p. Pertanto, anche laddove il giudice abbia proceduto alla notificazione a mezzo della p.g., l'irregolarità determinatasi per avere la p.g. agito al di fuori della sua sfera di competenza, non può ritenersi determinante l'inesistenza della notificazione, come avverrebbe nel caso in cui questa fosse effettuata da un organo del tutto privo del potere di notificazione e del relativo potere di certificazione; né potrebbe ritenersi sussistente una ipotesi di nullità, non essendo questa sanzione espressamente prevista e non essendo la predetta irregolarità riconducibile alle nullità di ordine generale, se e qualora questa abbia prodotto il suo effetto di conoscenza, così da non incidere negativamente sull'intervento e l'assistenza dell'imputato. (Nella specie, il ricorrente si doleva della notificazione dell'avviso dell'udienza davanti al tribunale del riesame effettuata tramite i carabinieri) .

Cassazione penale sez. I  28 febbraio 2006 n. 8324  

 

È nulla la notificazione della citazione in giudizio dell'imputato effettuata ai sensi dell'art. 157 comma 8 c.p.p., qualora non sussista in atti l'avviso di ricevimento della lettera raccomandata spedita dall'ufficiale giudiziario, in quanto, da un lato, la previsione di cui all'art. 151 c.p.p. - per la quale gli effetti della notificazione decorrono dal ricevimento della raccomandata - non consente di presumere il ricevimento di quest'ultima e dall'altro l'art. 171 comma 1 lett. f) c.p.p., sancendo la nullità della notificazione ove non sia stata data la comunicazione prescritta dall'art. 157 comma 8, si riferisce all'intera procedura prevista da quest'ultima norma, ivi compresa quella relativa al ricevimento della raccomandata.

Cassazione penale sez. II  06 marzo 2003 n. 14818  

 

Qualora ricorrano circostanze particolari che lo consiglino, il giudice con decreto motivato può disporre, ai sensi dell'art. 150 c.p.p., la notifica dell'atto a persona diversa dall'imputato mediante l'impiego di mezzi tecnici che ne garantiscano la conoscenza al destinatario, indicando le modalità ritenute più opportune a tal fine. Questa procedura di notificazione non è consentita al p.m., dal momento che la disciplina di notificazione degli atti dell'organo di accusa è regolamentata in maniera autonoma e differenziata da quella degli atti del giudice dall'art. 151 c.p.p. Nel caso in cui il p.m. notifichi l'avviso di chiusura delle indagini preliminari a mezzo telefax al difensore dell'indagato senza che siano state determinate le modalità necessarie a garantire la prova dell'avvenuta conoscenza da parte del destinatario e senza che si sia successivamente acquisita la prova dell'avvenuta ricezione dell'atto, la notifica è nulla ai sensi dell'art. 171 lett. h) c.p.p. Da un lato, infatti, il p.m. non è legittimato ad utilizzare la procedura speciale di notificazione in oggetto; dall'altro lato, l'incertezza sull'esito della notifica costituisce una violazione della procedura prevista dall'art. 150 c.p.p. che richiede l'emanazione del decreto contenente la specificazione delle modalità di esecuzione della notifica stessa. In conseguenza di tale nullità, deve considerarsi omessa la notifica dell'avviso ex art. 415 bis c.p.p. al difensore dell'indagato e quindi risulta nulla la richiesta di rinvio a giudizio.

Ufficio Indagini preliminari Milano  02 giugno 2000



 
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