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Codice proc. penale agg.  al  17 Apr 2015
 
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Art. 153 cod. proc. penale: Notificazioni e comunicazioni al pubblico ministero

1. Le notificazioni al pubblico ministero sono eseguite, anche direttamente dalle parti o dai difensori, mediante consegna di copia dell’atto nella segreteria. Il pubblico ufficiale addetto annota sull’originale e sulla copia dell’atto le generalità di chi ha eseguito la consegna e la data in cui questa e’ avvenuta.

2. Le comunicazioni di atti e provvedimenti del giudice al pubblico ministero sono eseguite a cura della cancelleria nello stesso modo, salvo che il pubblico ministero prenda visione dell’atto sottoscrivendolo. Il pubblico ufficiale addetto annota sull’originale dell’atto la eseguita consegna e la data in cui questa e’ avvenuta.


Giurisprudenza annotata

Notificazioni

Nell'ipotesi in cui il GIP, corrispondendo ad istanza cautelare di natura personale del PM, accolga parzialmente la richiesta, rigettandola in parte, la comunicazione del provvedimento all'Ufficio di Procura nelle forme di cui al comma 2 dell'art. 153 c.p.p., mediante consegna di copia dell'atto alla segreteria, anche se eseguita ai fini esecutivi, comunque assicurando l'effettiva conoscenza di esso da parte dell'organo della pubblica accusa, determina il momento iniziale per decorrenza del termine di giorni dieci imposto a pena di inammissibilità del combinato disposto dell'art. 591, comma 1 lett. c) con gli artt. 310 coma 2 e 309 comma 1 c.p.p., per l'impugnativa dell'ordinanza del Tribunale del riesame.

Cassazione penale sez. VI  20 giugno 2013 n. 28843

 

Nell'ipotesi in cui il g.i.p., corrispondendo a un'istanza di misura cautelare personale del p.m., accolga parzialmente la richiesta, rigettandola in parte, la comunicazione del provvedimento all'ufficio di procura nelle forme di cui all'art. 153, comma 1, c.p.p., mediante consegna di copia dell'atto alla segreteria, anche se eseguita ai fini esecutivi, assicura comunque l'effettiva conoscenza di esso da parte dell'organo della pubblica accusa e, quindi, determina il momento iniziale per la decorrenza del termine di dieci giorni imposto a pena di inammissibilità dal combinato disposto degli art. 591, comma 1, lettera c), 309, comma 1, e 310, comma 2, c.p.p., per l'impugnativa dell'ordinanza al tribunale della libertà. Pertanto, ai fini della decorrenza del termine per l'impugnazione, non occorre la notificazione del provvedimento impugnabile, essendo sufficiente, per il p.m., la sua comunicazione, quale atto idoneo a integrare una conoscenza effettiva del provvedimento.

Cassazione penale sez. I  31 gennaio 2012 n. 19203  

 

A norma dell'art. 157, comma 3, c.p.p., espressamente richiamato dall'art. 167 c.p.p., quando la notificazione a soggetti diversi da quelli indicati negli artt. 153 e segg. del codice di rito - e quindi anche ai difensori - avviene mediante consegna di copia dell'atto al portiere o a chi ne fa le veci, alla stessa deve seguire la comunicazione dell'eseguito adempimento, da dare al destinatario mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, e gli effetti della notificazione decorrono dal ricevimento della raccomandata. Tale principio vige anche per quel che riguarda la notificazione a mezzo posta, atteso che l'art. 7 della legge 890/82, come modificato dalla legge 31/08, prevede che, nel caso in cui il plico non venga consegnato personalmente al destinatario, l'agente postale deve dare notizia al predetto dell'avvenuta notificazione, mediante lettera raccomandata.

Cassazione penale sez. V  22 settembre 2011 n. 5442  

 

A norma dell'art. 157, comma 3, c.p.p., espressamente richiamato dall'art. 167, quando la notificazione a soggetti diversi da quelli indicati negli art. 153 e ss. c.p.p. - e quindi anche ai difensori - avviene mediante consegna di copia dell'atto al portiere o a chi ne fa le veci, alla stessa deve seguire la comunicazione dell'eseguito adempimento, da dare al destinatario mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, e gli effetti della notificazione decorrono dal ricevimento della raccomandata.

Cassazione penale sez. III  10 giugno 2004 n. 30621  

 

È inefficace ex art. 302 c.p.p. la misura coercitiva in esecuzione per nullità dell'interrogatorio di garanzia che sia stato effettuato senza darne avviso al difensore di fiducia nominato in precedenza con atto depositato al p.m. Invero, il g.i.p. non può considerarsi - egli solo - l'unica "autorità procedente" (prevista dall'art. 96 comma 2 c.p.p.) presso cui depositare la nomina; nella fase delle indagini preliminari, infatti, il p.m. è titolare dell'azione penale e ha poteri di iniziativa, mentre il g.i.p. è giudice "ad acta": ne consegue che è rituale e valida la nomina depositata al p.m. (il quale, in occasione dell'esecuzione di misura coercitiva, ha l'onere di trasmettere gli atti al g.i.p. per l'interrogatorio ex art. 294 c.p.p., compresa la dichiarazione di nomina del difensore di fiducia, che se depositata poco prima dell'interrogatorio deve essere trasmessa d'urgenza ex art. 44 disp. att. c.p.p.), ancorché non siano state annotate, ex art. 153 c.p.p., le generalità del depositante, non raffigurando tale mancanza una nullità o inefficacia del mandato defensionale (Nella fattispecie la nomina era stata depositata al p.m. il giorno stesso dell'esecuzione della misura; non essendo attestata l'ora del deposito, il tribunale ha presunto che lo stesso fosse avvenuto prima dell'orario di chiusura degli uffici al pubblico - ore 13 - e quindi prima dell'interrogatorio di garanzia intervenuto nel pomeriggio).

Tribunale Milano  25 febbraio 2003

 

Qualora l'imputato nei cui confronti il p.m. abbia promosso giudizio immediato intenda chiedere il rito abbreviato, ai sensi dell'art. 458 c.p.p. e si trovi in stato di detenzione, può adempiere all'onere di notifica di tale richiesta all'ufficio del p.m., come previsto dalla suddetta disposizione normativa, mediante consegna di copia della richiesta medesima, per l'inoltro al suindicato ufficio, alla direzione dell'istituto di detenzione, ai sensi dell'art. 123, comma 1, c.p.p., valendo siffatta consegna, per il combinato disposto di tale articolo e dell'art. 153 c.p.p., come notifica effettuata direttamente dalla parte. L'attestazione di tale adempimento, da parte della direzione dell'istituto di detenzione, va posta a corredo della richiesta diretta al giudice per le indagini preliminari. In mancanza di ciò è da escludere che alla prescritta notifica debba provvedere lo stesso giudice, al quale la richiesta in questione deve pervenire come espressamente previsto dalla norma, già corredata di prova dell'avvenuta effettuazione di detta notifica.

Cassazione penale sez. I  29 aprile 1997 n. 3051  

 

La legale conoscenza di un atto o provvedimento del giudice da parte del p.m. segue solo alla comunicazione effettuata dalla cancelleria nella forma di avviso di deposito ex art. 128 c.p.p., o integralmente, secondo le modalità prescritte dell'art. 153 dello stesso codice, con la sola eccezione dell'avvenuta presa di conoscenza (del contenuto del documento) ad opera del p.m. attestata con la sottoscrizione della persona fisica che rappresenta l'accusa nel procedimento nel quale l'atto è stato compiuto o il provvedimento pronunciato. Conseguentemente la semplice ricezione degli atti del procedimento da parte della segreteria dell'ufficio del p.m., attraverso il cosiddetto "registro di passaggio", non integra la formalità di comunicazione dell'atto o del documento come prescritto dalla legge e, pertanto non è idonea a far decorrere il termine perentorio per impugnare.

Cassazione penale sez. IV  28 febbraio 1996 n. 686  

 



 
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