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Codice proc. penale agg.  al  17 Apr 2015
 
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Art. 155 cod. proc. penale: Notificazioni per pubblici annunzi alle persone offese

1. Quando per il numero dei destinatari o per l’impossibilita’ di identificarne alcuni, la notificazione nelle forme ordinarie alle persone offese risulti difficile, l’autorità giudiziaria può disporre, con decreto in calce all’atto da notificare, che la notificazione sia eseguita mediante pubblici annunzi. Nel decreto sono designati, quando occorre, i destinatari nei cui confronti la notificazione deve essere eseguita nelle forme ordinarie e sono indicati i modi che appaiono opportuni per portare l’atto a conoscenza degli altri interessati.

2. In ogni caso, copia dell’atto e’ depositata nella casa comunale del luogo in cui si trova l’autorità procedente e un estratto e’ inserito nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

3. La notificazione si ha per avvenuta quando l’ufficiale giudiziario deposita una copia dell’atto, con la relazione e i documenti giustificativi dell’attività svolta, nella cancelleria o segreteria dell’autorità procedente.


Giurisprudenza annotata

Notificazioni

In tema di notifiche, l'impossibilità di identificazione di taluna delle persone offese, in presenza della quale è consentita, ai sensi dell'art. 155 c.p.p., la notificazione per pubblici proclami, va intesa in senso rigoroso, costituendo essa il presupposto per l'adozione di un mezzo di notificazione da riguardarsi come eccezionale.

Cassazione penale sez. I  13 dicembre 2001 n. 6769  

 

Per la validità del verbale di un organo collegiale (nella specie, della commissione giudicatrice di un pubblico concorso), è sufficiente la sottoscrizione del p.u. che svolge la funzione di redattore del verbale stesso. Il quale, anche se preordinato a riprodurre l'attività della commissione, non è, per sua natura, atto collegiale, escludendosi, quindi (in conformità della regola espressa negli art. 126 c.p.c. e 155 c.p.p.) la necessità della sottoscrizione di tutti i componenti l'organo collegiale.

Consiglio di Stato sez. VI  04 dicembre 2001 n. 6058  

 

L'art. 100 comma 5 c.p.p. individua presso il difensore il domicilio legale delle parti private diverse dall'imputato, che stanno in giudizio col ministero del difensore (cosiddetto domicilio legale delle parti "complesse"). L'art. 33 d.lg. 28 luglio 1989 n. 271 indica, poi, nel difensore eventualmente nominato dalla persona offesa dal reato un domiciliatario "ex lege": la parte offesa è, cioè, presente di persona nel processo, pur avendo la facoltà di nominare un difensore per l'esercizio dei diritti e delle facoltà attribuitigli (art. 101 c.p.p.), In mancanza di nomina, le notifiche alla persona offesa sono eseguite ai sensi degli art. 154 (in relazione all'art. 157) e 155 c.p.p.

Cassazione penale sez. V  02 febbraio 1993



 
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