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Codice proc. penale agg.  al  17 Apr 2015
 
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Art. 159 cod. proc. penale: Notificazioni all’imputato in caso di irreperibilita’

1. Se non e’ possibile eseguire le notificazioni nei modi previsti dall’articolo 157, ((l’autorità giudiziaria)) dispone nuove ricerche dell’imputato, particolarmente nel luogo di nascita, dell’ultima residenza anagrafica, dell’ultima dimora, in quello dove egli abitualmente esercita la sua attività lavorativa e presso l’amministrazione carceraria centrale. Qualora le ricerche non diano esito positivo, ((l’autorità giudiziaria)) emette decreto di irreperibilità con il quale, dopo avere designato un difensore all’imputato che ne sia privo, ordina che la notificazione sia eseguita mediante consegna di copia al difensore.

2. Le notificazioni in tal modo eseguite sono valide a ogni effetto. L’irreperibile e’ rappresentato dal difensore.


Giurisprudenza annotata

Notificazioni all'imputato in caso di irreperibilità

Le ricerche del contumace devono essere effettive e non formali e, finché lo consentono le informazioni a disposizione, devono estendersi a tutti i luoghi in cui la persona può essere rintracciata, al fine di consentirgli l'espletamento di ogni utile difesa (nella specie, la Corte ha ritenuto non corretta la procedura seguita nella ricerca dell'imputata in un campo nomadi, atteso che le ricerche non erano state effettuate nel campo nomadi dove le autorità sapevano essersi trasferita l'imputata).

Cassazione penale sez. V  29 ottobre 2014 n. 51729  

 

Il decreto di irreperibilità emesso senza verifica presso l'autorità di polizia dell'eventuale rilascio di un permesso di soggiorno dal quale desumere il recapito dell'imputato straniero è affetto da nullità assoluta, che si estende agli atti successivamente compiuti, per incompleto svolgimento delle ricerche previste dall'art. 159 c.p.p., atteso che questa disposizione non contiene un'elencazione tassativa dei luoghi in cui debbono essere assunte le informazioni necessarie, ma impone di compiere tutti quegli accertamenti che, sulla base delle circostanze emergenti agli atti, si rivelino logicamente utili e oggettivamente praticabili. (Annulla senza rinvio, App. Milano, 12/04/2013 )

Cassazione penale sez. V  17 luglio 2014 n. 35103  

 

In tema di patrocinio a spese dello Stato, l'irreperibilità dell'assistito, ai sensi dell'art. 117 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, pur essendo una situazione sostanziale e di fatto, indipendente dall'emissione del decreto ex artt. 159 e 160 cod. proc. pen., non coincide con la circostanza che lo straniero sia senza fissa dimora in Italia. Ne consegue che il difensore d'ufficio, il quale chieda la liquidazione del compenso per la difesa dell'imputato straniero i cui dati anagrafici siano conosciuti con sicurezza, ha l'onere di provare che questo sia irreperibile anche nello Stato di provenienza e, in caso contrario, che sia impedito il recupero del credito all'estero. Cassa con rinvio, Giud. pace Padova, 04/10/2010

Cassazione civile sez. VI  07 aprile 2014 n. 8111

 

L'impugnazione tardiva di un provvedimento notificato ex art. 159 cod. proc. pen. impone al giudice investito del gravame di verificare, prima di dichiarare l'inammissibilità, la regolare emissione del decreto di irreperibilità, accertando la completezza delle ricerche effettuate ovvero l'eventuale oggettiva impraticabilità degli accertamenti, indicando specificamente da quali atti processuali risulti tale ultima condizione. (Fattispecie in cui il Tribunale di sorveglianza si era limitato a constatare che dalla relata di notifica, effettuata ex art. 159 cod. proc. pen., del provvedimento che applicava una misura di sicurezza risultava decorso il termine di impugnazione). Annulla con rinvio, Trib.sorv. Milano, 13/03/2013

Cassazione penale sez. I  12 dicembre 2013 n. 4742  

 

In tema di notificazione all'imputato, l'irreperibilità non ha valore assoluto ma relativo, in quanto rappresenta una situazione processuale che si verifica tutte le volte in cui, eseguite le ricerche imposte dall'art. 159 c.p.p., l'Autorità Giudiziaria non sia pervenuta all'individuazione della residenza, del domicilio, del luogo di temporanea dimora o di abituale attività lavorativa del soggetto. Ne consegue che, ai fini della validità del decreto di irreperibilità e del conseguente giudizio contumaciale, all'esito del relativo decreto di citazione a giudizio, rileva soltanto la completezza delle ricerche con riferimento agli elementi risultanti dagli atti al momento in cui vengono eseguite ed eventuali notizie successive non possono avere incidenza ex post, sulla legittimità della procedura eseguita in base alle risultanze conosciute o conoscibili al momento dell'adempimento delle prescritte formalità.

Cassazione penale sez. VI  25 settembre 2013 n. 43117  

 

In tema di notificazioni all'imputato residente o dimorante all'estero, qualora l'imputato non abbia ricevuto o, comunque, manchi la prova della ricezione della raccomandata di cui all'art. 169 c.p.p., l'Autorità giudiziaria procedente deve disporre nuove ricerche nei luoghi indicati nell'art. 159 c.p.p., al fine della declaratoria di irreperibilità dell'imputato, posto che si tratta di situazione assimilabile a quella in cui risulti o appaia probabile che l'imputato non abbia avuto effettiva conoscenza dell'atto (art. 157, comma 5 c.p.p.); ne deriva che, in tal caso, è illegittima la consegna degli atti al difensore, secondo il disposto di cui all'art. 169, comma 1, ultima parte, in quanto tale procedura presuppone che l'elezione di domicilio sia insufficiente o non sia stata effettuata e, quindi, presuppone, pur sempre, l'avvenuta ricezione della suddetta raccomandata.

Tribunale Bologna  26 marzo 2013

 

L'obbligo di effettuare nuove ricerche nei luoghi indicati dall'art. 159, comma 1, c.p.p. al fine di emettere il decreto di irreperibilità è condizionato all'oggettiva praticabilità degli accertamenti (ossia alla conoscenza del luogo di nascita, di ultima residenza e di abituale esercizio dell'attività lavorativa dell'imputato), che rappresenta il limite logico di ogni garanzia processuale

Cassazione penale sez. III  19 aprile 2012 n. 17458  

 

Ai fini dell'utilizzabilità, mediante lettura, delle dichiarazioni rese in sede predibattimentale dal testimone divenuto irreperibile non è sufficiente l'infruttuoso espletamento delle ricerche previste dall'art. 159 c.p.p., ma è altresì necessario che il giudice compia tutti gli accertamenti congrui alla peculiare situazione personale dello stesso, quale risultante dagli atti, dalle deduzioni specifiche eventualmente effettuate dalle parti, nonché dall'esito dell'istruttoria svolta nel corso del giudizio ovvero dia conto, con motivazione non apparente e non manifestamente illogica o contraddittoria, dell'apprezzamento compiuto sulla ragionevole impossibilità di svolgere ulteriori ed efficaci ricerche del dichiarante (annullata, nella specie, la sentenza della Corte d'Appello che aveva desunto l'irreperibilità solo dall'esito infruttuoso dell'accompagnamento coattivo, senza effettuare nessun altra ricerca, neanche presso l'amministrazione carceraria o presso l'associazione ove la persona offesa solo una settimana prima aveva ricevuto una regolare notifica).

Cassazione penale sez. II  02 febbraio 2012 n. 4702  

 

In tema di notificazioni all'imputato residente o dimorante all'estero, qualora l'imputato non abbia ricevuto o, comunque, manchi la prova della ricezione della raccomandata di cui all'art. 169 c.p.p., l'autorità giudiziaria procedente deve disporre nuove ricerche nei luoghi indicati dall'art. 159 c.p.p., al fine della declaratoria di irreperibilità dell'imputato, posto che si tratta di situazione assimilabile a quella in cui risulti o appaia probabile che l'imputato non abbia avuto effettiva conoscenza dell'atto (art. 157, comma 5, c.p.p.); ne deriva che, in tal caso, è illegittima la consegna degli atti al difensore, secondo il disposto di cui all'art. 169, comma 1, ultima parte, in quanto tale procedura presuppone che l'elezione di domicilio sia insufficiente o non sia stata effettuata e, quindi, presuppone, pur sempre, l'avvenuta ricezione della suddetta raccomandata.

Cassazione penale sez. V  11 luglio 2011 n. 34504  

 

Ai fini dell'utilizzabilità, mediante lettura, delle dichiarazioni rese in sede predibattimentale dal testimone divenuto irreperibile non è sufficiente l'infruttuoso espletamento delle ricerche previste dall'art. 159 c.p.p., ma è altresì necessario che il giudice compia tutti gli accertamenti congrui alla peculiare situazione personale dello stesso, quale risultante dagli atti, dalle deduzioni specifiche eventualmente effettuate dalle parti, nonché dall'esito dell'istruttoria svolta nel corso del giudizio ovvero dia conto, con motivazione non apparente e non manifestamente illogica o contraddittoria, dell'apprezzamento compiuto sulla ragionevole impossibilità di svolgere ulteriori ed efficaci ricerche del dichiarante. Annulla con rinvio, App. Milano, 17/11/2010

Cassazione penale sez. VI  24 maggio 2011 n. 24039  

 

In tema di letture delle dichiarazioni rese in fase di indagine da persona resasi "irreperibile" in dibattimento, l'irreperibilità del teste, che legittima la lettura delle precedenti dichiarazioni, può essere dichiarata solo quando risultino espletati infruttuosamente, oltre alle ricerche previste per l'imputato dall'art. 159 c.p.p., tutti gli accertamenti congrui alla peculiare situazione personale quale risultante dagli atti, da deduzioni specifiche delle parti, dall'esito dell'istruttoria nel giudizio: così esemplificando, l'eventuale esistenza in vita e reperibilità di genitori o fratelli/sorelle giustifica l'assunzione di informazioni presso di loro; così come, sempre esemplificando, si impone la ricerca negli eventualmente conosciuti contesti di pregressa attività lavorativa o in presenza di accertati contatti di qualsiasi genere con strutture pubbliche.

Cassazione penale sez. VI  24 maggio 2011 n. 24039  

 

La completezza delle ricerche che, ai sensi dell'art. 159 c.p.p., debbono essere effettuate prima dell'eventuale emissione del decreto di irreperibilità dell'imputato, non può essere esclusa per il solo fatto che, nel corso delle medesime, non sia stato utilizzato il numero di una utenza di telefono cellulare a suo tempo indicato dallo stesso imputato, atteso che tale utenza, a differenza di quella fissa, è priva di un sicuro collegamento con un determinato luogo e pertanto, quando pure, attraverso di essa, sia possibile stabilire un contatto con il titolare, ciò potrebbe soltanto consentire di rivolgere a quest'ultimo un invito, del tutto informale, a presentarsi presso gli uffici dell'autorità procedente onde ricevere la notificazione dell'atto a lui destinato.

Cassazione penale sez. II  29 aprile 2011 n. 32331  

 

Nonostante il termine irreperibilità nella sua genericità non si riferisca solo a quella formale, ma anche a quella di fatto, è necessario esaminare le singole fattispecie e rilevare se sussistono le condizioni di una effettiva irreperibilità, che potrebbero al limite non configurarsi neppure per quella ex art. 159 c.p.p., poiché limitata alla singola fase procedimentale o processuale, incombendo al difensore l’onere di dimostrare la sussistenza di una tale situazione al momento della richiesta di liquidazione dell'onorario professionale.

Tribunale Napoli sez. VIII  24 febbraio 2011

 

Ai fini del decreto di irreperibilità, non sussiste obbligo di disporre apposite ricerche all'estero dell'imputato ivi residente, del quale si ignori l'esatto recapito. Infatti, nel caso di trasferimento all'estero dell'imputato, si palesa irrazionale un'interpretazione dell'art. 169, comma 4, c.p.p. nel senso che in tal caso dovrebbero essere eseguite ricerche più estese di quelle previste dall'art. 159, comma 1, c.p.p. e, cioè, da effettuarsi su tutto il territorio dello Stato estero, per di più da parte di organismi che non dipendono dall'autorità giudiziaria italiana, di tale che la norma deve essere, invece, interpretata nel senso che dagli atti deve risultare la località dello Stato estero in cui si è trasferito o comunque dimora l'imputato perché sorga l'obbligo di disporre utilmente le ricerche tramite canali diplomatici in detta località.

Cassazione penale sez. III  21 dicembre 2010 n. 3851  

 

In tema di patrocinio a spese dello Stato, relativo ad imputato od indagato irreperibile, la condizione di irreperibilità del patrocinato, alla quale l'art. 117 d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 subordina la liquidazione degli onorari e delle spese di difesa a carico dell'Erario, afferisce ad una situazione sostanziale e di fatto (indipendente dalla pronuncia processuale di irreperibilità emessa ai sensi degli art. 159 e 160 c.p.p.) che, rendendo il debitore non rintracciabile al momento in cui la pretesa creditoria diventa azionabile, impedisce di effettuare qualunque procedura per il recupero del credito professionale. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che aveva ritenuto non sufficiente l'avvenuto svolgimento, da parte del difensore, della normale attività che nel rito civile è propedeutica alla riscossione del credito, consistente nella parcella vistata dal Consiglio dell'Ordine e nell'istanza di ingiunzione e relativa emissione del decreto poi notificato, unitamente al precetto, ai sensi dell'art. 143 c.p.c., dopo ricerche anagrafiche - assumendo la necessità di operare ulteriori ricerche dell'assistito, di nazionalità polacca, anche in relazione ad altri nominativi con i quali era stato identificato, nonché di effettuare ricerche presso l'ambasciata ed il consolato di Polonia).

Cassazione civile sez. II  20 luglio 2010 n. 17021  

 

Le ricerche ai fini dell'emissione del decreto di irreperibilità vanno eseguite cumulativamente, e non alternativamente, in tutti i luoghi indicati dall'art. 159 c.p.p., diversamente derivandone la nullità assoluta del decreto di irreperibilità medesimo e delle conseguenti notificazioni, ove attinenti alla citazione dell'imputato.

Cassazione penale sez. III  21 gennaio 2010 n. 9244  

 

La procedura di notificazione prevista dall'art. 159 c.p.p., dando luogo a una forma di conoscenza "legale" dell'atto, ha carattere eccezionale, in quanto limitata al solo caso in cui risulti impossibile l'esecuzione della notifica nelle forme ordinarie previste dall'art. 157 stesso codice, per essere rimasti ignoti, nonostante l'esperimento di ogni utile indagine, i luoghi di abitazione, di lavoro, di dimora e di recapito dell'imputato. Ne consegue che il giudice deve fare ricorso a tale modalità di notifica solo a seguito dell'accertamento rigoroso dell'impossibilità di rintracciare l'imputato, mediante ricerche appositamente delegate anche agli organi di polizia giudiziaria. (Fattispecie relativa a nota residenza del destinatario della notificazione presso un campo nomadi). Annulla con rinvio, App. Venezia, 12 luglio 2005

Cassazione penale sez. II  24 marzo 2009 n. 25598  



 
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